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Sentenza

Sentenza del 09/06/2022 n. 2682 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - Atto di appello - Contenuto - Motivi di appello - Onere di impugnazione specifica - Art. 53 del d.lgs. n. 546 del 1992 - Riproposizione dei motivi di impugnazione avverso il provvedimento impositivo - Idoneità - Infondatezza eccezione di inammissibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Verifica della compliance dell'atto di appello rispetto all'onere di specificità dei motivi previsto dall'art. 53 del d.lgs. n. 546/1992: se l'appellante sia obbligato a formulare nuovi argomenti giuridici ovvero possa limitarsi a riproporre le stesse censure già svolte in primo grado, manifestando il dissenso verso la decisione nella sua interezza.

La decisione

L'eccezione di inammissibilità fondata sulla pretesa mancanza di specificità dei motivi è stata dichiarata infondata. La Corte ha ritenuto che la riproposizione delle medesime censure formulate in primo grado sia idonea ad assolvere l'onere di impugnazione specifica previsto dall'art. 53 d.lgs. n. 546/1992, alla luce del carattere pienamente devolutivo dell'appello nel processo tributario; conseguentemente l'appello è stato ammesso alla trattazione.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 546/1992, art. 53

    L'art. 53 impone l'onere di specificità dei motivi d'appello, ma va interpretato nel senso che non richiede la formulazione di nuovi argomenti giuridici: è sufficiente che l'appellante riproponga le medesime censure già svolte in primo grado, individuando il dissenso rispetto alla decisione impugnata.

  • Cass. 30525/2018

    Giurisprudenza di supporto che conferma il principio della devolutività piena dell'appello tributario e l'ammissibilità della riproposizione delle censure di primo grado.

  • Cass. 30341/2019

    Ulteriore presidio giurisprudenziale che conferma l'idoneità della riproposizione delle stesse argomentazioni già presentate in primo grado a soddisfare l'onere di specificità dell'appello.

Massime di principio

  • Nel processo tributario l'appello ha natura pienamente devolutiva: l'appellante può chiedere il riesame della causa nel merito e non è vincolato a individuare solo vizi formali o specifici.
  • Non è obbligatorio formulare nuovi argomenti giuridici in appello: la semplice riproposizione delle censure già svolte in primo grado è sufficiente per l'onere di specificità, purché risulti chiaro quale decisione e quali motivazioni si impugnano.
  • La riproposizione deve comunque consentire al giudice d'appello di comprendere i punti contestati; dichiarazioni generiche e prive di riferimento concreto alle motivazioni della sentenza possono tuttavia risultare insufficienti.
  • In fase di redazione dell'atto di appello è buona prassi richiamare espressamente le censure già dedotte in primo grado e indicare, anche sinteticamente, perché la decisione di primo grado è ritenuta errata, per evitare contestazioni di inammissibilità.
  • La giurisprudenza consolidata (es. Cass. 30525/18; 30341/19) supporta l'interpretazione favorevole al contribuente: le prospettive difensive non devono essere penalizzate dall'esigenza di 'inventare' nuovi motivi in appello.

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