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Sentenza

Sentenza n. 6597/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento del provvedimento di rifiuto della richiesta di emersione emesso il -OMISSIS- e notificato in pari data.

Giustizia amministrativa202300201

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della richiesta di emersione dal lavoro irregolare

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di rigetto della domanda di emersione presentata in suo favore dal datore di lavoro ai sensi dell’art. 103, comma 1, del d.l. n. 34/2020. Ha dedotto un unico motivo di violazione di legge, eccesso di potere e omessa istruttoria. In particolare, ha sostenuto che, pur non disponendo formalmente del requisito reddituale al momento della domanda, avrebbe avuto in concreto i presupposti per accedere alla procedura, anche in ragione delle condizioni di salute — diabete e ipovisione — dalle quali confidava potesse derivare il riconoscimento dell’invalidità e, quindi, nuove fonti di reddito. Ha inoltre allegato di essere titolare di una dichiarazione di ospitalità e di un’attestazione di idoneità alloggiativa. L’amministrazione aveva respinto l’istanza rilevando che il datore di lavoro disponeva di un reddito imponibile di 23.666 euro nell’anno d’imposta 2019, a fronte della soglia di 27.000 euro applicabile a un nucleo familiare composto da più soggetti conviventi, e che non erano stati integrati documenti necessari alla verifica dei requisiti, tra cui il contributo forfettario, il requisito reddituale e l’idoneità alloggiativa. Il diniego era stato preceduto dal preavviso di rigetto e dalla possibilità di presentare osservazioni.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto legittimo il diniego perché il requisito reddituale previsto dall’art. 9, comma 2, del d.m. 27 maggio 2020 costituisce presupposto indefettibile della procedura di emersione e deve essere verificato con riferimento alla situazione reddituale rilevante al momento della domanda, sulla base dell’anno d’imposta previsto dalla disciplina, nella fattispecie il 2019. Il reddito accertato, pari a 23.666 euro, era inferiore alla soglia di 27.000 euro richiesta per il nucleo familiare composto da più soggetti conviventi. Le prospettive future di riconoscimento dell’invalidità o di incremento del reddito non possono sostituire la prova di una capacità economica attuale e documentata, né la carenza può essere superata mediante deduzioni generiche. Il giudice ha inoltre rilevato che il provvedimento era sorretto anche dalla mancata integrazione della documentazione necessaria, motivo non adeguatamente contestato e comunque non smentito dalla produzione documentale. La mera affermazione relativa alla dichiarazione di ospitalità e all’idoneità alloggiativa non è stata ritenuta sufficiente. Il procedimento amministrativo è stato considerato rispettoso del contraddittorio, poiché il motivo ostativo era stato comunicato ai sensi dell’art. 10-bis l. n. 241/1990 e le osservazioni erano state esaminate. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 103, commi 1, 5 e 6, d.l. n. 34/2020, convertito dalla l. n. 77/2020

    La procedura di emersione dal lavoro irregolare richiede il possesso dei requisiti previsti dalla legge e demanda al decreto interministeriale la disciplina delle modalità procedimentali e delle soglie reddituali del datore di lavoro.

  • art. 9, comma 2, d.m. 27 maggio 2020

    per la dichiarazione di emersione di un lavoratore addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare o all'assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l'autosufficienza, il reddito imponibile del datore di lavoro non può essere inferiore a 20.000,00 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, ovvero non inferiore a 27.000,00 euro annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi.

    La soglia reddituale costituisce requisito essenziale e deve essere verificata rigorosamente con riferimento al reddito imponibile rilevante per la procedura; nel caso concreto era applicabile la soglia di 27.000 euro.

  • circolare Ministero dell’interno prot. n. 4623 del 17 novembre 2020

    Chiarisce che, per il nucleo familiare composto da più soggetti conviventi, la soglia è di 27.000 euro e che possono concorrere alla sua determinazione i redditi di altri componenti della famiglia e, in determinati casi, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado.

  • art. 10-bis l. n. 241/1990

    Il preavviso di rigetto garantisce il contraddittorio procedimentale; nel caso concreto il motivo ostativo è stato comunicato e le osservazioni presentate sono state esaminate.

  • art. 16, comma 4, l. n. 241/1990

    Richiamato nel provvedimento amministrativo quale base della sospensione del procedimento in relazione alla richiesta di integrazione documentale.

  • art. 43, commi 1 e 2, d.P.R. n. 445/2000

    Richiamato nel provvedimento amministrativo in relazione alle verifiche e all’acquisizione della documentazione necessaria.

  • art. 5-bis d.lgs. n. 286/1998

    Richiamato in relazione all’idoneità alloggiativa necessaria ai fini della sottoscrizione del contratto di soggiorno.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per lo svolgimento dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato con le modalità previste per la trattazione della causa.

Massime di principio

  • Nella procedura di emersione dal lavoro irregolare prevista dall’art. 103 del d.l. n. 34/2020, il requisito reddituale del datore di lavoro costituisce presupposto indefettibile per la definizione positiva della domanda e deve essere verificato rigorosamente secondo le soglie stabilite dall’art. 9 del d.m. 27 maggio 2020.
  • La capacità economica del datore di lavoro deve risultare da una situazione reddituale attuale e documentata secondo i parametri normativi applicabili alla domanda; prospettive future e incerte di incremento del reddito, derivanti anche dal possibile riconoscimento di prestazioni di invalidità, non possono sostituire il requisito reddituale mancante.
  • Il requisito reddituale rilevante per la procedura di emersione deve essere dimostrato con riferimento all’anno d’imposta previsto dalla disciplina, sicché una contrazione del reddito verificatasi in un periodo successivo non incide sulla verifica del reddito relativo all’anno di riferimento.
  • In presenza di un provvedimento di diniego fondato su più autonome ragioni, il ricorso deve contestare adeguatamente ciascuna motivazione sufficiente a sorreggere l’atto; la mancata contestazione o prova contraria rispetto a uno dei motivi può mantenere integra la legittimità del diniego.
  • Il preavviso di rigetto soddisfa il contraddittorio procedimentale quando l’amministrazione comunica il motivo ostativo, consente la presentazione di osservazioni e valuta le deduzioni dell’interessato; osservazioni generiche o non supportate da documentazione idonea non impongono il superamento del diniego.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivoDifetto di istruttoriaPrincipio di legalità e tipicità

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