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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30961/2023 del 17/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile per carenza di interesse l'istanza di dissequestro probatorio proposta dal ricorrente in relazione alla convalida del sequestro della somma di euro 405,00, operato a seguito di perquisizione personale in data 04/11/2022. Il ricorrente deduceva che il giudice di merito aveva erroneamente ravvisato come oggetto della domanda un involucro termosaldato contenente sostanza stupefacente (cocaina) anziché la somma di denaro, e che quindi la motivazione non aveva preso in esame la richiesta di restituzione del denaro.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato per omissione motivazionale: sebbene dalla richiesta di riesame fosse chiaro che l'oggetto era la somma di euro 405,00, il Tribunale aveva motivato limitandosi alla sostanza stupefacente, affermandone la natura illecita e la non restituibilità, senza alcuna argomentazione in ordine al denaro. Per l'evidente omissione motivazionale la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Genova per nuovo esame, ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • Principio consolidato di ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di sequestro (Sez. U., n.25932 del 29/05/2008, Ivanov)

    La Corte ricorda che il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso per violazione di legge, comprendendo sia errori in iudicando/in procedendo sia vizi della motivazione talmente gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico-argomentativo del giudice.

  • Art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    La norma è richiamata per individuare la competenza del tribunale cui rinviare il nuovo giudizio; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Genova competente ai sensi di tale disposizione.

Massime di principio

  • Il giudice chiamato a decidere su una istanza di dissequestro deve esaminare e motivare specificamente ogni bene o somma indicati nella richiesta; l'omessa motivazione rispetto a un bene reclamato configura vizio grave che può determinare l'annullamento.
  • La corretta qualificazione dell'oggetto della richiesta (es. denaro vs involucro con stupefacente) è determinante: un errato inquadramento da parte del giudice può privare la decisione di adeguata motivazione e giustificare il ricorso in cassazione per violazione di legge.
  • Il denaro sequestrato non è automaticamente non restituibile come 'res illecita'; occorre una specifica valutazione e motivazione circa il suo collegamento con l'illecito prima di negare la restituzione.
  • In materia di provvedimenti cautelari e probatori la Corte di cassazione interviene solo per violazione di legge o per vizi motivazionali gravi, e in caso di accoglimento può annullare e rinviare il provvedimento al giudice competente per nuovo esame.

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