Sentenza del 18/10/2018 n. 69 - Comm. Trib. Prov. Aosta
Irpef - Sequestro conservativo di beni del contribuente - Istanza dell'Agenzia delle Entrate - Requisiti e condizioni.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’Agenzia delle Entrate ha chiesto, ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. n. 472/1997 e dell’art. 27, commi 5, 6 e 7, del D.L. n. 185/2008, convertito dalla L. n. 2/2009, l’autorizzazione all’iscrizione di ipoteca sui beni del contribuente e al sequestro conservativo degli stessi tramite ufficiale giudiziario. La richiesta era fondata sul rischio di dispersione della garanzia patrimoniale, desunto dalla condotta del contribuente, caratterizzata da una reiterata e consistente appropriazione di denaro appartenente a terzi, resa possibile dalla sua attività professionale. Tali elementi risultavano documentati dalle indagini della Guardia di Finanza e da una sentenza penale, sebbene non ancora definitiva.
La decisione
L’istanza erariale è stata ritenuta adeguatamente motivata e supportata da elementi concreti. È stato riconosciuto che, ai fini dell’autorizzazione all’ipoteca e al sequestro conservativo, possono essere valorizzati sia gli accertamenti investigativi della Guardia di Finanza sia una sentenza penale non definitiva, quando complessivamente idonei a dimostrare il fumus del credito e il periculum in mora. La richiesta dell’Agenzia delle Entrate è stata quindi accolta, o comunque considerata legittima nei suoi presupposti.
Norme richiamate
Art. 22 del D.Lgs. n. 472/1997
Istanza di ipoteca e sequestro conservativo
La norma consente all’amministrazione finanziaria di chiedere al giudice l’iscrizione di ipoteca sui beni del debitore e il sequestro conservativo, purché siano dimostrati il fondamento della pretesa tributaria e il rischio concreto che il patrimonio del contribuente venga disperso o diminuito.
Art. 27, commi 5, 6 e 7, del D.L. n. 185/2008, convertito dalla L. n. 2/2009
Disposizioni relative alle misure cautelari a tutela dei crediti tributari
Le disposizioni rafforzano gli strumenti cautelari dell’amministrazione finanziaria e consentono di tutelare preventivamente la riscossione mediante ipoteca e sequestro conservativo, nel rispetto dei presupposti previsti dalla legge.
Massime di principio
- Per ottenere ipoteca o sequestro conservativo non è sufficiente una richiesta generica dell’amministrazione: l’istanza deve indicare motivi concreti e documentati.
- Il pericolo per la riscossione può essere desunto dalla condotta complessiva del contribuente, soprattutto quando emergano appropriazioni reiterate, consistenti o modalità operative idonee a compromettere la garanzia patrimoniale.
- Le risultanze delle indagini della Guardia di Finanza possono costituire una base probatoria rilevante per le misure cautelari tributarie.
- Una sentenza penale non definitiva può essere utilizzata come elemento di valutazione, purché sia esaminata insieme agli altri dati disponibili e non costituisca l’unico fondamento automatico della misura.
- In situazioni analoghe, il giudice valuta congiuntamente il fumus del credito tributario e il periculum in mora, verificando se esista un rischio concreto e attuale di sottrazione o dispersione dei beni.
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