Cassazione Penale, Sentenza n. 286/2025 del 03/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che aveva in larga parte confermato e parzialmente riformato la sentenza di primo grado. Le censure ricorrenti riguardano: (i) la qualificazione di partecipazione ad associazione per delinquere (art. 416 c.p.) invece del mero concorso di persone nel reato continuato; (ii) la carenza o il travisamento probatorio, in particolare l'assenza o la mancata acquisizione dei modelli F24 come prova delle indebite compensazioni (art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000) e il possibile uso di testimonianze o dati informatici in surroga; (iii) la valutazione della responsabilità per intestazione fittizia e autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) e la distinzione rispetto a versamenti leciti o a rimessa; (iv) questioni di competenza territoriale (Brescia vs Gela); (v) vizi di motivazione sul diniego di attenuanti generiche, sulla valutazione del dolo (anche eventuale) e sulla configurabilità del concorso ex art. 110 c.p.; (vi) errori nella determinazione della pena complessiva e nella valutazione della recidiva/continuazione. In sintesi, i ricorrenti chiedevano annullamento o riforma per mancanza di elementi probatori, travisamento delle fonti (intercettazioni, testimonianze, cassetto fiscale), vizi di qualificazione giuridica e irregolarità procedurali.
La decisione
La Corte di Cassazione, esaminati i singoli motivi, ha in massima parte rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando le valutazioni del giudice di merito sulla partecipazione al sodalizio e sulle responsabilità per numerose indebite compensazioni e reati connessi. Sono state tuttavia accolte o parzialmente accolte alcune censure puntuali: in particolare è stato annullato senza rinvio, limitatamente a talune imputazioni, il giudizio per fatti non previsti dalla legge come reato (es. per Casassa Gianfranco i capi 102 e 117 sono stati annullati perché i fatti non sono previsti dalla legge come reato, con eliminazione dell'aumento di pena corrispondente in continuazione per quattro mesi); altre doglianze sono state invece dichiarate infondate o generiche. Molti ricorsi sono stati dichiarati inammissibili quando le questioni non erano state dedotte in appello. La Corte ha ribadito principi generali: la possibile prova delle compensazioni anche mediante verifiche informatiche/testimonianze quando manchino documenti formali, la rilevanza dei contributi di soggetti 'extranei' quando il loro comportamento abbia efficacia causale rispetto al reato principale, e i requisiti dell'autoriciclaggio. Complessivamente la sentenza di merito è stata in larga parte confermata, con annullamenti o modifiche limitati e motivati.
Norme richiamate
art. 416 cod. pen.
Disciplina dell'associazione per delinquere; la Corte ha confermato che la distinzione tra associazione e concorso di persone si fonda sul carattere stabile e sul programma indeterminato di delitti. La partecipazione anche temporanea può integrare il reato associativo se sussiste affectio societatis e contributo causalmente rilevante.
art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000
Reato di indebita compensazione con crediti inesistenti; la Corte ha ritenuto che il momento consumativo si colleghi alla presentazione e perfezionamento dell'F24, ma ha anche ammesso che, in assenza del documento materiale, la prova possa derivare da verifiche informatiche e testimonianze degli ufficiali di polizia giudiziaria.
art. 648-ter.1 cod. pen.
Autoriciclaggio: la Corte ha confermato che è necessario valutare concretamente la destinazione dei proventi e l'idoneità delle operazioni a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita; il trasferimento di somme a società (anche estere) può integrare la fattispecie se idoneo a reimmettere nel circuito economico gli utili delittuosi.
art. 512-bis cod. pen.
Intestazione fittizia: la Corte ha valorizzato indici fattuali (gestione effettiva, controllo operativo, trasferimenti mirati) per ricondurre attività societarie a schermi volti a occultare proventi illeciti.
art. 346-bis cod. pen.
Traffico di influenze illecite: la Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità e delle Sezioni Unite sull'esatta delimitazione della fattispecie rispetto al millantato credito e alla truffa; nei casi in cui il cosiddetto 'compratore di fumo' sia l'unico profilo emerso, la fattispecie non sempre è integrata.
art. 629 cod. pen.
Estorsione: la Corte ha confermato che la valutazione della violenza o della minaccia si fonda sulla ricostruzione complessiva (contesto intimidatorio, modalità e tempi della condotta) e può legittimamente ritenere sussistente il reato anche quando la condotta si inserisca in un quadro organizzativo di pressione.
art. 110 cod. pen.
Concorso di persone nel reato: la Corte ha ribadito che contribuiti anche 'agevolativi' o di procacciamento possono integrare il concorso, purché causalmente rilevanti rispetto al reato-atto.
art. 81 cod. pen.
Continuazione: la Corte ha richiamato il limite del triplo della pena per la violazione più grave e ha disposto correzioni quando l'aumento supera limiti legali.
art. 62-bis cod. pen.
Attenuanti generiche: la Corte ha ribadito che il giudice di merito può negarle motivandolo su uno o più elementi di disvalore ritenuti decisivi; la decisione è sindacabile in Cassazione solo per vizi di motivazione.
art. 606 cod. proc. pen.
Criteri di impugnazione in Cassazione: la Corte ha dichiarato inammissibili motivi che non erano stati proposti in appello o che erano tardivi, ricordando i limiti del sindacato di legittimità sulle contestazioni di fatto.
Massime di principio
- Distinzione associazione per delinquere vs concorso di persone: per qualificare il reato associativo occorrono elementi di stabilità del vincolo, programmazione indeterminata di delitti e un 'quid pluris' rispetto al mero concorso; tuttavia contributi anche temporanei possono essere penalmente rilevanti se esprimono affectio societatis e un apporto causalmente significativo.
- Prova delle indebite compensazioni: l'assenza del modello F24 non rende automaticamente insuperabile la prova del reato; verifiche degli archivi dell'Agenzia delle Entrate e testimonianze tecniche possono supplire quando siano congruenti e supportate da altri indizi.
- Responsabilità degli intermediari e degli 'extranei': chi procura acquirenti o svolge attività di procacciamento può concorrere al reato principale (art. 110 c.p.) se il suo intervento è causalmente efficiente e consapevole della destinazione illecita dell'operazione; il ruolo soggettivo non deve essere necessariamente tecnico o tipico.
- Autoriciclaggio: trasferimenti a società (anche estere) possono integrare il reato se l'operazione è idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita; va valutata l'idoneità materiale e la 'dinamicità' dell'operazione ex ante, non solo la tracciabilità formale a posteriori.
- Competenza territoriale: si valuta sulla base dell'indicazione dell'imputazione originaria (loci fori richiamato dall'atto di accusa) e sul luogo in cui l'associazione ha manifestato concretamente la propria operatività; la valutazione compete al giudice del merito e in Cassazione è sindacabile solo per vizi evidenti.
- Valutazione della pena e continuazione: il giudice deve rispettare il limite del triplo della pena per la violazione più grave; le scelte sul riconoscimento delle attenuanti generiche e sugli aumenti per continuazione richiedono motivazione specifica ma possono fondarsi su uno o pochi elementi ritenuti determinanti.
- Limiti del sindacato in Cassazione: molte questioni di merito (riapprezzamento di prove, valutazione delle intercettazioni, contrasti tra testi) non sono riesaminabili in Cassazione se non per vizi di motivazione o di diritto; i motivi tardivi o non proposti in appello sono inammissibili.
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