Sentenza n. 646/2026 - Latina, Sezione 1
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Frosinone, Sezione Lavoro, n. 573 del 2025, depositata il 12 giugno 2025, notificata il 16 giugno 2025 e passata in giudicato;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Frosinone, Sezione Lavoro, n. 573 del 2025, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Frosinone, Sezione Lavoro, n. 573 del 2025, notificata al Ministero il 16 giugno 2025 e passata in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere al docente il beneficio economico di 500 euro annui, per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, mediante attivazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, nonché al pagamento delle spese di lite. Il ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'amministrazione, che non aveva corrisposto quanto dovuto né adottato gli atti necessari all'esecuzione del giudicato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che la sentenza del giudice ordinario era passata in giudicato, era stata regolarmente notificata al Ministero e non risultava eseguita. Ha assegnato al Ministero il termine di sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza o dalla sua notificazione per compiere gli adempimenti necessari all'esecuzione. In caso di ulteriore inadempimento, ha disposto che nei successivi sessanta giorni provveda, quale commissario ad acta, il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Frosinone/Latina o un funzionario delegato, su sollecitazione del ricorrente. Il compenso del commissario, posto a carico del Ministero, è stato liquidato in 1.000 euro, salvo conguaglio. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori, contributo unificato e distrazione in favore del procuratore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine e nominare un commissario ad acta in caso di persistente inadempimento.
art. 1, comma 121, l. 13 luglio 2015, n. 107
È la disposizione richiamata dalla sentenza del giudice ordinario quale fondamento del beneficio economico annuale di 500 euro destinato all'aggiornamento e alla formazione del personale docente, da attribuire mediante la carta elettronica.
art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, conv. nella l. 28 febbraio 1997, n. 30
La notificazione della sentenza al Ministero è stata effettuata ai sensi della disposizione, con gli effetti previsti per l'esecuzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
Massime di principio
- Il giudice amministrativo può conoscere dell'azione di ottemperanza diretta all'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando l'amministrazione non abbia dato spontanea esecuzione al comando giudiziale.
- La notificazione della sentenza passata in giudicato e la prova dell'inadempimento dell'amministrazione consentono di accogliere l'azione di ottemperanza, in assenza di elementi ostativi dedotti dall'amministrazione resistente.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e può contestualmente individuare un commissario ad acta, destinato a operare in via sostitutiva allo scadere infruttuoso del termine.
- Il compenso del commissario ad acta può essere posto a carico dell'amministrazione inadempiente e liquidato anticipatamente dal giudice, salvo conguaglio sulla base della relazione documentata sull'attività svolta.
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