Cassazione Penale, Sentenza n. 30245/2023 del 12/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per riciclaggio continuato (art. 648bis c.3 c.p.) sostenendo: 1) insufficienza dell'elemento oggettivo rispetto all'accredito bonifico del 21/1/2009 (importo euro 3.345,55) perché l'operazione era tracciabile e, in parte, respinta dallo stesso; 2) carenza dell'elemento soggettivo (dolo) perché la condotta del prevenuto sarebbe stata negligente o basata su mero sospetto e non su consapevolezza della provenienza illecita, richiamando principi di giurisprudenza che richiedono più di un semplice sospetto; 3) violazione dei principi "oltre ogni ragionevole dubbio" e "in dubio pro reo" per insufficienza e contraddittorietà della prova sul coefficiente psicologico; 4) vizio di motivazione ex art. 192 c.p.p. circa la prova del dolo; 5) richiesta di riclassificazione ex art. 712 c.p. con declaratoria di estinzione del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse motivato correttamente e in modo non contraddittorio: le somme bonificate erano destinate ad essere prelevate dal prevenuto e trasferite tramite Western Union a destinatari anonimi, con due distinti trasferimenti; l'utilizzo del conto per far transitare somme e la successiva attività di incasso e trasferimento integrano il reato di riciclaggio anche se l'operazione è parzialmente tracciabile; il comportamento posteriore di restituzione dopo segnalazione bancaria è postfattuale e non esclude il dolo, che può consistere in dolo eventuale quando l'agente si rappresenta e accetta il rischio della provenienza illecita. Pertanto il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000.
Norme richiamate
art. 648bis c.p.
Norma che definisce il delitto di riciclaggio; la Corte d'appello aveva applicato la fattispecie attenuata di cui al comma 3. La Cassazione richiama l'applicabilità del reato anche quando il conto è usato per rendere più difficile l'accertamento dell'origine illecita delle somme.
artt. 42 e 43 c.p.
Riferiti in relazione all'elemento soggettivo (dolo). La Corte ha ritenuto che il dolo eventuale sia integrato quando l'agente rappresenta e accetta il rischio della provenienza illecita del denaro.
art. 192 c.p.p.
Richiesto dal ricorrente in merito alla prova del coefficiente psicologico; la Corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito adeguata e non carente rispetto agli elementi probatori.
art. 606 lett. b) c.p.p.
Norma sui motivi di ricorso per cassazione; la Corte osserva i limiti di sindacato sulle valutazioni di merito e considera i motivi ripetitivi e già adeguatamente esaminati dai giudici d'appello.
art. 618 comma 1-bis c.p.p.
Richiamato per ricordare che solo le decisioni delle Sezioni Unite hanno efficacia nomofilattica vincolante per le sezioni semplici; la Corte rigetta il richiamo a precedente non pertinente (Cass. n. 25960/2011).
art. 712 c.p.
Invocato dal ricorrente per una diversa qualificazione/estinzione del reato; la Corte ha ritenuto che i fatti non siano riqualificabili in termini di mera diligenza e ha escluso l'estinzione, confermando l'esistenza dell'atteggiamento consapevole/accettante del rischio.
Massime di principio
- L'uso del proprio conto corrente per far transitare somme provenienti da terzi e destinate a prelievi e trasferimenti verso destinatari anonimi può integrare il reato di riciclaggio anche se le operazioni sono tracciabili.
- La tracciabilità formale di un bonifico non esclude automaticamente la responsabilità per riciclaggio se, nel complesso, le operazioni sono tali da rendere difficile l'accertamento dell'origine illecita e l'agente accetta il rischio di tale provenienza.
- La restituzione o il respingimento posteriore di una operazione segnalata non elimina necessariamente il dolo antecedente: un comportamento post-fatto rileva principalmente ai fini del trattamento sanzionatorio, non necessariamente come elemento esimente.
- Il dolo eventuale nel reato di riciclaggio si configura quando l'agente ha la concreta possibilità di rappresentarsi la provenienza illecita delle somme e accetta tale rischio; elementi indiziari rilevanti includono commissioni elevate, anonimato degli interlocutori e modalità opache di intermediazione.
- La Cassazione limita il sindacato sulle valutazioni di fatto compiute dai giudici di merito: i rilievi che si limitano a contestare la valutazione probatoria e motivazionale, senza indicare specifici vizi di legge, sono spesso dichiarati inammissibili o infondati.
- In situazioni analoghe è fondamentale documentare comportamenti diligenti e verifiche poste in essere prima dell'esecuzione delle operazioni (es. richiesta di documentazione sulla provenienza, rifiuto prima del perfezionamento dell'accredito) per poter efficacemente sostenere l'assenza di contezza o accettazione del rischio.
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