Sentenza n. 1663/2026 - Milano, Sezione 5
per l'annullamento A) per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - della D.G.R. della Lombardia n. XI/2228 in data 22 a-prile 2024, recante “Ulteriori indicazioni in tema di negoziazione sanitaria in attuazione della DGR n. XII/1827 del 31/01/2024”, nelle parti in cui: a) quanto alla modalità di determinazione del budget di specialistica ambulatoriale, stabilisce che esso sia “pari al 100% del valore contrattualizzato nel 2023 al netto delle eventuali rimodulazioni non storicizzabili disposte nel corso del 2023” (cfr. “SCHEDA DI BUDGET ANNO 2024”, allegato 2 alla D.G.R. n. XII/2228/2022 – doc. 1); b) quanto al sotto budget assegnato per le prestazioni di ricovero e cura da erogare a favore dei cittadini fuori regione prevede che “Nel caso di superamento del tetto è previsto un abbattimento dell’esubero di produzione rilevato per ciascuna Struttura rispetto al tetto fuori regione definito per l’anno in corso” (cfr. “SCHEDA DI BUDGET ANNO 2024”, allegato 2 alla D.G.R. n. XII/2228/2022 – doc. 1); - nonché di tutti gli atti a detta deliberazione preordinati, consequenziali, connessi ed applicativi, fra cui, specificamente, la deliberazione di ATS Milano di approvazione del contratto anno 2024, nonché il relativo contratto anno 2024, sottoscritto con riserva dalla ricorrente (doc.2), nelle parti in cui vengono riprodotte e/o richiamate le suddette impugnate disposizioni regionali di cui alla DGR n. XII/2228/2024. B) per quanto riguarda il primo atto di motivi aggiunti: - in via principale: della D.G.R. Lombardia n. XII/2966 in data 5 agosto 2024 (cfr. doc. 4), recante “Ulteriori determinazioni in ordine agli indirizzi di programmazione del SSR per l’anno 2024”, nelle parti in cui, al punto 12 “NEGOZIAZIONE SANITARIA” dell’Allegato 2 “Polo Ospedaliero”: i) al punto 12.2 “PRESTAZIONI AMBULATORIALI” “richiama la DGR 2228/24 che prevede che “il valore del budget di struttura per l’anno 2024, dedicato alle attività di specialistica ambulatoriale, sarà calcolato come il valore del contratto 2023 stipulato entro il 30.06.2023”, per precisare che l’incremento dell’1% al netto delle risorse non storicizzabili indicato nella DGR 1827/24 verrà utilizzato anche per non applicare le regressioni tariffarie sulle prestazioni aggiuntive rispetto al 2022 che verranno finanziati oltre al 106% e fino al 110%”; ii) al punto12.1 “ATTIVITA’ DI RICOVERO E CURA” dispone che, con riguardo al sotto budget assegnato per le prestazioni di ricovero e cura da erogare a favore dei cittadini fuori regione, sarà possibile ottenere un incremento, ma solo fino al 10%; iii) al punto 12.3 “PRECISAZIONI PER EEPA”, ultimo capoverso, conferma la previsione della D.G.R. 2228/24 secondo cui, “in caso di mancato utilizzo di budget screening, ogni ATS potrà valutare l’opportunità di assegnare [o di non assegnare] le risorse residue a copertura delle altre prestazioni ambulatoriali” (cfr. punto 12.3, ultimo capoverso); - in via incidentale, per quant’occorrer possa: della D.G.R. Lombardia n. XII/1827 in data 31 gennaio 2024 e della D.G.R. Lombardia n. XII/2228 in data 22 aprile 2024, ove intese nel senso di prescrivere implicitamente che l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile si applicherà riducendo il valore del budget assegnato con contratto annuale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti regionali di programmazione sanitaria e relativi atti applicativi e contrattuali concernenti i criteri di determinazione dei budget per prestazioni ambulatoriali e di ricovero, comprese le prestazioni rese a cittadini fuori regione
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, struttura sanitaria accreditata operante sulla base di un contratto stipulato con l'ATS territorialmente competente, ha impugnato la D.G.R. Lombardia n. XI/2228 del 22 aprile 2024 e gli atti applicativi, comprese l'approvazione e la sottoscrizione con riserva del contratto per l'anno 2024. Contestava, in particolare, i criteri di determinazione del budget per la specialistica ambulatoriale, fissato in misura pari al valore contrattualizzato nel 2023 al netto delle rimodulazioni non storicizzabili, nonché la previsione dell'abbattimento dell'esubero di produzione rispetto al sotto-budget per le prestazioni di ricovero e cura rese a cittadini fuori regione. Con motivi aggiunti ha impugnato la D.G.R. Lombardia n. XII/2966 del 5 agosto 2024, censurandone le disposizioni relative all'incremento dell'1% e alle regressioni tariffarie per le prestazioni ambulatoriali aggiuntive, al limite del 10% per l'incremento del sotto-budget destinato ai pazienti fuori regione e alla possibile riallocazione delle risorse residue del budget screening. Ha inoltre impugnato in via incidentale le precedenti D.G.R. n. XII/1827 del 31 gennaio 2024 e n. XII/2228 del 22 aprile 2024, ove interpretate nel senso di consentire la riduzione del budget contrattuale per il mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile. Il testo non riporta l'illustrazione analitica dei singoli vizi di legittimità dedotti.
La decisione
Dopo la fissazione della causa ai sensi dell'art. 72-bis, comma 1, c.p.a., ai soli fini della verifica della permanenza dell'interesse alla decisione, la difesa della ricorrente ha dichiarato in camera di consiglio che era venuto meno l'interesse alla definizione nel merito. Il TAR ha pertanto dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure relative ai criteri di finanziamento e di determinazione dei budget sanitari. Le spese di giudizio sono state compensate, in ragione della definizione in rito e del limitato svolgimento dell'attività difensiva della Regione.
Norme richiamate
art. 72-bis, comma 1, c.p.a.
ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse alla decisione
Consente la fissazione della causa per verificare se permanga l'interesse alla decisione; nel caso concreto tale verifica ha preceduto la dichiarazione di improcedibilità.
art. 74 c.p.a.
Richiamato nell'epigrafe come base processuale della decisione in forma semplificata.
Massime di principio
- Quando, prima della decisione di merito, il ricorrente dichiara che è venuto meno l'interesse alla definizione della controversia, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse può essere verificata mediante fissazione della causa ai sensi dell'art. 72-bis, comma 1, c.p.a.; accertata tale carenza, il giudice non procede all'esame dei motivi di illegittimità dedotti.
- La compensazione delle spese può essere giustificata dalla definizione in rito della controversia e dal limitato svolgimento dell'attività difensiva della parte resistente.
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