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Sentenza

Sentenza n. 5188/2026 - Napoli, Sezione 6

per l’esecuzione della sentenza n. 2375/2024 del 28 marzo 2024 del Tribunale di Napoli, II sezione lavoro.

Giustizia amministrativa202507124

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli, II sezione lavoro, n. 2375/2024, che aveva condannato il Ministero al pagamento di 500 euro mediante emissione della carta del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditrice da giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l’esecuzione della sentenza n. 2375/2024 del 28 marzo 2024 del Tribunale di Napoli, II sezione lavoro, assumendone il passaggio in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a corrisponderle 500 euro mediante emissione di un buono elettronico della carta del docente. Poiché l’amministrazione non aveva dato esecuzione al comando giudiziale, la ricorrente ha chiesto l’ordine di esecuzione entro un termine e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero, benché ritualmente intimato, non si è costituito e non ha dedotto elementi ostativi.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo comprovata la mancata esecuzione del giudicato e rilevando l’assenza di elementi ostativi, anche in considerazione della mancata costituzione dell’amministrazione. Ha ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di eseguire la sentenza del Tribunale di Napoli entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Per il caso di ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione. Il commissario dovrà porre in essere gli atti necessari all’esecuzione del giudicato e della pronuncia sulle spese entro l’ulteriore termine di sessanta giorni decorrente dalla comunicazione della scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 800 euro per spese di giudizio, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6

    Individua la struttura ministeriale alla quale appartiene il responsabile nominato commissario ad acta.

Massime di principio

  • In presenza di una sentenza passata in giudicato non eseguita da una pubblica amministrazione, il giudice amministrativo può ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine e, per il caso di ulteriore inerzia, nominare un commissario ad acta con poteri sostitutivi.
  • La mancata costituzione dell’amministrazione ritualmente intimata, in assenza di elementi ostativi all’esecuzione, non impedisce l’accoglimento dell’azione di ottemperanza quando risulti la persistente inesecuzione del giudicato.
  • Il commissario ad acta può essere individuato in un dirigente o responsabile della stessa amministrazione inottemperante, con facoltà di delega a un funzionario, purché siano specificati il termine e gli atti necessari all’esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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