Cassazione Civile, Ordinanza n. 00852/2025 del 13/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di rettifica del valore in dogana e da un atto di irrogazione sanzioni emessi per importazioni effettuate nel secondo semestre 2011. La Commissione tributaria regionale aveva confermato l’annullamento degli atti, ritenendo non dimostrato un potere di controllo, diretto o indiretto, della licenziante titolare del marchio sui produttori, e quindi insussistente una "condizione di vendita" idonea a giustificare l’inclusione delle royalties nel valore doganale. L’Agenzia ricorrente ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 143, 157, 159 e 160 del regolamento comunitario di applicazione del codice doganale, nonché dell’Allegato 23 DAC, sostenendo che dalle clausole del contratto di licenza, dal codice di condotta e dai factory vendor agreements emergevano numerosi indici di controllo indiretto della licenziante sulla produzione e sui produttori, tali da rendere il pagamento delle royalties una condizione della vendita. La resistente ha replicato chiedendo anche la trattazione in pubblica udienza e contestando la fondatezza del ricorso.
La decisione
La Corte ha respinto le istanze preliminari di pubblica udienza e di riunione, ha ritenuto ammissibile il motivo di ricorso e lo ha accolto. Ha cassato la sentenza impugnata perché la CTR non aveva correttamente applicato il criterio della "condizione di vendita" e non aveva valorizzato in modo adeguato il contenuto delle clausole contrattuali rilevanti ai fini del controllo indiretto della licenziante. La Corte ha richiamato il quadro normativo unionale sul valore in dogana e la giurisprudenza della CGUE e di legittimità, affermando che, in presenza di elementi sintomatici plurimi, anche un controllo di fatto o di orientamento sulla produzione può rendere le royalties imponibili ai fini doganali. Il giudizio è stato quindi rinviato alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, per nuovo esame e per la liquidazione delle spese anche del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
violazione e falsa applicazione
Il motivo è ammissibile quando contesta la corretta sussunzione dei fatti accertati nella fattispecie astratta, e non una diversa ricostruzione del fatto.
La riunione delle impugnazioni è obbligatoria solo se proposte avverso la stessa sentenza; negli altri casi è solo facoltativa in presenza di connessione.
art. 6 CEDU
La pubblicità dell'udienza non ha carattere assoluto e può essere derogata da ragioni obiettive e razionali.
Regolamento (CEE) n. 2913/92, art. 29
Il valore in dogana è, di regola, il valore di transazione, cioè il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate.
Regolamento (CEE) n. 2913/92, art. 32, par. 1, lett. c)
Nel valore in dogana vanno aggiunti i corrispettivi e i diritti di licenza se relativi alle merci e pagati come condizione della vendita, ove non già inclusi nel prezzo.
Regolamento (CEE) n. 2454/93, art. 143
È rilevante la nozione di controllo, anche di fatto, esercitato da una persona su un'altra.
Regolamento (CEE) n. 2454/93, art. 157
Definisce i corrispettivi e diritti di licenza e ne subordina l'aggiunta al prezzo alla duplice condizione di riferibilità alle merci e di "condizione di vendita".
Regolamento (CEE) n. 2454/93, art. 159
Le royalties per l'uso del marchio rilevano se le merci sono commercializzate con quel marchio e l'acquirente non è libero di rifornirsi da altri fornitori non legati al venditore.
Regolamento (CEE) n. 2454/93, art. 160
Il pagamento delle royalties costituisce condizione della vendita quando il venditore o una persona ad esso legata chiede all'acquirente di effettuarlo.
Allegato 23 DAC
Il controllo sussiste quando una persona è in grado di esercitare, di diritto o di fatto, un potere di costrizione o di orientamento sull'altra.
Codice doganale dell'Unione, art. 70
La regola generale resta il valore di transazione, comprensivo dei pagamenti che devono essere effettuati come condizione della vendita.
Codice doganale dell'Unione, art. 71
Tra gli elementi da includere nel valore di transazione rientrano i corrispettivi e i diritti di licenza dovuti come condizione della vendita.
Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447, art. 136
Le royalties si considerano pagate come condizione della vendita anche quando il venditore o un soggetto collegato le richiede, o quando il compratore non può acquistare senza pagarle.
Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447, art. 127
Il controllo è inteso in modo ampio, come possibilità di imporre orientamenti di diritto o di fatto.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità è censurabile per violazione di legge l'errore di sussunzione, cioè la non corretta riconduzione dei fatti accertati alla fattispecie normativa astratta, mentre resta insindacabile la diversa ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di merito.
- In materia doganale, il valore di transazione può essere incrementato dai diritti di licenza quando essi sono relativi alle merci importate e costituiscono, anche implicitamente, una condizione della vendita.
- La nozione di "condizione di vendita" va desunta dall'insieme degli elementi contrattuali e commerciali dell'operazione, non essendo necessario che la subordinazione al pagamento delle royalties sia espressa in modo testuale e formale.
- Il controllo rilevante ai fini doganali non richiede un potere assoluto o esclusivamente formale: è sufficiente anche un controllo di fatto o un potere di orientamento sulla produzione o sul venditore, valutabile sulla base di plurimi indici sintomatici.
- Il mero controllo di qualità, isolatamente considerato, non basta di regola a dimostrare la condizione di vendita; occorre verificare se il licenziante incida in concreto sull'organizzazione della produzione, sulla scelta dei produttori o sulle modalità di commercializzazione.
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