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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24603/2024 del 21/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del GIP del 28/02/2024 che aveva rigettato la richiesta di incidente probatorio formulata dal PM (per una perizia collegiale medico-legale e di medicina interna sulle cause del decesso di Buccichini Maria nel procedimento NRGNR 3924/2023). Il ricorso deduceva, in sintesi, che il GIP avrebbe esercitato il potere al di fuori dei casi consentiti dalla legge, con motivazione assente o apparente e con sviamento di potere tale da arrecare un pregiudizio altrimenti insanabile; chiedeva quindi l'annullamento del provvedimento per abnormità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, secondo la giurisprudenza consolidata richiamata, i provvedimenti del GIP di accoglimento, rigetto o inammissibilità della richiesta di incidente probatorio sono inoppugnabili in cassazione (principio di tassatività dei mezzi di impugnazione). La Corte ha altresì escluso che il provvedimento sia abnorme: si è ritenuto che si tratti di esercizio del potere discrezionale del giudice nell'ambito del sistema processuale e che il rigetto non determini la stasi del procedimento né configuri un provvedimento estraneo all'ordinamento.

Norme richiamate

  • art. 611 c.p.p.

    Richiamato come norma procedurale in relazione alle conclusioni rese dal Pubblico Ministero; disciplina gli atti che il PM può chiedere in fase di conclusioni (menzione formale nel testo).

  • art. 173, co. 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Citato in riferimento ai limiti di enunciazione del ricorso (richiesta di esposizione dei motivi nei limiti disposti dall'art. 173 disp. att.).

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 37212 del 28/04/2014 (Liuzzi)

    Affermato il principio che le decisioni sulla ammissione dell'incidente probatorio sono inoppugnabili e che il ricorso per cassazione su tali provvedimenti è inammissibile.

  • Giurisprudenza: Sez. 2 1, n. 2683 del 12/06/1991 (Licata)

    Conferma che è inammissibile il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del GIP che accoglie o rigetta la richiesta di incidente probatorio.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 3484 del 28/10/1991 (Parigi)

    Ribadito il principio della tassatività dei mezzi di impugnazione con riferimento ai provvedimenti sul incidente probatorio.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 49030 del 2017 (Palmeri)

    Ulteriore conferma che il ricorso per cassazione è inammissibile contro l'ordinanza del GIP che decide sulla richiesta di incidente probatorio.

Massime di principio

  • Le ordinanze del GIP che accolgono, rigettano o dichiarano inammissibile la richiesta di incidente probatorio non sono impugnabili in cassazione: il ricorso per cassazione è inammissibile in tali ipotesi.
  • La disciplina della tassatività dei mezzi di impugnazione limita i rimedi del PM: prima di proporre ricorso in Cassazione occorre verificare se la legge preveda specifici rimedi esperibili; mancando questi, il ricorso sarà inammissibile.
  • Il rigetto di una richiesta di incidente probatorio rientra nella discrezionalità del giudice e non costituisce automaticamente motivo di annullamento per 'abnormità' salvo casi estremi e chiaramente estranei all'ordinamento.
  • Quando la perizia è basata principalmente su documentazione e non richiede esami strumentali complessi, il GIP può ritenere non necessaria la misura dell'incidente probatorio e non determinare la sospensione lunga del procedimento.
  • Se si ritiene sussistere un eccesso di potere o una nullità del provvedimento del GIP, è necessario valutare altri rimedi processuali (es. deduzioni in sede di giudizio successivo, istanze specifiche previste dalla legge) piuttosto che il ricorso per cassazione contro l'ordinanza sul incidente probatorio.

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