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Ordinanza

Ordinanza n. 241/2026 - Latina, Sezione 1

per l’annullamento – previa sospensione dell’efficacia 1) della nota prot. n. 9107 del 5 febbraio 2026, con la quale è stata respinta la richiesta, assunta al prot. n. 8420 del 3 febbraio 2026, di subentro di un nuovo datore di lavoro e di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione; 2) del decreto del 15 settembre 2025, non notificato, con cui è stato revocato il nulla osta all’ingresso del ricorrente; 3) del preavviso di revoca del nulla osta del 4 settembre 2025, non notificato; 4) di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202600391

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di subentro di un nuovo datore di lavoro e di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione, nonché revoca del nulla osta all'ingresso e relativo preavviso

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero e prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, la nota con cui è stata respinta la richiesta di subentro di un nuovo datore di lavoro e di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione, nonché il decreto di revoca del nulla osta all'ingresso e il relativo preavviso. Il testo dell'ordinanza non espone specifici motivi di legittimità articolati nel ricorso; dalla motivazione cautelare emerge che la pretesa si fondava sulla possibilità di subentro di un nuovo datore di lavoro in relazione al visto ottenuto e sul rilascio del titolo per attesa occupazione.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. In primo luogo, il ricorrente non ha comprovato che, avuto riguardo alla tipologia di visto ottenuto, fosse possibile il subentro di un nuovo datore di lavoro. In secondo luogo, il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione è stato ritenuto collegato alla previa interruzione, per causa non imputabile al lavoratore, di un rapporto di lavoro correttamente instauratosi; tale circostanza non si è verificata nella vicenda esaminata. Le spese della fase cautelare sono state compensate. L'ordinanza non definisce il merito della domanda di annullamento.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; la domanda è stata rigettata per carenza del fumus boni iuris.

  • d.lgs. 286/1998

    La decisione riguarda il subentro del datore di lavoro e il permesso di soggiorno per attesa occupazione, ma il testo non indica specifici articoli applicati.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione dell'efficacia di un diniego in materia di ingresso e soggiorno può essere negata quando il ricorrente non dimostri, con riguardo alla tipologia di visto ottenuto, la possibilità giuridica del subentro di un nuovo datore di lavoro.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone, secondo la ricostruzione accolta in questa ordinanza, l'interruzione per causa non imputabile al lavoratore di un precedente rapporto di lavoro correttamente instauratosi; in mancanza di tale presupposto, difetta il fumus boni iuris della domanda cautelare.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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