Corte di giustizia, Sentenza C-331/18
Sentenza della Corte (Sesta Sezione) del 5 settembre 2019. — TE contro Pohotovosť s.r.o. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajský súd v Prešove. — Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2008/48/CE – Tutela dei consumatori – Credito ai consumatori – Articolo 10, paragrafo 2, lettere h) e i), e paragrafo 3 – Informazioni da menzionare nel contratto – Normativa nazionale che prevede l’obbligo di precisare per ogni pagamento la ripartizione tra il rimborso del capitale, gli interessi e le spese. — Causa C-331/18
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha escluso che la direttiva 2008/48 consenta a uno Stato membro di imporre nei contratti di credito un obbligo generale di dettagliare la ripartizione di ogni rata tra capitale, interessi e spese. Ha inoltre ribadito che l’interpretazione fornita in una precedente sentenza si applica anche ai rapporti sorti prima della pronuncia, poiché l’interpretazione della norma UE vale sin dall’entrata in vigore della stessa. Il giudice nazionale deve dunque interpretare il diritto interno, per quanto possibile, in modo conforme alla direttiva, senza però giungere a un’interpretazione contra legem.
Credito ai consumatori: incompatibilità con la direttiva 2008/48 di una norma nazionale che impone di indicare nel contratto la ripartizione di ogni rata tra capitale, interessi e spese, e applicabilità retroattiva dell’interpretazione resa dalla Corte
La questione giuridica
Se l’articolo 10, paragrafo 2, lettere h), i) e j), della direttiva 2008/48, in combinato disposto con l’articolo 22, paragrafo 1, osti a una normativa nazionale che impone, nel contratto di credito, l’indicazione della ripartizione di ciascun rimborso tra capitale, interessi e altre spese; e se l’interpretazione già data dalla Corte in Home Credit Slovakia si applichi anche ai contratti conclusi prima di tale sentenza e prima della modifica normativa nazionale di recepimento.
Principio di diritto
La direttiva 2008/48, letti insieme gli articoli 10, paragrafo 2, lettere h), i) e j), e 22, paragrafo 1, non consente agli Stati membri di imporre nei contratti di credito l’obbligo di indicare, in qualsiasi forma, la ripartizione di ciascun pagamento tra ammortamento del capitale, interessi e altre spese, perché l’elenco delle informazioni contrattuali obbligatorie è armonizzato in modo completo. Inoltre, l’interpretazione data dalla Corte nella sentenza Home Credit Slovakia opera sin dall’entrata in vigore della norma interpretata e si applica anche ai contratti conclusi prima di quella sentenza, salva l’impossibilità di un’interpretazione conforme del diritto nazionale senza contrasto con il divieto di interpretazione contra legem.
Norme richiamate
- Articolo 267 TFUE
- Direttiva 2008/48/CE
- Articolo 1 della direttiva 2008/48/CE
- Articolo 10, paragrafo 2, lettere h), i), j) e u), della direttiva 2008/48/CE
- Articolo 10, paragrafo 3, della direttiva 2008/48/CE
- Articolo 10, paragrafo 4, della direttiva 2008/48/CE
- Articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2008/48/CE
- Articolo 22, paragrafo 1 e paragrafo 3, della direttiva 2008/48/CE
- Allegato II della direttiva 2008/48/CE
- Legge slovacca n. 129/2010 sui crediti ai consumatori
Credito ai consumatori: ripartizione delle rate e applicabilità nel tempo dell’interpretazione della direttiva 2008/48
La pronuncia concerne un rinvio pregiudiziale del Krajský súd v Prešove in una controversia tra una consumatrice e un soggetto finanziatore, relativa alla mancata indicazione nel contratto di credito della ripartizione delle rate tra capitale, interessi e spese. La Corte si pronuncia sull’articolo 10 della direttiva 2008/48 e sul suo rapporto con il principio di armonizzazione massima sancito dall’articolo 22.
Fatti e procedimento principale
La consumatrice TE aveva concluso con Pohotovosť s. r. o. un contratto di credito al consumo per 350 euro, da restituire in un anno, con importo totale da rimborsare pari a 672 euro. Il contratto prevedeva interessi e un ulteriore corrispettivo, ma non indicava la ripartizione di ogni rata mensile tra ammortamento del capitale, interessi e altre spese. TE ha agito in giudizio per far valere la responsabilità del finanziatore per violazione dell’obbligo informativo previsto dalla legge slovacca di recepimento.
Normativa rilevante
La Corte richiama in particolare:
- la direttiva 2008/48/CE, in specie i considerando 9, 19, 30 e 31;
- l’articolo 10, paragrafo 2, lettere h), i), j) e u), e paragrafo 3;
- l’articolo 22, paragrafo 1;
- l’allegato II della direttiva, relativo alle informazioni europee di base sul credito ai consumatori.
