Sentenza del 10/07/2018 n. 146 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia
Testo non disponibile
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società contestava il classamento catastale attribuito dall'Agenzia delle entrate tramite procedura DOCFA, sostenendo che gli immobili dovessero essere classificati in categoria E9 anziché in categoria D8. La ricorrente valorizzava presumibilmente la partecipazione pubblica nella società proprietaria e la funzione fieristica degli immobili. La Commissione ha invece rilevato che i beni erano utilizzati per attività commerciali: venivano concessi in locazione, con contratti di diritto privato, agli espositori e l'accesso dei visitatori era subordinato al pagamento di un ticket.
La decisione
Gli appelli sono stati riuniti e respinti perché infondati. La Commissione ha confermato la correttezza del classamento catastale attribuito dall'Agenzia delle entrate, ritenendo non applicabile la categoria E agli immobili fieristici utilizzati per attività commerciali. Le spese del grado sono state compensate, in considerazione della novità della specifica questione nella giurisprudenza della Corte di cassazione e del precedente contrasto nella giurisprudenza di merito.
Norme richiamate
Categorie catastali E e D
"L'immobile fieristico, in cui sono svolte manifestazioni di promozione economica ovvero culturale e sportiva, nonché spettacoli in genere, ha carattere commerciale, per cui non può essergli attribuita la categoria catastale E, esclusivamente prevista per immobili sostanzialmente considerati extra commercium e, quindi, improduttivi di reddito e non tassabili; né lo stesso è riconducibile alle anteriori categorie A, B, C, poiché, rispetto a queste, ha una destinazione diversa. Ne consegue che gli immobili fieristici vanno necessariamente inquadrati nella speciale categoria D/3."
La categoria E è riservata a immobili destinati a finalità pubbliche o comunque extra commercium, privi di una funzione reddituale ordinaria. Un immobile fieristico utilizzato per locazioni commerciali, eventi a pagamento o altre attività produttive di reddito deve essere classificato nell'ambito delle categorie D, e in particolare, secondo il precedente richiamato, nella categoria D/3. Nel caso concreto è stata comunque confermata la classificazione D8 attribuita dall'Agenzia.
Sentenza della Corte di cassazione, Sezione tributaria, n. 8773 del 30 aprile 2015
La Corte di cassazione ha stabilito che gli immobili fieristici destinati a manifestazioni, spettacoli o attività di promozione economica e culturale hanno carattere commerciale e non possono essere classificati in categoria E.
Massime di principio
- La natura pubblica o la partecipazione pubblica del proprietario non è sufficiente, da sola, a giustificare l'accatastamento in categoria E: occorre valutare concretamente la destinazione e le modalità di utilizzo dell'immobile.
- Quando un immobile è concesso a privati con contratti di diritto privato, genera ricavi da locazione o viene utilizzato per attività soggette a pagamento, prevale la sua natura commerciale rispetto alla qualificazione istituzionale.
- Gli immobili fieristici utilizzati per eventi, esposizioni o spettacoli a carattere commerciale non rientrano normalmente nella categoria E, riservata a immobili sostanzialmente extra commercium e improduttivi di reddito.
- La classificazione catastale deve essere determinata in base alla destinazione funzionale effettiva dell'immobile, non soltanto alla sua denominazione, alla proprietà pubblica o alla finalità generale perseguita dal soggetto proprietario.
- In presenza di attività fieristiche commerciali, l'inquadramento deve essere ricercato nelle categorie catastali del gruppo D; il precedente richiamato indica specificamente la categoria D/3, mentre nel caso esaminato è stata confermata la categoria D8.
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