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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20244/2024 del 22/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la statuizione di confisca della somma di denaro originariamente posta in sequestro, deducendo vizio di motivazione e violazione di legge in relazione agli artt. 240-bis c.p., 444 c.p.p. e 85-bis d.P.R. 309/1990. Sosteneva che la confisca non era parte dell'accordo di patteggiamento e che mancava il nesso di pertinenzialità della somma rispetto al reato contestato (detenzione ai fini di spaccio di cocaina)

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto preliminarmente che, secondo la stessa prospettazione del ricorrente, la somma confiscata era stata rivendicata come propria dalla convivente (Maestro Angela) come provento della vendita di due autovetture di lusso; ciò comporta la mancanza di interesse ad agire in capo al ricorrente non titolare della somma. La Corte ha inoltre osservato che, alla data della sentenza impugnata (26/09/2023), l'art. 85-bis d.P.R. 309/1990 non consentiva l'adozione della confisca "allargata" per i fatti lievi di cui all'art. 73 comma 5; tale limitazione è stata eliminata solo con la legge n.159/2023 entrata in vigore il 14/11/2023. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Riferito alla confisca "allargata"; la Corte ha considerato la possibilità teorica di applicazione ma ha sottolineato che la sua concreta applicabilità era comunque vincolata alla disciplina speciale di settore (DPR 309/1990) e alla sua portata temporale

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma sul patteggiamento: la Corte ha rilevato che la confisca non era stata concordata nell'accordo di applicazione della pena, il che rendeva ammissibile il controllo in Cassazione su tale statuizione; tuttavia l'inammissibilità del ricorso è stata decisa per carenza di interesse del ricorrente

  • art. 85-bis d.P.R. 309/1990

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che, alla data della sentenza del Tribunale (26/09/2023), l'art. 85-bis non consentiva l'applicazione della confisca allargata per i fatti lievi di cui all'art. 73 comma 5; tale limite è stato rimosso solo con la legge n.159/2023 entrata in vigore il 14/11/2023

Massime di principio

  • Per impugnare con successo la confisca è necessario avere interesse giuridico: solo il soggetto titolare o che dimostri un diritto sulla somma può validamente impugnare la misura patrimoniale
  • Se la confisca non è stata espressamente concordata nel patteggiamento, è in linea di principio sindacabile in sede di impugnazione; tuttavia l'assenza di legittimazione a impugnare (mancanza di interesse) determina l'inammissibilità
  • Verificare sempre la titolarità e la provenienza del denaro sequestrato: se terzi conviventi o altri rivendicano la proprietà con elementi probatori (es. proventi da vendita di beni), il ricorrente potrà risultare privo di interesse
  • Controllare la normativa vigente alla data della pronuncia impugnata: modifiche legislative successive non si applicano retroattivamente se non espressamente previsto, e ciò può incidere sull'ammissibilità o sulla sussistenza della confisca allargata
  • Nel formulare ricorso, documentare il rapporto tra il bene sequestrato e l'illecito (pertinenzialità/provenienza) o, al contrario, fornire prove della lecita provenienza per contrastare la confisca
  • In caso di patteggiamento, specificare e concordare espressamente ogni statuizione patrimoniale che si intende rendere definitiva per evitare controversie successive sulla ricorribilità

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