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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42657/2022 del 10/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza in ordine alla istruzione della domanda di grazia proposta da Giorgio Gernone. Il magistrato di Catanzaro aveva trasmesso l'incarto a Lecce rilevando che il detenuto era ristretto nella casa circondariale di Lecce dal 20/06/2020 e che l'istanza era pervenuta a Catanzaro il 10/07/2020; il magistrato di Lecce ha invece rilevato che la domanda di grazia era stata spedita il 29/04/2020 quando Gernone si trovava detenuto presso la casa circondariale di Catanzaro, e ha quindi sollevato il conflitto per stabilire quale ufficio dovesse svolgere l'istruttoria

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il conflitto inammissibile e ha ordinato la restituzione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Lecce. La Corte ha ritenuto che non ricorrono le condizioni per un conflitto di competenza perché l'attività del magistrato di sorveglianza in materia di domanda di grazia è meramente istruttoria/strumentale e non ha carattere giurisdizionale: la decisione sulla grazia è riservata al Ministro e non coinvolge poteri decisori del giudice. Pertanto non è ammissibile un conflitto tra autorità quando è in gioco solo una attribuzione istruttoria non giurisdizionale

Norme richiamate

  • art. 681 cod. proc. pen.

    L'art. 681 c.p.p. dispone che, ove il condannato richiedente la grazia sia detenuto o internato, al magistrato di sorveglianza a cui la domanda sia presentata spetta il compito di acquisire tutti gli elementi utili e le osservazioni del procuratore generale presso la Corte di appello ove ha sede il giudice dell'esecuzione, e di trasmettere il materiale, corredato da proprio parere, al Ministro

    La norma attribuisce al magistrato una funzione istruttoria e di raccolta di elementi e osservazioni, non un potere decisionale. La decisione sulla grazia rimane competenza non giurisdizionale del Ministro

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 39342 del 23/10/2002, Rv. 222912

    precedente che ha già affermato la non configurabilità del conflitto tra magistrato di sorveglianza e Procuratore generale in ordine all'istruzione della domanda di grazia

    Sancisce che, essendo l'intervento dell'autorità giudiziaria in materia di grazia privo di poteri decisori e meramente istruttorio, non può dar luogo a conflitto di competenza giurisdizionale

Massime di principio

  • Il conflitto di competenza è ammesso solo per attribuzioni di natura giurisdizionale; non è ammissibile quando le attribuzioni sono preparatorie o strumentali a decisioni di organi non giurisdizionali
  • Nel procedimento di grazia il magistrato di sorveglianza svolge compiti istruttori (acquisizione di elementi e parere) e non decide sulla concessione della grazia: la decisione spetta al Ministro
  • Se due magistrati di sorveglianza contestano reciprocamente la competenza istruttoria in materia di grazia, ciò non costituisce materia per un conflitto di competenza e gli atti vanno restituiti o gestiti secondo le regole procedurali ordinarie (verifica luogo/data di deposito, trasmissione secondo art. 681)
  • Per evitare contenziosi, verificare sempre il luogo e la data di presentazione della domanda di grazia e coordinarsi con il Procuratore generale e con gli uffici competenti per la corretta trasmissione degli atti
  • Le questioni relative alla competenza istruttoria in materia di provvedimenti amministrativi/autoritativi (es. grazia) si risolvono seguendo le norme procedurali e la prassi, non tramite conflitti di competenza giurisdizionale

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