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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00049/2026 del 02/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma delle condanne (per furti aggravati commessi al supermercato LIDL di Bagheria tra giugno e settembre 2023) deducendo: vizi nella valutazione delle prove e nelle modalità di identificazione degli autori (cronologia, riconoscimenti fotografici, condivisione di foto via WhatsApp e presunta contaminazione delle individuazioni); mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità (valore della refurtiva stimato dagli addetti al punto vendita, circa 500 euro per episodio); insufficiente motivazione o eccessività nella determinazione delle pene (conteggio della continuazione, applicazione della recidiva, mancata applicazione di pene sostitutive o conversione), nonché specifiche contestazioni sulla posizione di singoli (alibi, intestazione dell'autovettura, mancata audizione di testi).

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto i ricorsi ritenendoli inammissibili o manifestamente infondati e confermando integralmente le statuizioni dei giudici di merito. Ha ritenuto corretta e sufficientemente motivata l'identificazione operata soprattutto dall'analisi delle immagini di videosorveglianza compiuta dal maresciallo Volgare, nonché utilizzabili le dichiarazioni di testimoni confermative. Ha escluso l'attenuante del danno di speciale tenuità in relazione al valore stimato della refurtiva (circa 500 euro per episodio) e ha ritenuto regolare la determinazione della pena (pena base sotto la media edittale, aumento per continuazione motivato e proporzionato; recidiva adeguatamente valutata; diniego di conversione motivato dalla significativa capacità a delinquere del condannato). In sintesi: conferma delle condanne e delle relative determinazioni sanzionatorie; richieste difensive respinte.

Norme richiamate

  • art. 581 c.p.p., lett. c)

    Richiesto specificità del motivo di impugnazione: la Cassazione può dichiarare inammissibile il ricorso che non contrapponga in modo correlato e specifico le ragioni dell'impugnazione alla motivazione del giudice di merito

  • art. 591 c.p.p., comma 1, lett. c)

    L'aspecificità del ricorso comporta inammissibilità ai sensi delle norme sul rito: il motivo di cassazione deve confrontarsi con le esplicitazioni del giudice di merito

  • art. 213 c.p.p.

    La formalità della ricognizione personale è utile ma non esclusiva per la valutazione probatoria: la mancata osservanza formale non inficia automaticamente il valore probatorio di riconoscimenti se la prova è comunque ritenuta affidabile

  • art. 189 c.p.p.

    Norme sulla formazione e uso di documenti e fotografie nelle indagini: la Corte ha ritenuto non decisiva la presunta anomalia nella formazione del fascicolo fotografico se il complesso probatorio è coerente

  • art. 192 c.p.p.

    Regole sulla produzione e conservazione di materiale probatorio: la valutazione spetta al giudice di merito che ha motivato l'attendibilità dell'analisi dei fotogrammi

  • art. 62 n. 4 cod. pen. (attenuante del modico valore)

    La speciale tenuità richiede un pregiudizio di entità pressoché irrilevante; il valore di circa 500 euro per singolo episodio è stato ritenuto non idoneo a integrare l'attenuante

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: la Corte ha valutato che i giudici di merito hanno adeguatamente applicato i criteri (personalità, gravità delle condotte, recidiva) nella fissazione della pena

  • art. 81 cod. pen.

    Regole sulla continuazione: l'aumento per continuazione deve essere motivato e proporzionato; la motivazione può essere resa per singolo reato satellite in misura frazionata, purché leggibile e giustificata

  • art. 75 D.Lgs. 159/2011

    Violazione di prescrizioni connesse alla sorveglianza speciale: contestata e ritenuta a carico di un imputato, integrando l'elemento del reato ascritto

  • Principio di diritto della Corte di cassazione (giurisprudenza consolidata)

    La Corte di cassazione non può sovrapporre una propria rivalutazione del merito dei fatti: il sindacato è limitato al controllo della congrua, logica e non manifestamente illogica motivazione del giudice di merito

Massime di principio

  • La valutazione dell'identificazione fotografica o tramite video spetta al giudice di merito: se esiste una motivazione logica che descrive il confronto tra fotogrammi e fotografie segnaletiche, la Cassazione non riforma per mera diversa lettura delle prove
  • La circostanza attenuante del 'danno di speciale tenuità' richiede che il danno sia oggettivamente di entità pressoché irrilevante; stime intorno a qualche centinaio di euro per singolo episodio difficilmente soddisfano il requisito
  • I motivi di ricorso in Cassazione devono essere specifici e confrontare puntualmente la motivazione impugnata; censure generiche o prive di correlazione con le argomentazioni del giudice di merito sono inammissibili
  • La determinazione della pena deve rispettare i criteri dell'art. 133 c.p.; quando la pena è sotto la media edittale la motivazione può essere più sintetica, ma l'avvicinarsi al massimo richiede una motivazione più dettagliata
  • La recidiva richiede valutazione concreta (attualità, omogeneità, gravità, significatività dei precedenti) e non può essere esclusa con argomentazioni meramente formali; l'onere di contestazione spetta alla difesa con censure specifiche
  • La conversione della pena detentiva in pena sostitutiva viene esclusa se la personalità del condannato e la sua storia delinquenziale non consentono una prognosi favorevole di recupero sociale
  • In presenza di continuazione tra reati, l'aumento di pena deve essere motivato in modo da rendere leggibile la sua entità per ciascun reato satellite; motivazione frazionata e proporzionata è ammessa se comprensibile

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