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Legge

L.R. Toscana 13/2023

Riordino della disciplina regionale del sistema di interventi per il sostegno alle imprese. Modifiche alla l.r. 71/2017.

Normativa regionaleL.R. Toscana 13/2023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la l.r. Toscana 71/2017 ampliando finalità e ambiti degli interventi a favore delle imprese: digitale, transizione ecologica, start-up, crisi aziendali, pari opportunità e filiere. Introduce nuovi fondi e misure su garanzie, finanza innovativa, programmazione negoziata e trasferimento tecnologico, oltre a nuove regole su obblighi, revoche, esclusioni e consulta imprese. In vigore dal 23 marzo 2023.

Riordino della disciplina regionale toscana del sostegno alle imprese e introduzione di misure su transizione digitale, finanziamenti e programmazione negoziata

Riordino della disciplina regionale toscana del sostegno alle imprese

La legge interviene in modo organico sulla l.r. Toscana 71/2017, aggiornandone finalità, ambiti di intervento, strumenti finanziari e regole procedurali. L’obiettivo è rafforzare il sostegno alle imprese toscane, con particolare attenzione a transizione digitale, innovazione, sostenibilità, accesso al credito, pari opportunità e gestione delle crisi.

Finalità e obiettivi dell’intervento regionale

La disciplina regionale del sostegno alle imprese viene ricondotta a una prospettiva di sviluppo sostenibile e orientata a:

  • consolidare, accrescere e diversificare la base produttiva regionale e l’occupazione, con attenzione a occupazione giovanile e femminile;
  • sostenere la digitalizzazione delle imprese;
  • favorire Green deal europeo, economia circolare e autosufficienza energetica;
  • consolidare start-up e PMI innovative;
  • diffondere l’economia collaborativa in forma d’impresa;
  • sostenere l’accesso al credito e gli strumenti finanziari;
  • contrastare ogni discriminazione e favorire la parità di genere.

Tra le finalità operative rientra anche l’accompagnamento agli investimenti delle imprese nel territorio toscano.

Ambiti di intervento ampliati

Gli interventi regionali possono riguardare, oltre ai tradizionali sostegni alle imprese, anche:

  • costituzione, sviluppo e consolidamento di imprese e start-up innovative;
  • sostegno ai processi di risoluzione delle crisi aziendali;
  • indennizzo, totale o parziale, dei danni materiali e immateriali causati da eventi calamitosi o eccezionali di carattere emergenziale;
  • transizione digitale;
  • parità di genere e pari opportunità;
  • consolidamento delle filiere di fornitura e di produzione.

È inoltre prevista la promozione e l’accompagnamento degli investimenti tramite accordi di collaborazione e partenariato economico, finanziario e scientifico-tecnologico con istituzioni internazionali, nazionali e locali, protocolli con investitori italiani e stranieri e integrazione tra politiche regionali e politiche locali.

Accesso unico e coordinato ai servizi regionali

La Regione è chiamata a garantire un accesso unico e coordinato alle strutture regionali coinvolte nel sostegno agli investimenti, con funzioni di:

  • informazione sulle opportunità di finanziamento pubblico regionale, nazionale e comunitario;
  • raccordo con uffici regionali, enti locali e sistema camerale per attività amministrative e promozionali;
  • collegamento con la ricerca pubblica regionale e con gli incubatori di start-up;
  • supporto a progettualità integrate pubblico-private e alla collaborazione tra imprese.

Questo sistema è sviluppato insieme alle associazioni di categoria extra-agricole presenti nel tavolo di concertazione generale.

Infrastrutture pubbliche di servizio alle imprese

Per gli interventi sulle infrastrutture pubbliche di servizio alle imprese vengono espressamente escluse:

  • opere di bonifica;
  • opere di messa in sicurezza idraulica del territorio;
  • opere di depurazione;
  • infrastrutture connesse al sistema della mobilità e del trasporto.

Sostegno alla transizione digitale e tecnologica

La legge inserisce una specifica disciplina per la transizione digitale e tecnologica delle micro, piccole e medie imprese. Gli interventi regionali possono riguardare:

  • transizione digitale dei processi produttivi manifatturieri e dei servizi;
  • investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione nella manifattura sostenibile, integrata, adattiva, personalizzata e sicura;
  • nuovi modelli di business e creazione/sviluppo di nuove imprese;
  • modalità organizzative di produzione e lavoro sostenibili anche rispetto all’equilibrio vita-lavoro;
  • contaminazione fra saperi tradizionali e nuove tecnologie.