Sul piano nazionale, è esaminata la legge slovacca n. 129/2010, nella versione applicabile al 1º ottobre 2015 e in quella modificata con effetto dal 1º maggio 2018. La modifica ha eliminato l’obbligo di indicare nel contratto le scadenze delle rate di rimborso del capitale, degli interessi e degli altri oneri, sostituendolo con un riferimento più generale alla periodicità dei pagamenti.
Questioni pregiudiziali
Il giudice del rinvio chiede, in sostanza:
- se la direttiva 2008/48 osti a una normativa nazionale che impone di specificare la ripartizione di ciascun rimborso tra capitale, interessi e altre spese;
- se l’interpretazione resa dalla Corte nella sentenza Home Credit Slovakia si applichi anche a un contratto concluso prima di quella pronuncia e prima della successiva modifica legislativa nazionale;
- se la previsione nazionale riguardi solo il capitale o anche interessi e altri oneri.
Valutazione della ricevibilità
La Corte respinge le obiezioni di irricevibilità. Osserva che il giudice nazionale ha sottoposto questioni di interpretazione del diritto dell’Unione e che la presunzione di rilevanza non è superata dal fatto che, secondo alcune parti, il contratto potrebbe essere sanzionato per altri profili, come l’erronea indicazione del TAEG. Anche se esistessero ulteriori possibili sanzioni interne, ciò non renderebbe inutile la risposta sulla portata degli obblighi informativi imposti dalla direttiva.
Ragionamento della Corte: nessun obbligo UE di indicare la ripartizione di ogni rata
La Corte ricorda che la direttiva 2008/48 mira a garantire un elevato livello di tutela dei consumatori e, al contempo, il buon funzionamento del mercato interno del credito al consumo. Tuttavia, l’articolo 10, paragrafo 2, elenca in modo esaustivo le informazioni che devono figurare nel contratto.
In particolare:
- la lettera h) richiede l’indicazione dell’importo, del numero e della periodicità dei pagamenti;
- la lettera i) prevede, solo nel caso di ammortamento del capitale di un contratto a durata fissa, il diritto del consumatore di ottenere, su richiesta, una tabella di ammortamento gratuita;
- la lettera j) riguarda invece i casi in cui i pagamenti coprano spese e interessi senza ammortamento del capitale.
La Corte richiama la sentenza Home Credit Slovakia e ribadisce che la direttiva non impone di includere nel contratto una tabella di ammortamento. Una rappresentazione strutturata della ripartizione di ciascun pagamento può certamente costituire una tabella di ammortamento, ma proprio per questo rientra nella logica della lettera i), che ne prevede la disponibilità solo su richiesta del consumatore, non come contenuto necessario del contratto.
Ne consegue che una normativa nazionale che imponga, in qualsiasi forma, la ripartizione di ogni rimborso tra capitale, interessi e spese introduce un obbligo ulteriore rispetto a quelli armonizzati dalla direttiva e viola l’articolo 22, paragrafo 1.
Effetti nel tempo dell’interpretazione della Corte
Quanto alla prima questione, la Corte ribadisce il principio secondo cui l’interpretazione di una norma UE chiarisce il significato della norma sin dal momento della sua entrata in vigore. Pertanto, l’interpretazione fornita in Home Credit Slovakia si applica anche ai rapporti giuridici sorti prima di tale sentenza, inclusi i contratti conclusi prima della successiva modifica della legge nazionale.
Il giudice nazionale deve interpretare il diritto interno, per quanto possibile, in modo conforme alla direttiva 2008/48 e all’interpretazione resa dalla Corte. Questo obbligo incontra però il limite del divieto di interpretazione contra legem e dei principi generali, compresa la certezza del diritto. La Corte richiama inoltre l’idea che il giudice nazionale possa dover modificare la propria giurisprudenza consolidata se essa è incompatibile con gli obiettivi della direttiva.
Dispositivo
La Corte dichiara che:
- l’articolo 10, paragrafo 2, lettere h), i) e j), in combinato disposto con l’articolo 22, paragrafo 1, della direttiva 2008/48, osta a una normativa nazionale che imponga di precisare la ripartizione di ciascun rimborso tra ammortamento del capitale, interessi e altre spese;
- l’interpretazione della direttiva resa nella sentenza Home Credit Slovakia si applica anche a un contratto concluso prima di quella sentenza e prima della modifica legislativa nazionale di adeguamento.
Principi affermati
La pronuncia conferma il carattere di armonizzazione massima dell’articolo 10 della direttiva 2008/48 quanto alle informazioni obbligatorie nel contratto di credito al consumo. Gli Stati membri possono disciplinare aspetti non armonizzati, ma non possono aggiungere requisiti ulteriori nel contenuto contrattuale obbligatorio. La Corte riafferma inoltre che l’interpretazione del diritto dell’Unione ha efficacia dichiarativa e retroagisce, nei limiti del diritto nazionale, sui rapporti anteriori alla sentenza interpretativa.
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