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Sentenza

Sentenza del 20/11/2015 n. 23779 - Corte di Cassazione

Non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva chiesto il rimborso del 90% e del 50% dell'IVA assolta negli anni 2001-2004 per l'acquisto e la gestione di autovetture aziendali, carburanti e apparecchiature radiomobili, sostenendo l'incompatibilità con il diritto dell'Unione europea delle limitazioni alla detrazione previste dall'art. 19-bis 1 del D.P.R. n. 633/1972. Dopo il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione, i giudici di merito avevano accolto la domanda. L'Agenzia ha impugnato la decisione sostenendo, tra l'altro, che le richieste relative agli anni 2001 e 2002 fossero tardive e che, per gli anni 2003 e 2004, spettasse alla contribuente provare l'inerenza dei beni e servizi all'attività d'impresa.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il secondo, il terzo e il quarto motivo di ricorso, dichiarando assorbito il primo. Ha stabilito che per le richieste di rimborso non disciplinate da una specifica norma IVA si applica il termine biennale previsto dall'art. 21, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992, decorrente dal pagamento o, se successivo, dal momento in cui si verifica il presupposto della restituzione. La pronuncia della Corte di giustizia o il successivo decreto-legge attuativo non fanno decorrere nuovamente il termine. Di conseguenza, la società è decaduta dal rimborso per gli anni 2001 e 2002. Per gli anni 2003 e 2004, la sentenza è stata cassata con rinvio, poiché la contribuente, e non l'Amministrazione, deve provare l'inerenza e la strumentalità degli acquisti rispetto all'attività d'impresa. Le spese sono state rimesse al giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19

    consente al compratore di portare in detrazione l'imposta addebitatagli a titolo di rivalsa dal venditore quando si tratti di acquisto effettuato nell'esercizio di impresa

    La detrazione IVA richiede non solo che l'acquirente sia un imprenditore, ma anche che il bene o servizio sia inerente e strumentale all'attività d'impresa. L'onere della prova dell'inerenza grava sul contribuente.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19-bis 1, lettere c), d) e g)

    non era ammessa in detrazione ... l'imposta relativa all'acquisto ... di autovetture ... e dei relativi componenti ... nonché l'imposta relativa all'acquisto ... di carburanti e lubrificanti

    Le limitazioni nazionali alla detrazione per autovetture, carburanti e apparecchiature radiomobili sono state ritenute incompatibili con il diritto dell'Unione europea in assenza delle condizioni richieste dalla normativa unionale, ma tale incompatibilità non elimina i termini decadenziali per chiedere il rimborso.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 21, comma 2

    la domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto della restituzione

    Il termine biennale si applica alle domande di rimborso IVA non soggette a una disciplina specifica. Il termine decorre ordinariamente dal pagamento e non dalla successiva sentenza che riconosca l'illegittimità della norma interna.

  • D.L. 15 settembre 2006, n. 258, convertito dalla L. n. 278/2006

    Ha disciplinato le modalità di recupero della detrazione IVA per determinati acquisti effettuati prima della sentenza della Corte di giustizia, ampliando i termini per le annualità ancora utilmente esercitabili, in particolare dal 1° gennaio 2003 al 13 settembre 2006.

  • Direttiva 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE, art. 17, n. 7, e art. 29

    Uno Stato membro non può escludere determinati beni dal regime della detrazione IVA senza la previa consultazione del comitato consultivo IVA e senza rispettare i requisiti di temporaneità e specificità previsti dal diritto unionale.

  • Codice civile, art. 2935

    Il decorso della prescrizione o della decadenza non è impedito da un mero ostacolo di fatto all'esercizio del diritto. Anche l'esistenza di una norma interna incompatibile con il diritto dell'Unione non consente, di regola, di posticipare il dies a quo alla data della pronuncia giudiziale che accerta l'incompatibilità.

Massime di principio

  • Quando si chiede il rimborso di un tributo indebitamente versato in assenza di una disciplina speciale, occorre verificare subito il termine decadenziale applicabile, normalmente decorrente dal pagamento e non dalla successiva pronuncia che accerta l'illegittimità della norma.
  • Una sentenza della Corte di giustizia che dichiara incompatibile una norma fiscale nazionale con il diritto dell'Unione non riapre automaticamente termini già scaduti per chiedere il rimborso.
  • Le eventuali disposizioni legislative successive possono ampliare i termini solo nei limiti e per i periodi espressamente previsti dalla disciplina attuativa; non è sufficiente invocare genericamente la retroattività della sentenza europea.
  • Per ottenere la detrazione IVA su autovetture, carburanti, telefoni o altri beni aziendali, il contribuente deve documentare concretamente l'inerenza e la strumentalità rispetto all'attività d'impresa.
  • L'onere di provare l'utilizzo aziendale non grava ordinariamente sull'Amministrazione finanziaria, ma sul soggetto che invoca la detrazione o il rimborso.
  • In caso di cassazione con rinvio, l'esito definitivo sulle annualità non coperte dalla decadenza dipende dal nuovo giudizio, che dovrà verificare la prova dell'inerenza e l'entità delle somme effettivamente rimborsabili.

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