Cassazione Penale, Sentenza n. 8949/2024 del 01/03/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per rapina aggravata e ricettazione inflitta in primo grado e in appello. Le censure principali riguardano: la presunta invalidità del decreto di giudizio immediato per mancata allegazione degli hard disk/originali delle riprese di videosorveglianza al fascicolo; l'insufficienza e l'illogicità della valutazione probatoria (identificazione degli imputati basata su fotogrammi, diversità di abbigliamento, assenza di riconoscimento da parte delle vittime, mancanza di tracce biologiche); la carenza di perizie antropometriche e di verifica delle celle telefoniche; contestazioni sulla corretta applicazione di circostanze attenuanti e di recidiva e sul calcolo della pena (art. 63 c.4, aumenti per continuazione, presunta violazione del ne bis in idem sostanziale).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che: l'assenza degli originali video nel fascicolo non costituisce di per sé causa di nullità del decreto di giudizio immediato, a fronte del principio di tassatività delle nullità; le doglianze sui fatti e sulla valutazione delle prove erano generiche e reiterative e la Corte territoriale ha fornito motivazione adeguata e priva di aporie logiche (richiamando riscontri quali casco rinvenuto in perquisizione, corrispondenze somatiche, tabulati telefonici, ricostruzione temporale delle videoriprese); la mancata richiesta specifica di attenuanti in appello escludeva l'obbligo del giudice di motivare il loro riconoscimento d'ufficio; le doglianze sulla recidiva e sulla dosimetria della pena erano infondate poiché l'aumento risultava motivato e nei limiti di legge. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e a sanzione pecuniaria prevista dal dispositivo.
Norme richiamate
art. 192 cod.proc.pen.
Norma citata in relazione alla valutazione e produzione della prova documentale; la Corte ha ritenuto che l'assenza degli originali video non determina automaticamente nullità del decreto di giudizio immediato.
art. 628 cod.pen.
Delitto di rapina: norma sostanziale alla base dell'imputazione; la responsabilità è stata ritenuta provata sui presupposti indiziari esaminati dai giudici di merito.
art. 648 cod.pen.
Delitto di ricettazione: norma sostanziale rilevante per la condanna relativa al veicolo/furgone oggetto della ricettazione.
art. 63 cod.pen. (comma 4)
Recidiva: la Corte ha ritenuto legittimo l'aumento motivato della pena in relazione alla recidiva e alla negativa personalità degli imputati.
art. 62-bis cod.pen.
Circostanze attenuanti generiche: la mancata richiesta specifica in appello ha escluso l'obbligo di motivazione del giudice di secondo grado circa il loro riconoscimento d'ufficio.
art. 71 D.lgs. 159/2011
Circostanza richiamata come parametro aggravante facoltativo valutato dal giudice nella determinazione della pena; la Corte ha ritenuto legittimo l'aumento quando inferiore a un terzo e adeguatamente motivato.
art. 81 cod.pen.
Continuazione: applicata per il cumulo/irrogazione di un aumento minimo per i reati connessi; la Corte ha ritenuto congrua la misura adottata.
art. 133 cod.pen.
Determinazione della pena: norme richiamate in relazione alla motivazione sulla quantificazione della pena e al discostamento dai minimi edittali.
art. 597 cod.proc.pen. (comma 5)
Potere-dovere del giudice di appello di applicare d'ufficio attenuanti: la Corte richiama che il potere opera solo se la difesa ha posto richieste specifiche o elementi concreti in appello o in discussione.
art. 581 comma 1 lett. d) e art. 591 comma 4 cod.proc.pen.
Previsione procedurale citata in relazione alla rilevazione in cassazione di certain vizi di motivazione e inammissibilità di censure generiche.
principio di tassatività delle nullità (giurisprudenza della Cassazione)
Giurisprudenza consolidata che esclude la nullità automatica per incompletezza o tardiva trasmissione di atti a meno che non si configuri una nullità espressamente prevista dalla legge.
Massime di principio
- L'assenza degli originali (es. hard disk o file video) nel fascicolo non comporta automaticamente la nullità del provvedimento che dispone il giudizio immediato: va valutata la sussistenza di nullità tassative previste dalla legge e l'effettivo vizio sostanziale.
- In Cassazione le censure di merito devono essere formulate in modo specifico e non meramente reiterativo: motivazioni generiche o aspecifiche sono spesso dichiarate inammissibili.
- La valutazione dell'identificazione su base video può essere ritenuta valida se corroborata da riscontri contestuali (oggetti rinvenuti, corrispondenze somatiche, tabulati telefonici, comportamento coordinato), anche in assenza di riconoscimento formale delle vittime o di tracce biologiche.
- La mancata richiesta esplicita di circostanze attenuanti in appello limita l'obbligo del giudice di grado superiore di motivare sul loro riconoscimento d'ufficio; difesa e ricorrente devono porre elementi fattuali specifici per sollevare il profilo.
- Per contestare la congruità della dosimetria della pena occorre dimostrare vizi logico-giuridici o contrasto evidente con i criteri di legge; la mera diversa valutazione della gravità o della personalità dell'imputato non è sufficiente.
- Le criticità tecniche (diversità di abbigliamento, discrepanze temporali dei fotogrammi) possono essere superate se la ricostruzione probatoria complessiva è coerente e priva di aporie; vanno pertanto contestate con dati probatori concreti.
- Il sindacato della Cassazione sui fatti è limitato: per ottenere annullamento è necessario individuare contraddizioni manifeste, aporie logiche o violazioni di legge nella motivazione del giudice di merito.
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