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Ordinanza

Ordinanza n. 14/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) del permesso di costruire Cod. 9/2024/PDC del 17 dicembre 2024, P.G. n. 24887/2024 del Comune di Udine, con il quale la società controinteressata è stata autorizzata ad eseguire i lavori di “demolizione e ricostruzione con ampliamento di fabbricato di civile abitazione al fine di ricavare 6 unità immobiliari residenziali con le deroghe di cui all'art. 39 bis”, su terreno sito in via Monterotondo 45 del Comune di Udine; b) del provvedimento Cod. 253/2025/CILA del 4 giugno 2025, P.G. n. 70956/2025, prot. n. 90257/2025 dello stesso Comune, con il quale si avvisa il ricorrente che la CILA presentata per la “realizzazione di un deposito a pianta rettangolare” sull'immobile sito in via Alessandro Volta n. 20, “non ha conseguito gli effetti di cui alla L.R. n. 19/2009”, con conseguente avvio del procedimento ai sensi dell'art. 51, comma 1, della l.r. n. 19/2009 per la rimozione o demolizione con ripristino dello stato dei luoghi; c) di tutti gli atti connessi, presupposti e/o conseguenti.

Giustizia amministrativa202500363

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha preso atto della rinuncia espressa dal ricorrente alla nuova istanza cautelare e, conseguentemente, non ha esaminato il fumus boni iuris né il periculum in mora e non ha adottato alcuna misura cautelare. La decisione riguarda esclusivamente l'istanza cautelare; il giudizio di merito resta pendente. Le spese sono state riservate alla decisione definitiva.

TAR Friuli Venezia Giulia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: permesso di costruire rilasciato a una società per la demolizione e ricostruzione con ampliamento di un fabbricato e provvedimento comunale relativo a una CILA, con avvio del procedimento di rimozione o demolizione e ripristino dello stato dei luoghi

Esito

ESTINZIONE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Udine alla società controinteressata per la demolizione e ricostruzione con ampliamento di un fabbricato residenziale, nonché il provvedimento comunale con cui è stato comunicato che la CILA presentata dal ricorrente per la realizzazione di un deposito non aveva prodotto gli effetti previsti dalla legge regionale e che sarebbe stato avviato il procedimento per la rimozione o demolizione dell'opera con ripristino dello stato dei luoghi. Nel corso del giudizio, dopo precedenti pronunce cautelari del TAR e del Consiglio di Stato e un decreto monocratico, il ricorrente ha presentato una nuova istanza cautelare di sospensione il 6 dicembre 2025, alla quale ha successivamente rinunciato.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale per la trattazione della domanda cautelare, ma l'istanza non è stata esaminata nel merito a seguito della rinuncia.

  • art. 39-bis l.r. Friuli Venezia Giulia n. 19/2009

    È richiamato nel titolo edilizio impugnato quale disciplina delle deroghe applicate all'intervento di demolizione, ricostruzione e ampliamento.

  • art. 51, comma 1, l.r. Friuli Venezia Giulia n. 19/2009

    È richiamato dal provvedimento comunale relativo alla CILA quale base dell'avvio del procedimento di rimozione o demolizione con ripristino dello stato dei luoghi.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelare

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