Sentenza n. 5196/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania n. 6014/2023, che aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di particelle di proprietà della ricorrente
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune aveva disposto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di alcune particelle di proprietà della ricorrente per l’inottemperanza a ordini di demolizione e di rimessione in pristino relativi ad abusi edilizi, compresi manufatti accessori a un complesso immobiliare abusivo detenuto da una conduttrice. In primo grado la ricorrente aveva dedotto, anzitutto, la non imputabilità dell’inottemperanza rispetto a un’ordinanza di demolizione adottata quando non era ancora proprietaria dell’immobile. Aveva inoltre sostenuto di non essere rimasta inerte rispetto all’ordinanza di demolizione del 2012, avendo promosso entro novanta giorni un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., ottenuto un’ordinanza giudiziale di rilascio delle aree, diffidato la conduttrice alla restituzione dei beni, preannunciato la risoluzione della locazione, notificato un atto di precetto e avviato l’esecuzione forzata. In appello ha contestato la valutazione del TAR, sostenendo che tali iniziative, giudiziali e stragiudiziali, fossero sufficienti a escludere l’applicazione della sanzione acquisitiva nei confronti del proprietario non responsabile dell’abuso. Il Comune ha chiesto la reiezione dell’appello.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto corretta la conclusione secondo cui la condotta della proprietaria non era conforme ai canoni di diligenza necessari per escludere l’acquisizione gratuita. Sebbene la ricorrente avesse tempestivamente promosso il ricorso ex art. 700 c.p.c. dopo l’ordinanza di demolizione del 2012, non aveva coltivato con sufficiente sollecitudine le iniziative successive: dopo un primo precetto del luglio 2012 aveva riattivato l’azione esecutiva soltanto nell’ottobre 2014; la diffida funzionale alla risoluzione della locazione era stata inviata solo nel febbraio 2014; inoltre, dopo due accessi infruttuosi dell’ufficiale giudiziario nel 2015, non aveva ulteriormente coltivato la procedura. Il Collegio ha rilevato che, quantomeno dalla seconda metà del 2015, la condotta aveva assunto carattere di sostanziale inerzia. Anche dopo il recupero della disponibilità del bene, la proprietaria non aveva provveduto alle demolizioni per circa sei anni, fino all’intervento demolitorio d’ufficio eseguito nel febbraio 2021. Pertanto, le iniziative inizialmente intraprese, pur astrattamente adeguate, erano risultate tardive o inefficaci e non avevano impedito la protrazione dell’abuso. Le spese del grado sono state compensate in ragione delle particolari difficoltà della vicenda, comprese la detenzione domiciliare della conduttrice nell’immobile, la presenza di figli diversamente abili e i tempi della giustizia civile.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
La sanzione dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all’inottemperanza all’ordine di demolizione può operare nei confronti del proprietario che, pur non essendo responsabile materiale dell’abuso, non dimostri di avere posto in essere condotte diligenti, tempestive ed efficaci dirette a impedire o rimuovere l’abuso.
art. 700 c.p.c.
La promozione tempestiva di un ricorso d’urgenza contro il detentore dell’immobile abusivo costituisce un’iniziativa astrattamente idonea, ma non è sufficiente se non viene successivamente coltivata con continuità ed efficacia fino alla concreta rimozione dell’abuso.
Massime di principio
- L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale per inottemperanza all’ordine di demolizione può essere disposta anche nei confronti del proprietario non responsabile materiale dell’abuso quando questi, pur avendo inizialmente attivato rimedi contro il detentore, non dimostri una condotta diligente, continuativa ed efficace diretta a ottenere il rilascio dell’immobile e la demolizione delle opere abusive.
- La tempestiva proposizione di un ricorso d’urgenza, l’invio di diffide o la notifica di atti di precetto non escludono l’acquisizione se tali iniziative sono intervallate da significativi periodi di inerzia, vengono riattivate tardivamente o non sono portate a compimento.
- Il proprietario deve mantenere una condotta diligente per tutta la durata della situazione abusiva: dopo il recupero della disponibilità materiale dell’immobile, l’omessa esecuzione delle demolizioni per un periodo significativo può integrare inottemperanza idonea a giustificare l’acquisizione.
- Ai fini dell’esclusione della sanzione acquisitiva, non rileva soltanto l’astratta adeguatezza degli strumenti giudiziali o stragiudiziali utilizzati, ma la loro concreta efficacia e il loro diligente perseguimento fino alla cessazione dell’abuso.
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