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Sentenza

Sentenza n. 682/2026 - Torino, Sezione 3

per l'annullamento - della Deliberazione della Giunta Regionale del 12.11.2021, n. 18-4076, avente ad oggetto “D. Lgs. 152/2006. L.R. 1/2018. OdG Consiglio regionale 486/2021. Criteri per l'individuazione da parte delle province e della città metropolitana delle zone idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti. Precisazioni sulle misure compensative e sull'applicazione della D.G.R. n. 31-7186 del 6.7.2018” di approvazione del documento all. sub A relativo ai “Criteri per l'individuazione da parte delle Province e della Città metropolitana delle zone idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti” e del predetto allegato A; - di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso.

Giustizia amministrativa202200180

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione della Giunta Regionale del 12 novembre 2021 e relativo allegato sui criteri per l'individuazione delle zone idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, nonché gli atti connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha impugnato la deliberazione regionale e il relativo allegato recanti i criteri per l'individuazione, da parte delle province e della città metropolitana, delle zone idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, contestando gli atti presupposti, conseguenti o connessi. Il testo della sentenza non riporta nel dettaglio i motivi di legittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con nota depositata il 17 febbraio 2026, la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente prima della decisione. Il giudice ha richiamato il principio dispositivo, secondo cui la parte mantiene la disponibilità dell'azione sino a quando la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. In assenza di un interesse attuale di parte, il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla ricorrente nella valutazione della permanenza dell'interesse, non trattandosi di una giurisdizione oggettiva finalizzata all'accertamento astratto dell'illegittimità degli atti. Le spese di giudizio sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne esplicita ulteriormente l'interpretazione.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione, impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità del ricorso.
  • Il principio dispositivo impedisce al giudice amministrativo di procedere d'ufficio o di sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell'interesse a ricorrere.
  • Il giudice amministrativo non può proseguire il processo per accertare d'ufficio l'illegittimità dell'atto quando sia venuto meno uno specifico e attuale interesse di parte, non esercitando una giurisdizione oggettiva.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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