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Ordinanza

Ordinanza n. 4748/2026 - Roma, Sezione 1Q

per l'annullamento a) dell’atto del 18 marzo 2025 prot. n. 5156 dell’Ufficio Corsi - Istituto per Ispettori di Nettuno – Polizia di Stato, notificata a mani, in pari data, alla ricorrente, avente a oggetto “19° Corso di formazione per Allievi Vice Ispettori della Polizia di Stato. -OMISSIS-, nata a -OMISSIS- il -OMISSIS-, già agente Perid. -OMISSIS- - COMUNICAZIONE”; b) di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali a quello impugnato, se e in quanto lesivi degli interessi della ricorrente, ivi compreso l’eventuale decreto di dimissione dal corso di formazione in questione; nonché per l’accertamento e la declaratoria dell’illegittimità della condotta tenuta dalle amministrazioni resistenti per aver respinto l’istanza presentata dalla ricorrente in data 9 febbraio 2025 con la quale la stessa chiedeva all’Istituto per Ispettori di Nettuno “di voler consentire, durante il congedo obbligatorio per maternità, la fruizione delle lezioni teoriche del corso, ivi comprese quelle universitarie, in modalità on line, come previsto sia nel vademecum che nella convenzione con l’Università La Sapienza”.

Giustizia amministrativa202505831

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Comunicazione dell'Istituto per Ispettori di Nettuno che respinge la richiesta di fruizione online delle lezioni del corso durante il congedo obbligatorio per maternità, nonché gli atti consequenziali, incluso l'eventuale decreto di dimissione

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato la comunicazione del 18 marzo 2025 con cui l'Istituto per Ispettori di Nettuno avrebbe respinto l'istanza del 9 febbraio 2025 volta a ottenere, durante il congedo obbligatorio per maternità, la possibilità di seguire online le lezioni teoriche del 19° corso di formazione per allievi vice ispettori della Polizia di Stato, comprese quelle universitarie, secondo quanto previsto dal vademecum e dalla convenzione con l'Università La Sapienza. Ha inoltre chiesto l'annullamento degli atti presupposti, connessi e consequenziali, compreso l'eventuale decreto di dimissione, e l'accertamento dell'illegittimità della condotta amministrativa. A seguito dell'ordinanza cautelare del 4 giugno 2025, la ricorrente ha concluso positivamente il corso ed è stata inserita nella graduatoria definitiva con riserva. Il testo dell'ordinanza non specifica gli ulteriori motivi di illegittimità dedotti nel ricorso.

La decisione

Il TAR non ha definito nel merito la controversia. Ha ritenuto che la ricorrente conservi l'interesse alla decisione, poiché l'amministrazione ha mantenuto la riserva sull'esito del corso nonostante il positivo completamento dello stesso e l'inserimento nella graduatoria definitiva. Considerato l'elevato numero dei soggetti collocati nella graduatoria, il Collegio ha ordinato l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti gli interessati, autorizzando la notificazione per pubblici proclami mediante pubblicazione sul sito internet del Ministero dell'Interno di un sunto del ricorso, degli estremi dell'ordinanza e dell'indicazione nominativa dei graduati. La ricorrente dovrà adempiere entro 30 giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza e depositare la prova dell'adempimento entro i successivi 10 giorni. È stata fissata l'udienza pubblica del 6 novembre 2026 per la prosecuzione del giudizio. Il Ministero è stato invitato a depositare eventuali provvedimenti medio tempore adottati, soprattutto quelli diretti a rimuovere la riserva e ad assumere la ricorrente a pieno titolo nella nuova qualifica, eventualmente determinando la cessazione della materia del contendere. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della ricorrente a tutela dei suoi diritti.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, quale base per l'oscuramento dei dati identificativi della ricorrente.

Massime di principio

  • Quando il provvedimento amministrativo mantiene una riserva sull'esito di una procedura selettiva o formativa, il partecipante conserva l'interesse a una pronuncia di merito anche se, in esecuzione di una misura cautelare, ha completato positivamente il percorso ed è stato inserito nella graduatoria, poiché la riserva continua a produrre un'incertezza lesiva sulla sua posizione.
  • In presenza di un numero elevato di controinteressati collocati in una graduatoria, il giudice amministrativo può ordinare l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti interessati e autorizzare la notificazione per pubblici proclami mediante pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione.
  • La notificazione per pubblici proclami autorizzata dal giudice deve essere eseguita entro il termine perentorio stabilito nell'ordinanza, con successivo deposito, entro il termine assegnato, della documentazione comprovante l'avvenuto adempimento.
  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento amministrativo che rimuova la riserva e riconosca pienamente la posizione del ricorrente può determinare la cessazione della materia del contendere, da valutare alla luce dell'effettiva soddisfazione della pretesa azionata.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeReclutamento e idoneità
RamiProcesso amministrativoForze armate e forze di polizia
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTutela del terzoSopravvenuta carenza di interesse

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