Sentenza del 27/02/2023 n. 5934 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Notifica di un avviso di accertamento induttivo (Iva, Irap, Irpef) per omessa dichiarazione; contestazioni della contribuente riguardanti la mancata istituzione del contraddittorio preventivo, l'errata qualificazione e tassazione di somme relative a contratto di affitto d'azienda (canoni, penale di recesso, deposito cauzionale), la qualificazione come plusvalenza della somma di Euro 350.000 percepita per cessione parziale di azienda e il mancato riconoscimento forfettario dei costi in un accertamento induttivo.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto i motivi relativi al mancato contraddittorio e alla mancata prova dell'assenza di incasso (la ricorrente non ha provato che le somme non fossero state incassate nell'anno contestato) e ha confermato la legittimità dell'imposizione sulle somme percepite dall'affittuaria come canoni e deposito. Ha però accolto tre motivi: (i) il quarto motivo, relativo alla errata valutazione da parte della Ctr circa la perdita della qualifica di imprenditore prima della cessione del ramo d'azienda (la Ctr aveva ritenuto che la ricorrente fosse tornata imprenditrice ma quella valutazione non risultava conforme agli atti); (ii) il quinto e (iii) il sesto motivo, con cui è stato censurato il mancato riconoscimento, da parte dell'Amministrazione, della deduzione forfettaria dei costi prevista nell'accertamento induttivo puro. Per tali ragioni la Cassazione ha cassato in parte la decisione impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte territoriale di secondo grado della Sicilia, in diversa composizione, per un nuovo giudizio nel rispetto dei principi esposti; ha regolato le spese di lite del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
Legge n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente), art. 12, comma 7
Riferimento all'obbligo di contraddittorio endoprocedimentale; la Corte ricorda che tale obbligo sussiste in modo generalizzato per tributi armonizzati (es. IVA) solo se il contribuente dimostra concretamente le ragioni che avrebbe potuto far valere.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 67, comma 1, lett. h)
Norme richiamate in relazione alla qualificazione reddituale delle somme percepite a seguito di affitto e cessione; la Corte valuta la corretta qualificazione fiscale in base alla concreta evidenza contrattuale e temporale.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 71, comma 2
Richiamato in merito alla determinazione del reddito e alla tassazione per cassa dei redditi diversi; la Corte sottolinea che la prova dell'effettivo incasso nell'anno spetta alla parte che ne beneficia.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 86, comma 2
Norma pertinente alla qualificazione delle plusvalenze; la Corte ha ritenuto che fosse necessario verificare se al momento della cessione la contribuente conservasse la qualifica di imprenditore.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), artt. 55 e 56
Richiamati rispetto alla determinazione dei componenti positivi e negativi di reddito; la Corte ha rilevato che, in caso di accertamento induttivo puro, l'Amministrazione deve comunque riconoscere una deduzione forfettaria dei costi.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 2
La Corte richiama la giurisprudenza secondo cui in un accertamento induttivo 'puro' l'Amministrazione deve riconoscere una deduzione percentuale forfettaria dei costi di produzione.
Codice civile, art. 2697
Richiamata in relazione alla ripartizione dell'onere della prova; la Corte ha applicato il principio secondo cui chi allega fatti che incidono sulla determinazione della base imponibile deve fornire la prova positiva dell'incasso o dell'elemento deduttivo.
Citazioni giurisprudenziali della Corte di Cassazione
Cass. S.U. 9.12.2015, n. 24823; Cass. sez. V, 20.12.2022, n. 37234; Cass. sez. V, 28.11.2022, n. 34996
La Corte richiama e applica orientamenti consolidati: obbligo di contraddittorio per tributi armonizzati salvo mancata dimostrazione di ragioni concrete da parte del contribuente; precisazioni sul riconoscimento della deduzione forfettaria nei casi di accertamento induttivo puro.
Massime di principio
- Obbligo di contraddittorio preventivo: sussiste in modo generalizzato per tributi armonizzati (come l'IVA) ma la sua violazione rende invalido l'atto solo se il contribuente dimostra concretamente le ragioni che avrebbe potuto far valere prima dell'atto.
- Onere della prova sull'incasso: chi contesta la tassazione per cassa deve provare che le somme maturate non sono state incassate nell'anno; in mancanza la presunzione di maturazione può legittimare l'imposizione.
- Qualificazione fiscale dei proventi da affitto/cessione: la qualificazione come plusvalenza o reddito diverso dipende dalla qualifica soggettiva dell'operatore (se imprenditore al momento dell'operazione) e dalla concreta efficacia dei fatti che comportano la perdita o il recupero della qualifica di imprenditore.
- Accertamento induttivo 'puro' e costi: in caso di accertamento induttivo puro l'Amministrazione è tenuta a riconoscere una deduzione percentuale forfettaria dei costi; se tale deduzione non è stata applicata il provvedimento può essere corretto o cassato.
- Rimedi processuali: l'accoglimento parziale del ricorso per cassazione comporta spesso il rinvio per nuovo giudizio della Corte territoriale nella quale dovranno essere riesaminate le questioni alla luce dei principi di diritto indicati dalla Cassazione.
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