Ecosistema regionale del trasferimento tecnologico

Viene istituito un ecosistema regionale del trasferimento tecnologico come sistema di cooperazione aperto tra attori pubblici e privati per favorire l’applicazione delle tecnologie digitali nei sistemi produttivi e nei servizi.

L’ecosistema si articola in aggregazioni organizzate, tra cui:

  • strutture o raggruppamenti di soggetti pubblici e privati;
  • partenariati allargati;
  • campi nazionali di ricerca e sviluppo;
  • ecosistemi dell’innovazione.

Le aggregazioni possono comprendere imprese, organismi di ricerca, centri e infrastrutture di trasferimento tecnologico, digital innovation hub, competence center, distretti tecnologici regionali e organizzazioni senza scopo di lucro. La Regione coordina il sistema mediante un comitato di indirizzo presso la Giunta regionale.

La Giunta deve definire composizione e funzionamento del comitato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della relativa previsione, sentita la consulta competente. La partecipazione è gratuita e non dà diritto a rimborsi spese.

Tipologie di intervento e strumenti finanziari

La disciplina delle tipologie di intervento viene aggiornata per rafforzare gli strumenti finanziari. In particolare, sono ricompresi:

  • il fondo centrale di garanzia e il sostegno agli intermediari finanziari e ai confidi che operano sul territorio regionale;
  • strumenti di finanza innovativa e alternativa;
  • interventi non più limitati al microcredito nella formulazione precedente.

Sono inoltre previsti interventi tramite prestazioni di garanzia, inclusi casi specifici di anticipazioni, con estensione a taluni beneficiari pubblici nei limiti previsti.

Interventi strategici e programmazione negoziata

La disciplina degli interventi strategici viene estesa anche ai progetti del settore turistico.

Viene istituito il fondo per la programmazione negoziata, destinato al sostegno delle imprese, anche mediante strumenti finanziari, per la realizzazione di progetti di investimento strategici tramite procedura negoziale. Il fondo è alimentato con risorse del fondo unico per le imprese e la Giunta regionale deve disciplinarne il funzionamento entro 90 giorni dall’entrata in vigore della norma istitutiva.

Fondo “nuova finanza toscana”

Per favorire l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese è istituito il fondo “nuova finanza toscana”, finalizzato all’attivazione di strumenti finanziari in forma di:

  • garanzia;
  • prestito;
  • equity;
  • quasi equity;
  • eventuali sovvenzioni abbinate.

Il fondo comprende, tra l’altro:

  • la sezione speciale “Toscana” del Fondo di garanzia per le PMI;
  • fondi regionali di garanzia complementari e integrativi, anche in riassicurazione e anche per imprese con rating positivo ma prive dei requisiti del fondo statale;
  • risorse per abbattimento di commissioni di garanzia o tassi d’interesse;
  • finanziamenti agevolati di medio-lungo termine, incluso il microcredito;
  • risorse per altri strumenti finanziari;
  • risorse per operazioni in partenariato con istituzioni finanziarie pubbliche e private, fondazioni bancarie e operatori specializzati.

Il fondo è alimentato con risorse del fondo unico per le imprese.

Rendicontazione e semplificazione

Per semplificare l’accesso alle agevolazioni si applicano, a tutte le tipologie di intervento salvo diverse norme statali o europee, le modalità di rendicontazione dell’articolo 53 del regolamento (UE) 1060/2021.

Fino all’adozione delle relative disposizioni attuative continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti.

Procedimenti di concessione

I procedimenti di concessione delle agevolazioni si concludono con provvedimento di concessione o di diniego notificato al beneficiario.

Obblighi dei beneficiari e condizioni di mantenimento

Gli obblighi a carico dei beneficiari vengono ridisegnati. In via generale, il periodo di mantenimento degli impegni è portato a cinque anni; per le agevolazioni destinate esclusivamente alle PMI può essere ridotto a tre anni con deliberazione della Giunta in conformità alla normativa europea.

Le imprese beneficiarie devono inoltre garantire ai dipendenti l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale.

Per gli investimenti in infrastrutture pubbliche, l’obbligo di mantenimento dell’investimento, della localizzazione in Toscana e della finalità agevolata dura dieci anni dall’erogazione del saldo, purché l’opera sia entrata in funzione; se non lo è, il termine decorre dall’entrata in funzione.

Rimodulazione e riduzione dei progetti

Prima dell’avvio, durante la realizzazione o in fase di rendicontazione, l’impresa può chiedere la riduzione o la rimodulazione del progetto secondo le modalità previste dal bando. La riduzione non comporta revoca dell’agevolazione.

