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Sentenza

Sentenza n. 2157/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento - del decreto del Questore di Roma, prot. n. 587 del 22.11.2023, notificato alla ricorrente il 16.12.2023, di ammonimento ex art. 8 della legge n. 38/2009; - nonché, di tutti gli altri atti e provvedimenti presupposti, connessi e consequenziali, anteriori e successivi, anche di estremi ignoti.

Giustizia amministrativa202402752

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Roma di ammonimento ex art. 8 della legge n. 38/2009, adottato a seguito di un'istanza per atti persecutori presentata da vicini di casa e da una familiare di uno di essi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità emanante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha dedotto il difetto di istruttoria, sostenendo che la Questura non avrebbe adeguatamente valutato le memorie e i documenti da lei prodotti nel procedimento. Ha inoltre lamentato l'insussistenza dei presupposti di legge, l'irragionevolezza e la sproporzione della misura, affermando che i fatti si collocavano in un contesto di mera conflittualità reciproca e di inimicizia tra vicini, privo di rilevanza penale. È stata altresì contestata la considerazione di condotte risalenti nel tempo rispetto all'adozione dell'ammonimento. L'istanza di ammonimento riferiva di condotte reiterate, moleste, ingiuriose e vessatorie, documentate mediante file audio e video, un post pubblicato su Facebook e un verbale della Polizia Locale relativo a una violazione del codice della strada connessa all'ostacolo all'accesso dei vicini alla loro abitazione.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha ricordato che l'ammonimento ex art. 8 del d.l. n. 11/2009, convertito nella legge n. 38/2009, ha presupposti corrispondenti alle condotte rilevanti per il delitto di atti persecutori di cui all'art. 612-bis c.p., ma natura cautelare, preventiva e dissuasiva. Pertanto, non è necessaria la prova piena richiesta per una condanna penale: sono sufficienti elementi indiziari attendibili, valutati secondo una logica probabilistica e mediante un giudizio prognostico ex ante sul pericolo di reiterazione o aggravamento delle condotte. La Questura dispone di ampia discrezionalità nella valutazione preventiva. Nel caso concreto, il giudice ha escluso il difetto di istruttoria perché l'amministrazione aveva esaminato le memorie e i documenti della ricorrente, ritenendoli non idonei a superare i riscontri oggettivi costituiti dai file audio e video, dai turpiloqui ed epiteti documentati, dal post sui social e dal verbale della Polizia Locale. Ha inoltre ritenuto che la reciprocità della conflittualità tra vicini non escludesse l'offensività delle condotte persecutorie né rendesse sproporzionato l'ammonimento. Il ricorso è stato quindi dichiarato infondato e respinto; le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda fattuale.

Norme richiamate

  • art. 8 d.l. n. 11/2009, convertito nella legge n. 38/2009

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    L'ammonimento del Questore è una misura cautelare, preventiva e dissuasiva adottabile in presenza di elementi indiziari attendibili circa condotte riconducibili agli atti persecutori; non richiede la prova piena della responsabilità penale.

  • art. 612-bis c.p.

    “condotte reiterate, minacce o molestie” atte a cagionare un “perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero tali da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona legata da relazione affettiva” ovvero “tali da costringere ad alterare le proprie abitudini di vita”

    Le condotte che costituiscono il presupposto dell'ammonimento sono quelle che, secondo una valutazione preventiva e probabilistica, possono integrare la fattispecie degli atti persecutori.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Costituisce base normativa, unitamente al GDPR, per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento.

Massime di principio

  • L'ammonimento del Questore previsto dall'art. 8 del d.l. n. 11/2009, convertito nella legge n. 38/2009, ha natura cautelare, preventiva e dissuasiva e può essere adottato sulla base di elementi indiziari attendibili, senza necessità di acquisire la prova piena richiesta per una condanna penale per atti persecutori.
  • Nel procedimento finalizzato all'ammonimento, l'amministrazione deve svolgere una valutazione prognostica ex ante del pericolo derivante dalla reiterazione di condotte minacciose o moleste; tale valutazione non accerta una responsabilità penale, ma verifica la plausibile riconducibilità dei comportamenti alla fattispecie degli atti persecutori e la loro idoneità a generare ansia, paura, timore per l'incolumità o alterazione delle abitudini di vita.
  • L'ammonimento implica un'ampia discrezionalità amministrativa, sindacabile dal giudice nei limiti dell'irragionevolezza, della sproporzione, del difetto di istruttoria o del travisamento dei fatti.
  • La reciprocità della conflittualità o delle molestie tra vicini non esclude, di per sé, l'offensività delle condotte né impedisce l'adozione dell'ammonimento, quando persistano condotte reiterate supportate da riscontri oggettivi.
  • Non sussiste difetto di istruttoria quando l'amministrazione esamina le memorie e i documenti dell'interessato, ma, motivatamente, li ritiene non idonei a superare elementi di riscontro oggettivo acquisiti nel procedimento.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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