Cassazione Civile, Ordinanza n. 08943/2024 del 04/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha inoltre compensato integralmente le spese del giudizio tra le parti, ravvisando giusti motivi in assenza di specifiche richieste delle parti. Non è stata pronunciata cessazione della materia del contendere, perché non risultava con certezza l'adempimento satisfattivo delle pretese dell'Amministrazione finanziaria.
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La società contribuente aveva proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva rigettato il suo appello avverso la decisione di primo grado, la quale aveva dichiarato inammissibili i ricorsi riuniti proposti contro due avvisi di pagamento relativi ad accise sulla cessione di energia elettrica per gli anni d'imposta 2012 e 2013. Nel giudizio di legittimità, il liquidatore della società ha depositato istanza di rinuncia al giudizio, allegando l'omologazione e l'adempimento di un accordo di ristrutturazione dei debiti con transazione fiscale. La Corte ha quindi esaminato preliminarmente tale iniziativa processuale e ha ritenuto che, in mancanza di certezza sull'effettivo soddisfacimento delle ragioni dell'Amministrazione finanziaria, non potesse dichiararsi la cessazione della materia del contendere, ma dovesse invece dichiararsi l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse della ricorrente alla decisione.
Massime di principio
- Quando la parte ricorrente manifesta la volontà di rinunciare al giudizio per effetto di un accordo di ristrutturazione o di una transazione fiscale, il giudice deve verificare se vi sia certezza dell'avvenuto soddisfacimento delle ragioni dell'erario.
- In assenza di tale certezza, non si può dichiarare la cessazione della materia del contendere; la conseguenza processuale è piuttosto l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando il giudice ravvisi giusti motivi e le parti non abbiano formulato specifiche richieste in ordine alle spese.
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