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Sentenza

Sentenza del 05/03/2020 n. 177 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo

IMU - La pretesa fiscale fondata unicamente sull'evidenza che il nucleo familiare (coniuge non separato e figli) abbia dimora abituale e residenza altrove non è fondata - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

l'atto impositivo negava l'agevolazione IMU per l'abitazione principale sostenendo che il nucleo familiare (coniuge non separato e figli) della contribuente avesse residenza e dimora abituale in un altro immobile (del marito) ubicato in diverso comune; la contribuente aveva eletto la propria residenza nell'immobile per cui chiedeva l'esenzione e produceva documentazione a supporto. Il primo giudice aveva ritenuto che la sola elezione di residenza non fosse sufficiente a provare la dimora abituale e, non essendovi prova che il nucleo familiare dimorasse nell'immobile della contribuente, aveva respinto il ricorso. In appello la contribuente ha dedotto, tra l'altro, la nullità dell'atto per difetto di motivazione e sostenuto che, in assenza di prova contraria, la certificazione di residenza e la documentazione prodotta giustificano la presunzione della dimora abituale.

La decisione

l'appello è stato accolto: la Commissione ha annullato l'atto impositivo impugnato e ha condannato il Comune al rimborso delle spese dei due gradi di giudizio (importi liquidati in dispositivo). La sentenza motiva che la pretesa fiscale fondata unicamente sulla diversa residenza anagrafica del coniuge non è sufficiente a dimostrare l'assenza della dimora abituale della contribuente nell'immobile per cui richiede l'esenzione; in difetto di prova certa e non essendovi primazia tra coniugi, ciascun coniuge può fissare autonomamente la propria dimora abituale, e l'onere di fornire elementi probatori aggiuntivi grava sull'ente impositore.

Norme richiamate

  • art. 143 Cod. Civ.

    richiamato per evidenziare i doveri e i rapporti tra coniugi; la sentenza utilizza la norma per sostenere l'assenza di una primazia di uno dei coniugi nel fissare la dimora abituale della famiglia

  • art. 144 Cod. Civ.

    richiamato unitamente all'art. 143 per sottolineare che non esiste una presunzione automatica che la dimora abituale della famiglia coincida con la residenza anagrafica di uno solo dei coniugi

  • normativa IMU (definizione e agevolazioni per abitazione principale)

    la disciplina sull'agevolazione per l'abitazione principale richiede la dimora abituale e la residenza, ma la corte ha interpretato che la certificazione pubblica di residenza e la documentazione prodotta costituiscono una presunzione favorevole; l'ente impositore deve fornire elementi probatori supplementari per contestare l'effettiva dimora abituale

Massime di principio

  • La mera constatazione che il coniuge abbia residenza anagrafica in un altro immobile non è sufficiente, di per sé, a negare l'agevolazione IMU alla moglie che ha eletto residenza e prodotto documentazione: l'ente impositore deve fornire prove aggiuntive.
  • In assenza di una regola di primazia tra coniugi, ciascun coniuge può fissare autonomamente la propria dimora abituale; entrambi, in linea di principio, possono pertanto accedere all'agevolazione per la 'prima casa' su immobili diversi, salvo che l'ente dimostri il contrario.
  • La certificazione anagrafica di residenza e le dichiarazioni pubbliche costituiscono una presunzione a favore del contribuente; l'onere di confutare tale presunzione grava sull'ente che avanza la pretesa fiscale.
  • Un atto di accertamento fondato su presupposti ambivalenti o su mera evidenza anagrafica può essere annullato per difetto di motivazione se l'ente non compie ulteriori accertamenti probatori.
  • Le amministrazioni devono evitare approcci generici che possano determinare discriminazioni di genere o violare la libertà dei coniugi di scegliere la propria dimora abituale; per contrastare abusi o evasioni sono necessari accertamenti specifici e non deduzioni automatiche dalla sola residenza del coniuge.

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