Cassazione Penale, Sentenza n. 18815/2023 del 04/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Ancona denunciando: 1) errata applicazione dell'art. 624-bis cod. pen. (furto con strappo), sostenendo che la condotta non comportò alcuna violenza o forza diretta sulla cosa ma una manovra repentina e impercettibile (stretta di mano con entrambe le mani) idonea più a configurare il furto aggravato dalla destrezza; 2) vizi di motivazione in relazione al diniego delle circostanze attenuanti generiche e alla determinazione della pena. Il ricorso chiedeva quindi la riforma della qualificazione giuridica del fatto e la rievaluazione del trattamento sanzionatorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in quanto la fattispecie va riqualificata: non sussisteva la violenza richiesta per il furto con strappo (art. 624-bis), mentre la condotta si inquadra nel furto semplice (art. 624) aggravato dalla destrezza (art. 625, n. 4). Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla determinazione della pena e rinviata alla Corte d'appello di Perugia per il nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio; le restanti doglianze sono state assorbite.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen.
Norma sul furto semplice; la Corte l'ha ritenuta applicabile alla condotta descritta (sottrazione tramite abilità/destrezza senza esercizio di forza sulla cosa).
art. 624-bis cod. pen.
Norma sul furto con strappo; la Corte la interpreta come fattispecie che richiede un qualche grado di violenza immediatamente diretto verso la cosa (forza/strappo), non configurabile nel caso di manovra abile e non violenta.
art. 625, primo comma, n. 4 cod. pen.
Circostanza aggravante della destrezza: la sottrazione effettuata con abilità che impedisce alla vittima di accorgersene integra l'aggravante; nel caso de quo la Corte ha ritenuto che la descrizione del fatto consente di desumere l'aggravante per destrezza.
art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. in L. 176/2020)
Norma procedurale che consente la presentazione di requisitoria scritta davanti alla Corte di Cassazione; nel procedimento è stata utilizzata la requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Limiti di motivazione e articolazione dei motivi di ricorso per cassazione; citata con riferimento ai limiti entro cui sono articolati i motivi proposti dal difensore.
Massime di principio
- La qualificazione come 'furto con strappo' (art. 624-bis) richiede un elemento di violenza o forza concreto e diretto sulla cosa; manovre abili e non violente non soddisfano questo requisito.
- Quando la sottrazione avviene mediante abilità o destrezza (es. manipolazione furtiva, distrazione della vittima, uso coordinato delle mani) senza esercizio di forza sulla cosa, la fattispecie corretta è il furto semplice con possibile aggravante per destrezza (art. 625 n.4).
- La valutazione fattuale (descrizione della condotta, comportamento dell'agente e reazione della vittima) è decisiva per distinguere tra 'strappo' (violento) e 'destrezza' (abile); elementi quali sorpresa, assenza di resistenza e tecnica furtiva orientano verso la destrezza.
- La Corte di Cassazione può riqualificare il fatto anche d'ufficio se dalla ricostruzione emergono elementi incompatibili con la qualificazione adottata dai giudici di merito.
- Se la riqualificazione incide sul trattamento sanzionatorio, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza limitatamente alla determinazione della pena e rinviare per nuovo giudizio sulla sanzione.
- In casi pratici, le difese dovrebbero focalizzarsi sul dimostrare l'assenza di violenza/forza e l'esistenza di una tecnica abile per ottenere una qualificazione meno grave; l'accusa dovrà invece provare l'elemento violento o coattivo della condotta per sostenere il furto con strappo.
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