Cassazione Penale, Sentenza n. 25283/2023 del 12/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva l'autorizzazione alla sostituzione di alcuni beni immobili sequestrati con il pagamento dell'importo di euro 138.133,31 a titolo di equivalente, per permettere la conclusione di una compravendita sospensivamente condizionata alla liberazione degli immobili. L'operazione si fondava su un provvedimento di congelamento emesso dalla Procura rumena (certificato del 20/01/2021) e sul successivo sequestro per equivalente disposto in Italia fino alla concorrenza dell'importo indicato. Il Gip italiano aveva rigettato la richiesta ritenendo necessario il consenso dell'autorità di emissione rumena; il ricorrente ha impugnato sostenendo invece che la scelta delle modalità esecutive spettava all'autorità italiana (richiamando l'art. 28 del Regolamento UE 2018/1805) e che la sostituzione rientrerebbe nella fase esecutiva, non costituendo una misura alternativa al provvedimento di congelamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la richiesta di sostituzione degli immobili con denaro modifica il contenuto originario del provvedimento di congelamento e pertanto costituisce una misura alternativa che non può essere disposta dallo Stato di esecuzione senza il consenso dello Stato di emissione. Il Collegio ha richiamato l'art. 23 del Regolamento UE 2018/1805 (esecuzione disciplinata dalla legge dello Stato di esecuzione; ma lo Stato di esecuzione non può imporre misure alternative senza il consenso dello Stato di emissione) e ha ritenuto che la scelta degli immobili operata dalla Guardia di Finanza abbia cristallizzato l'oggetto della misura. La Corte ha altresì condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Regolamento (UE) 2018/1805 - art. 23
l'esecuzione del provvedimento di congelamento è disciplinata dalla legge dello Stato di esecuzione, le cui sole autorità sono competenti a decidere in merito alle modalità della sua esecuzione e a determinare tutte le misure ad essa relative; lo Stato di esecuzione non può imporre misure alternative al provvedimento di congelamento trasmesso a norma dell'articolo 4 senza il consenso dello Stato di emissione
La Corte ha interpretato l'art. 23 nel senso che, se la modifica richiesta incide sul contenuto originario del provvedimento di congelamento (ossia sostituisce gli oggetti sottoposti a vincolo), si tratta di una misura alternativa che richiede il consenso dell'autorità che ha emesso il certificato di congelamento.
Regolamento (UE) 2018/1805 - art. 26
si limitava a stabilire l'applicazione della normativa vigente nello Stato dell'autorita' che esegue il provvedimento di congelamento solo con riferimento alle modalita' attuative
L'art. 26 non autorizza lo Stato di esecuzione a intervenire sulle statuizioni sostanziali del giudice estero: la legge nazionale può regolare le modalità di esecuzione, ma non sostituirsi all'autorità di emissione nel modificare l'oggetto della misura.
Regolamento (UE) 2018/1805 - art. 27
Richiamato per affermare che la revoca del congelamento è competenza dell'autorità di emissione: la misura disposta all'origine può essere ritirata dall'autorità emittente se questa lo decide, ma non può essere unilateralmente modificata dallo Stato di esecuzione.
Regolamento (UE) 2018/1805 - art. 28
L'art. 28, richiamato dalle parti, non può essere inteso come conferimento allo Stato di esecuzione di poteri di trasformare il contenuto sostanziale del provvedimento di congelamento; la gestione dei beni segue le regole di esecuzione, ma senza incidere sulle statuizioni che richiedono il consenso dell'autorità di emissione.
Massime di principio
- Se un provvedimento di congelamento proviene da un altro Stato membro (certificato di congelamento), qualsiasi modifica sostanziale dell'oggetto del provvedimento (es. sostituzione di beni specifici con denaro) è da considerarsi una misura alternativa e richiede il consenso dell'autorità di emissione.
- Lo Stato di esecuzione può disciplinare le modalità operative dell'esecuzione (misure esecutive), ma non può sostituire o ridurre il perimetro della misura disposta dall'autorità emittente senza il suo assenso.
- Prima di chiedere o disporre la sostituzione di beni sequestrati con denaro occorre ottenere il preventivo consenso dell'autorità che ha emesso il congelamento o richiedere formalmente il ritiro/modifica del certificato da parte di tale autorità.
- La mancanza di traduzione ufficiale di un provvedimento o di un diniego straniero non annulla automaticamente la sua efficacia; è comunque buona prassi ottenere traduzioni certificate per tutelare il diritto di difesa e facilitare i controlli.
- Se si vuole riottenere la disponibilità di beni posti a vincolo estero, è preferibile avviare interlocuzioni formali con l'autorità di emissione (richieste di revoca o nuovo certificato) piuttosto che procedere unilateralmente con misure che possano essere ritenute alternative.
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