La disciplina si applica, per quanto compatibile, anche agli investimenti in infrastrutture pubbliche.

Revoca delle agevolazioni

La revoca totale è disposta in caso di:

  • mancata realizzazione del progetto;
  • realizzazione in misura inferiore alla percentuale minima prevista dal bando.

La revoca può scattare anche per inadempimento di requisiti e obblighi, rinuncia all’agevolazione oltre 90 giorni dalla comunicazione di assegnazione, o per la mancata applicazione del CCNL entro 90 giorni dalla notifica dell’accertamento.

In caso di rinuncia tardiva, il beneficiario deve rimborsare forfettariamente i costi istruttori secondo criteri definiti dalla Giunta regionale.

Le regole di revoca si applicano anche agli investimenti in infrastrutture pubbliche; il mancato rispetto dell’obbligo di mantenimento comporta revoca totale, salvo quanto previsto per la revoca parziale.

Revoca parziale

La revoca parziale viene graduata in funzione del tempo trascorso dall’erogazione del saldo.

Per le ipotesi ordinarie:

  • primi 12 mesi: revoca al 100%;
  • dal 13º al 24º mese: 90%;
  • dal 25º al 36º mese: 75%;
  • dal 37º al 48º mese: 65%;
  • dal 49º mese: 50%.

Per le ipotesi di cui al comma 1 bis, la revoca è:

  • primi 12 mesi: 100%;
  • dal 13º al 24º mese: 75%;
  • dal 25º mese: 50%.

Le stesse disposizioni valgono anche per il mancato rispetto dell’obbligo di mantenimento dell’investimento.

Esclusione dalle agevolazioni

Per due anni dalla revoca totale, non possono accedere a nuove agevolazioni le imprese colpite da revoca totale per:

  • violazioni gravi previste dalla disciplina regionale;
  • dichiarazioni mendaci;
  • venir meno dell’investimento agevolato;
  • venir meno dell’unità produttiva localizzata in Toscana;
  • provvedimenti definitivi sul contrasto al lavoro nero e sommerso.

Sono esclusi anche i soggetti con debiti scaduti e non pagati superiori a 5.000 euro derivanti da precedenti revoche. La regola si applica anche in presenza di dilazioni non rispettate o di debiti iscritti a ruolo.

L’interessato può regolarizzare la posizione entro 30 giorni dalla contestazione durante l’istruttoria. Le esclusioni non operano se è rispettato un piano di rateizzazione concordato con la Regione dopo una revoca.

Contrasto al lavoro nero e sommerso

La durata del periodo richiamato nella disciplina del contrasto al lavoro nero e sommerso viene ridotta da tre a due anni.

Interventi per eventi calamitosi o emergenziali

Gli interventi per danni da eventi calamitosi o eccezionali di carattere emergenziale sono attuati:

  • secondo la normativa statale, se l’intervento è previsto e regolato dallo Stato;
  • altrimenti secondo la legge regionale, con esclusione di alcune previsioni procedurali e di mantenimento indicate dalla norma.

Contrasto alle discriminazioni e alle molestie nei luoghi di lavoro

Le imprese beneficiarie si impegnano a promuovere prevenzione e contrasto delle discriminazioni e delle molestie nei luoghi di lavoro.

Consulta delle imprese

È istituita la Consulta delle imprese come sede permanente di confronto sulle politiche per la crescita, lo sviluppo, la qualificazione e l’evoluzione del sistema imprenditoriale regionale.

La consulta tratta, tra le altre, questioni relative a:

  • transizione digitale e innovazione;
  • Green deal ed economia circolare;
  • occupazione;
  • internazionalizzazione;
  • accesso al credito e struttura finanziaria delle MPMI;
  • filiere territoriali e catene del valore;
  • turismo e commercio;
  • imprenditoria femminile, sociale e cooperazione;
  • industria, artigianato, programmazione negoziata e interventi strategici.

È presieduta dal Presidente della Giunta regionale o da un assessore delegato. Ne fanno parte rappresentanti delle associazioni di categoria extra-agricole, dei sindacati e degli enti locali del tavolo di concertazione generale. La Giunta definisce numero, designazioni e funzionamento; la partecipazione è gratuita e non dà diritto a rimborsi.

Abrogazioni e disposizioni finali

La legge dispone l’abrogazione dell’articolo 24 della l.r. 71/2017 e aggiorna il quadro delle abrogazioni della stessa legge regionale, includendo ulteriori previsioni della normativa sul sistema cooperativo e sulle start-up innovative.

È inoltre stabilito che dalla legge non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana, quindi dal 23 marzo 2023.

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