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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2100/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna per il delitto di truffa (art. 110, 640 c.p. con riferimento all'aggravante di cui all'art. 61 n. 7), deducendo violazione di legge e vizio di motivazione: avrebbero mancato l'elemento soggettivo del reato trattandosi di un mero inadempimento civilistico, con polizze fideiussorie consegnate dopo la conclusione del contratto. Nella memoria difensiva è stata inoltre richiamata la remissione della querela da parte della parte civile (con contestuale accettazione da parte degli imputati) e invocata l'applicazione della riforma (d.lgs. n. 150/2022, c.d. Riforma Cartabia) che ha eliminato il richiamo all'art. 61 n.7 dal terzo comma dell'art. 640 c.p., rendendo il reato procedibile a querela anche con quella aggravante, situazione più favorevole ai ricorrenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per intervenuta remissione della querela. La Corte ha ritenuto applicabile, in pendenza di giudizio e anche nella finestra di vacatio legis ma dopo la pubblicazione, la disciplina più favorevole introdotta dalla Riforma Cartabia che modifica il regime di procedibilità del reato ai sensi dell'art. 2 d.lgs. 150/2022; ha inoltre osservato che il successivo differimento dell'entrata in vigore mediante d.l. 162/2022 (art. 99-bis) non impedisce l'applicazione in bonam partem della norma pubblicata. Conseguentemente la sentenza è annullata per estinzione del reato e gli imputati sono condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Richiamato in relazione al concorso di persone nel reato, confermando la partecipazione degli imputati al fatto ascritto

  • art. 640 c.p.

    Norma della truffa: la Corte ha esaminato l'elemento soggettivo e l'aggravamento ma ha ritenuto decisivo il mutamento normativo che ha inciso sul regime di procedibilità

  • art. 61 n. 7 c.p.

    Aggravante citata come motivo per la procedibilità d'ufficio prima della riforma; la riforma ha soppresso il richiamo che ne estendeva la rilevanza processuale

  • d.lgs. 10/10/2022 n. 150 (Riforma Cartabia)

    art. 2, comma 1, lett. o) (soppressione del riferimento all'art. 61 n. 7 nel terzo comma dell'art. 640)

    Introduce un regime più favorevole rendendo procedibile a querela anche il reato con l'aggravante ex art. 61 n.7; la Corte l'ha ritenuta applicabile in pendenza del giudizio quando produce effetti favorevoli

  • art. 2, quarto comma, c.p.

    Principio della retroattività della norma più favorevole (lex mitior); interpretato estensivamente anche rispetto al regime di procedibilità e alla querela

  • art. 73 Cost. e art. 10 preleggi

    Norme sulla vacatio legis e sulla conoscibilità della legge: la Corte ha ritenuto che non ostano all'applicazione della norma più favorevole pubblicata, anche durante la vacatio, quando il suo mancato impiego arrecherebbe pregiudizio al reo

  • d.l. 31/10/2022 n. 162 (conversione/integrazione)

    art. 6 che introduce l'art. 99-bis "Entrata in vigore" fissando al 30/12/2022 l'efficacia della riforma

    Il differimento dell'entrata in vigore è stato considerato di natura tecnica e non impeditivo dell'applicazione in bonam partem della norma già pubblicata

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato relativamente ai limiti della motivazione del ricorso in cassazione; il motivo è stato esaminato nei limiti necessari

Massime di principio

  • La regola della norma penale piu favorevole (lex mitior) si applica anche al mutamento del regime di procedibilità: se una riforma rende il reato procedibile a querela anziché d'ufficio, tale regime può essere applicato in pendenza del giudizio quando favorisca l'imputato
  • La remissione della querela, intervenuta e ritualmente accettata durante il processo e in pendenza di ricorso per cassazione, estingue il reato e può determinare l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna, purché il ricorso sia tempestivo
  • La pubblicazione di una norma che introduce benefici per l'imputato può essere presa in considerazione dal giudice anche durante la vacatio legis, se la mancata applicazione della norma pubblicata arrecherebbe un concreto pregiudizio (applicazione in bonam partem)
  • Un differimento formale dell'entrata in vigore (proroga della vacatio) non sempre impedisce l'applicazione della norma favorevole già pubblicata: il giudice valuta la natura tecnica del differimento e l'eventuale effetto conservativo delle garanzie
  • In casi di mutamento della procedibilità, è fondamentale verificare lo stato delle querela/denuncia (rimesse o ritirate) perché ciò incide direttamente sulla sussistenza del processo penale
  • Nel ricorso per cassazione, oltre alla valutazione di merito sulle prove e la motivazione, l'attenzione deve essere posta anche su mutamenti normativi sopravvenuti che possano produrre effetti favorevoli al ricorrente; va tempestivamente prospettata la loro applicazione
  • L'estinzione del reato per remissione di querela non esclude che il giudice possa irrogare spese processuali a carico degli imputati

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