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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16462/2023 del 18/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che non sussistesse la condizione prescritta per il reato di oltraggio (la presenza di almeno due persone diverse dal pubblico ufficiale) e che la Corte di appello avesse errato nel ritenere integrato il reato sulla base della contigua presenza di numerosi detenuti che avrebbero potuto ascoltare le frasi contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui l'oltraggio al pubblico ufficiale richiede la presenza di almeno due persone, escludendo chi assiste nello svolgimento delle proprie funzioni, e ha ritenuto che l'apparente genericità della motivazione della sentenza impugnata fosse superata dal richiamo espresso, nella sentenza di appello, alla motivazione di primo grado che aveva accertato la presenza di più persone nei luoghi di transito e la durata della dinamica dei fatti. Pertanto la condanna (otto mesi di reclusione per i reati indicati) è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Riferimento alla fattispecie di oltraggio a pubblico ufficiale; la decisione ribadisce che per questo reato l'offesa deve avvenire alla presenza di almeno due persone, esclusi coloro che assistono nello svolgimento delle loro funzioni

  • art. 341-bis cod. pen.

    Norma tra i capi di imputazione contestati: nessuna interpretazione particolare desumibile oltre la sua semplice contestazione nel fatto

  • art. 635 cod. pen.

    Norma tra i capi di imputazione contestati: nessuna interpretazione particolare emersa nel testo

  • Sez. 6, n. 30136 del 09/06/2021 (Leocata)

    Giurisprudenza richiamata per affermare che per l'oltraggio l'offesa deve avvenire alla presenza di almeno due persone e che non si computano coloro che assistono nello svolgimento delle loro funzioni

  • art. 23, comma 8, d.l. 137/2020 (conv. con mod. in legge 176/2020) e successive proroghe

    Normativa sul procedimento scritto: il ricorso è stato trattato con procedura scritta ai sensi delle disposizioni emergenziali e delle proroghe applicabili

Massime di principio

  • Per l'oltraggio a pubblico ufficiale è necessario che l'offesa sia percepibile alla presenza di almeno due persone diverse dal pubblico ufficiale; non vanno computati i soggetti che assistono nello svolgimento delle loro funzioni.
  • Una sentenza d'appello può ritenersi sufficientemente motivata anche richiamando e integrando espressamente la motivazione di primo grado; l'apparente genericità dell'appello può essere superata dal richiamo a fatti accertati in primo grado.
  • La presenza di altri detenuti in aree di transito può essere idonea a integrare la "pubblicità" richiesta per l'oltraggio se il primo giudice accerta la loro contiguità e la durata degli eventi; pertanto, in casi analoghi, è importante contestare specificamente la sussistenza di quella presenza.
  • In un ricorso simile la difesa dovrebbe provare concretamente che non vi era alcuna persona idonea a recepire l'offesa o che le persone presenti erano destinatari esclusivamente nell'esercizio delle funzioni istituzionali.
  • Il rigetto del ricorso comporta generalmente la condanna alle spese processuali; è utile valutare anche l'eventuale intervento del pubblico ministero che può richiedere risultati diversi (es. annullamento con rinvio).

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