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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14038/2025 del 09/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca adottato dal G.I.P. in relazione al reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.). Il ricorrente deduce violazione di legge in relazione all'art. 322-ter c.p. e ai principi di adeguatezza e proporzione, lamentando che il sequestro è stato applicato sulla base del cosiddetto principio solidaristico nonostante dalle indagini risultasse che il reale beneficiario dei proventi fosse un altro concorrente (Salvatore Roberto Perricciolo) e che il Cesarini avrebbe conseguito un profitto ridotto e quantificabile in circa 8.000 euro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di Fermo abbia applicato un orientamento ormai superato rispetto alla pronuncia delle Sezioni Unite del 26/09/2024. Sulla base dell'informazione provvisoria delle Sezioni Unite, la Cassazione ha stabilito che, in caso di concorso di persone, la confisca per equivalente (e il sequestro finalizzato alla confisca) deve essere limitata a quanto concretamente conseguito da ciascun concorrente, con esclusione di forme di solidarietà passiva. Di conseguenza l'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Fermo per un nuovo giudizio applicando i principi espressi dalle Sezioni Unite.

Norme richiamate

  • art. 322-ter cod. pen.

    Disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; nella decisione si rileva che tale misura, quando funzionale alla confisca per equivalente, deve essere modulata sul risultato effettivo conseguito dal singolo concorrente e non può automaticamente applicare solidarietà passiva.

  • art. 640-bis cod. pen.

    Norma che punisce la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche: costituisce il fatto-reato rispetto al quale si procede all'accertamento dei profitti oggetto di sequestro e confisca.

  • art. 640-quater cod. pen.

    Richiamato nel ricorso in relazione all'art. 322-ter; evidenzia il collegamento tra normativa sulla confisca e la fattispecie di reato relativa ad indebite agevolazioni fiscali.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Norma che consente il ricorso per cassazione avverso le ordinanze del giudice del riesame; è il titolo processuale utilizzato per proporre il ricorso.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Fondamento del motivo di cassazione dedotto: riguarda la violazione di norme che disciplinano la fase cautelare e la motivazione dei provvedimenti interdittivi.

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma citata quale regola di competenza per il rinvio al giudice del riesame competente dopo annullamento.

  • art. 610, comma 5 e art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Prevedono la possibilità di trattare il ricorso in camera di consiglio senza la presenza delle parti in mancanza di richiesta di trattazione orale; la Corte ha applicato queste disposizioni procedurali.

  • Sentenza Sez.2 n.22073 del 17/03/2023

    Orientamento precedente che ammetteva l'applicazione del principio solidaristico, disponendo la confisca anche per l'intero profitto nei confronti di uno solo dei concorrenti; tale impostazione è stata ritenuta superata dalle Sezioni Unite.

  • Decisione Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 26/09/2024

    Informazione provvisoria comunicata dalla Corte

    Principio stabilito: la confisca diretta richiede prova del nesso causale tra bene e reato; se tale prova manca la confisca è per equivalente; in caso di concorso, va esclusa solidarietà passiva e la confisca deve riguardare solo quanto concretamente conseguito da ciascun concorrente; se la quota non è individuabile si usa il criterio della ripartizione in parti uguali; il giudice deve motivare tenendo conto della fase procedimentale e degli elementi acquisiti.

Massime di principio

  • Dopo la pronuncia delle Sezioni Unite del 26/09/2024, in ipotesi di concorso di persone la confisca per equivalente e il sequestro finalizzato alla confisca devono essere limitati alla parte di profitto effettivamente conseguita da ciascun concorrente, escludendo forme di solidarietà passiva automatica.
  • Il giudice che dispone o conferma il sequestro destinato alla confisca deve svolgere un accertamento probatorio, nel contraddittorio, sulla misura dell'arricchimento conseguito dal singolo indagato; la semplice appartenenza al gruppo di concorrenti non giustifica il sequestro dell'intero profitto.
  • Se non è possibile individuare con sufficiente precisione la quota di profitto di ciascun concorrente, il criterio residuale è la ripartizione in parti uguali, ma solo dopo aver tentato l'individuazione concreta.
  • La motivazione del provvedimento cautelare deve essere calibrata alla fase processuale e agli elementi acquisiti: misure generiche o basate su precedenti orientamenti ormai superati possono essere rimesse in discussione in sede di impugnazione.
  • Quando dalle indagini emergono elementi specifici che individuano un soggetto come principale beneficiario, il sequestro a carico di altri concorrenti deve essere proporzionato e non esteso meccanicamente all'intero profitto.
  • Il ricorso per cassazione ex art. 325 c.p.p. è un rimedio efficace per far valere l'erronea applicazione di principi giurisprudenziali relativi al sequestro e alla confisca per equivalente.

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