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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11321/2022 del 29/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che il Tribunale non si fosse attenuto al corretto parametro di valutazione per la convalida dell'arresto (giudizio ex ante sulla ragionevolezza dell'operato della P.G.). L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e la Corte ha dichiarato che l'arresto era stato legittimamente eseguito.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 20/08/2021 con la quale il Tribunale di Torre Annunziata non aveva convalidato l'arresto di Calabrese per il reato di illecita detenzione di sostanza stupefacente (cocaina). Il Procuratore contestava che il Tribunale avesse confuso il giudizio di legittimità dell'arresto con valutazioni di merito o di applicabilità di misure cautelari, avendo fondato la non convalida su elementi emersi successivamente all'arresto (dichiarazioni dell'indagato, mancato rinvenimento di strumenti per il taglio/confezionamento, documentazione difensiva) invece di valutare ex ante la ragionevolezza dell'operato della Polizia Giudiziaria alla luce della situazione conosciuta al momento dell'arresto (tra l'altro: 15,9 grammi di cocaina, occultamento sotto il tappetino posteriore e tentativo di sottrarsi al controllo).

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309/1990

    Definisce il reato di illecita detenzione di sostanze stupefacenti (nel caso, cocaina), che giustifica l'intervento della Polizia giudiziaria e la contestazione penale.

  • art. 386, comma 3, cod. proc. pen.

    Riguarda i termini e le modalità procedurali connesse alla presentazione dell'arrestato al giudice per la convalida; nell'istruttoria della Corte è richiamato come criterio di verifica formale dei termini.

  • art. 390, comma 1, cod. proc. pen.

    Disciplina i poteri del giudice in sede di udienza per la convalida dell'arresto; la Corte lo usa a supporto del principio che il giudice deve verificare la legittimità dell'arresto.

  • artt. 380 e 381, cod. proc. pen.

    Indicano le ipotesi di flagranza e i reati richiamati ai fini dell'arresto in flagranza; la verifica della convalida deve considerare se l'arresto rientrava tra le fattispecie previste.

  • Principio giurisprudenziale della Corte di Cassazione

    Il giudice della convalida dell'arresto deve operare un controllo di ragionevolezza ex ante sull'operato della P.G., basato sugli elementi conoscibili al momento dell'arresto, senza effettuare valutazioni sulla gravità indiziaria, sulle esigenze cautelari o sulla responsabilità penale, che appartengono rispettivamente alla fase delle misure cautelari o al merito.

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto il giudice deve valutare la legittimità dell'intervento della Polizia giudiziaria con giudizio ex ante, considerando solo gli elementi conosciuti e conoscibili al momento dell'arresto.
  • Non sono pertinenti ai fini della convalida elementi emersi successivamente (dichiarazioni dell'indagato, attività difensiva, assenza di strumenti per il confezionamento): tali elementi rilevano soltanto per misure cautelari o per il giudizio di merito.
  • Se al momento dell'arresto sussistono elementi oggettivi e concreti (quantità significativa di droga, modalità di occultamento, comportamento di fuga o di sottrazione al controllo), l'arresto è presumibilmente legittimo e la convalida va confermata.
  • Il pubblico ministero può impugnare la mancata convalida; la Cassazione può annullare senza rinvio quando la questione è formalmente esaurita e il controllo dimostra la legittimità dell'arresto.
  • Per la difesa, per contrastare la convalida dell'arresto è necessario dimostrare che, già al momento dell'intervento della P.G., mancassero fatti o circostanze che ragionevolmente giustificassero l'arresto; per l'accusa è utile documentare gli elementi immediati rilevanti (quantità, occultamento, reazione dell'indagato).

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