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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45742/2023 del 14/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP che aveva convalidato il daspo del Questore: 1) censura per mancato controllo effettivo del provvedimento perché il GIP avrebbe deciso avendo a disposizione solo fotogrammi e non i video integrali; 2) assenza di motivazione sulla necessità e urgenza dell'adozione del daspo.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero valutazioni di fatto prive di specificità: la relazione di servizio era dettagliata e il ricorrente non ha fornito elementi alternativi o dimostrato violazione del diritto di difesa né di essersi attivato per ottenere i video. Quanto alla necessità e urgenza, il GIP ha correttamente valutato il rischio attuale di partecipazione del ricorrente ad eventi sportivi violenti, anche alla luce di un precedente daspo (2016-2019) e della negativa personalità del prevenuto; il ritardo temporale di 50 giorni dall'evento non inficia la necessità della misura perché va valutata rispetto alla prossimità di competizioni future. Perciò il ricorso è inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento in via equitativa di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Sez. 3, n. 1771 del 04/11/2020 (Colangelo, Rv. 280285-01)

    Principio secondo cui per la convalida non è richiesta la certezza della prova: è sufficiente una valutazione indiziaria sull'attribuzione della condotta al destinatario del provvedimento.

  • Sez. 3, n. 23305 del 28/01/2016 (Califano, Rv. 267294-01)

    La necessità e l'urgenza della misura vanno valutate rispetto all'attualità o prossimità di competizioni sportive e al rischio di partecipazione, non esclusivamente in relazione agli episodi che hanno determinato la misura.

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'onere delle spese in caso di inammissibilità del ricorso: il ricorrente è tenuto a sostenere le spese del procedimento.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per valutare la responsabilità del ricorrente: la corte ha disposto un versamento equitativo alla Cassa delle Ammende pur ritenendo che non vi fosse prova di colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità.

Massime di principio

  • Il GIP può convalidare un daspo sulla base di una valutazione indiziaria e su documentazione di polizia anche se non dispone di video integrali; l'assenza del filmato non invalida automaticamente la convalida se la relazione è dettagliata.
  • Una censura generica sull'omesso esame di prove (es. video) è debole: chi impugna deve indicare elementi di fatto alternativi o dimostrare specificamente la lesione del diritto di difesa (ad es. aver chiesto senza esito la visione del materiale probatorio).
  • La necessità e l'urgenza delle misure di prevenzione per eventi sportivi si valutano in relazione alla prossimità/attualità di competizioni e al rischio concreto di partecipazione violenta, non solo rispetto alla data dei fatti originari.
  • Pregresse misure analoghe e comportamenti violenti reiterati aumentano la probabilità di convalida di un daspo: la recidiva o la mancanza di segni di resipiscenza sono elementi rilevanti.
  • In caso di inammissibilità del ricorso il ricorrente può essere condannato alle spese e, anche in assenza di colpa grave, può essere disposto un versamento equitativo alla Cassa delle Ammende; pertanto valutare preliminarmente la fondatezza formale del ricorso prima di proporlo.
  • Per difendersi efficacemente in una situazione simile è utile: documentare tentativi di accesso alle prove, produrre elementi probatori alternativi che confutino l'attribuzione della condotta, e dimostrare eventuali vizi procedurali o di motivazione rispetto alla necessità/urgenza della misura.

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