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Ordinanza

Ordinanza n. 1588/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202603099

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto di ingresso per motivi di studio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (studente straniero)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha impugnato l’ordinanza cautelare del TAR Lazio che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il diniego del visto di ingresso per motivi di studio. Ha dimostrato la disponibilità liquida su un conto corrente bancario di una somma superiore a euro 6.947,33, indicata da una circolare del Ministero dell’Università e della Ricerca quale soglia minima annua per il rilascio del visto. In sede cautelare ha inoltre contestato, implicitamente, la riconducibilità di tale disponibilità a comportamenti fraudolenti e ha rappresentato il rischio di perdere l’opportunità di immatricolarsi all’università.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare e riformato l’ordinanza del TAR. Ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, poiché l’appellante aveva dimostrato disponibilità liquide superiori alla soglia economica indicata dalla circolare ministeriale e, a un esame sommario, non emergevano elementi sufficienti per ritenere che tali disponibilità fossero frutto di comportamenti fraudolenti. Ha ravvisato anche il periculum in mora nella necessità di evitare la perdita dell’occasione di immatricolazione universitaria. Di conseguenza, ha sospeso il provvedimento impugnato in primo grado e imposto all’Amministrazione il riesame dell’istanza di visto di ingresso. È stata disposta la trasmissione dell’ordinanza al TAR per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. Le spese del doppio grado cautelare sono state compensate per la particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato, attraverso il quale è stata impugnata l’ordinanza cautelare del TAR.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, una volta accolta la domanda cautelare, la trasmissione degli atti al TAR per la sollecita fissazione dell’udienza di merito.

  • circolare del Ministero dell’Università e della Ricerca

    Indica la soglia minima annua di disponibilità economica richiesta per ottenere il visto per motivi di studio; il giudice ha valorizzato la prova della disponibilità di una somma superiore a tale soglia.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la prova della disponibilità di somme liquide superiori alla soglia economica prevista dall’Amministrazione per il rilascio di un visto per motivi di studio integra un elemento favorevole alla sussistenza del fumus boni iuris, salvo che emergano elementi sufficienti per ritenere fraudolenta l’origine delle somme.
  • Il diniego di visto per motivi di studio può essere sospeso quando, a un esame sommario, la disponibilità economica richiesta risulti documentata e non siano adeguatamente dimostrati comportamenti fraudolenti connessi alla provenienza delle somme.
  • Sussiste il periculum in mora quando il diniego del visto rischia di determinare la perdita concreta dell’opportunità di immatricolazione universitaria.
  • L’accoglimento della domanda cautelare contro il diniego di visto può comportare non il rilascio immediato del visto, ma la sospensione dell’atto e l’obbligo dell’Amministrazione di riesaminare l’istanza alla luce dei criteri indicati dal giudice.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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