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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46398/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione contro la sentenza di appello che, ribaltando l'assoluzione di primo grado, ha dichiarato la responsabilità di Bosini per più episodi di falso ideologico in certificati di pronto soccorso; il ricorrente censura la logica e la motivazione della Corte d'appello, l'uso di elementi successivi e distinti (certificazioni extramoenia) per inferire la consapevolezza della falsità in sede di pronto soccorso, la rivalutazione delle dichiarazioni del teste chiave (Simone Fermi) senza la loro rinnovata assunzione, l'ignorata compatibilità con assoluzioni o accertamenti paralleli (es. assoluzione per l'infortunata Franceschini) e la possibile sostituzione di persone negli accessi ospedalieri; deduce dunque insufficienza e illogicità della motivazione e violazione delle regole istruttorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nel suo principio, ritenendo fondata la doglianza relativa all'onere di rinnovare l'assunzione diretta delle prove dichiarative quando la riforma in pejus si fonda su un diverso apprezzamento dell'attendibilità di una fonte dichiarativa ritenuta decisiva. Ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'imputazione di cui al capo 3B) perché il reato è estinto per prescrizione (reato commesso il 10/07/2010, prescritto il 10/01/2023). Quanto alle restanti posizioni vengano rimesse ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. e)

    Ground di cassazione relativo a vizi della motivazione; usato dal ricorrente per censurare la logica e la completezza del ragionamento della Corte d'appello

  • art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Impone al giudice d'appello, quando riforma un'assoluzione in peius sulla base dell'apprezzamento dell'attendibilità di prove dichiarative già assunte, di assumere direttamente le prove dichiarative (rinnovazione) salvo che la diversa decisione derivi da un differente apprezzamento logico dell'intero compendio probatorio

  • Sez. U. n. 14426 del 28/01/2019 (Pavan)

    Principio sulla ontologica contraddittorietà tra due sentenze (assoluzione e condanna) fondate sulle stesse prove e sugli oneri motivazionali conseguenti alla riforma

  • Sez. U. n. 14800 del 21/12/2017 (Troise)

    Chiarisce i limiti dell'obbligo di rinnovazione delle dichiarazioni: l'obbligo sussiste quando la riforma si fonda su diverso apprezzamento della attendibilità di una prova dichiarativa decisiva

  • Sez. 5, n. 53210 del 19/10/2018 e Sez. 3, n.19958 del 21/09/2016

    Ulteriori pronunce che distinguono i casi in cui la rinnovazione è obbligatoria da quelli in cui la diversa valutazione riguarda il significato complessivo delle prove

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello riforma un'assoluzione basandosi su un diverso apprezzamento dell'attendibilità di una dichiarazione 'decisiva', essa è tenuta a rinnovare l'assunzione di quella prova (assumere direttamente il teste) ai sensi dell'art. 603, comma 3-bis; il mancato rispetto può comportare annullamento in Cassazione.
  • Se la riforma in appello deriva invece da una diversa valutazione logica e complessiva del materiale probatorio e non da una nuova valutazione dell'attendibilità di una singola fonte dichiarativa decisiva, la rinnovazione delle dichiarazioni non è obbligatoria.
  • Quando, in sede di Cassazione, risulti che un singolo capo è prescritto al momento della decisione, la parte della sentenza relativa a quel capo può essere annullata senza rinvio per estinzione del reato.
  • In giudizio di impugnazione l'onere motivazionale è più stringente se si passa da un'assoluzione a una condanna sulle stesse prove: la Corte deve esplicitare e giustificare perché le stesse risultanze portano ora a ritenere superata la ragionevole probabilità d'innocenza.
  • Strategia difensiva pratica: contestare la credibilità dei testi chiave, chiedere espressamente la rinnovazione dibattimentale delle loro dichiarazioni in appello quando la condanna si fonda su di esse, e verificare tempestivamente eventuali profili di prescrizione.

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