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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1049/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che li aveva ritenuti responsabili, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione di merce, bancarotta documentale per irregolare tenuta delle scritture e falsificazione del libro giornale per gli anni 2013-2014, nonché di bancarotta semplice per non aver chiesto il fallimento benché il capitale fosse azzerato dal 2012. Zuffanelli ha dedotto: (1) vizio di motivazione sulla bancarotta documentale, sostenendo che il curatore abbia potuto ricostruire il patrimonio; (2) carenza di motivazione sulla bancarotta semplice per mancata prova della colpa grave; (3) carenza di motivazione sull'elemento soggettivo della bancarotta distrattiva. Asti ha dedotto: (1) mancata considerazione di documenti prodotti in difesa (sentenza commissione tributaria, sentenza di assoluzione per reato tributario) e omissione di rinnovazione istruttoria; (2) violazione di norme processuali e mancata valutazione della sua tesi difensiva che lo vedeva occupato solo della parte commerciale, non amministrativa, nonché mancanza di prova del dolo nella falsificazione/documentazione. Entrambe le difese hanno chiesto riconsiderazione delle valutazioni probatorie rese dai giudici di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Motivazione: i motivi erano largamente reiterativi delle censure già proposte in appello e generici, privi della specificità richiesta per l'ammissibilità; i ricorrenti proponevano sostanzialmente una diversa valutazione dei fatti e delle prove (in particolare delle dichiarazioni del curatore), cosa non consentita in sede di legittimità quando non accompagnata da critiche puntuali e nuove. La Corte ha ritenuto che i giudici del merito avessero correttamente valutato la mancanza di documenti rappresentativi della consistenza delle merci, la falsificazione del libro giornale (anni 2013-2014) e l'esistenza di una situazione di dissesto già dal 2011 (con conseguente colpa grave per omissione della domanda di fallimento). Quanto all'elemento soggettivo, la Corte ha ricordato che per la bancarotta fraudolenta patrimoniale è sufficiente il dolo generico (consapevolezza della idoneità dell'operazione a recare pregiudizio ai creditori). Conseguenze: inammissibilità dei ricorsi; i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, art. 83, comma 12-ter (conv. con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)

    Richiamato in relazione alla procedura di requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale; utilizzato per documentare la conclusione del pubblico ministero in cassazione.

  • Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Legge fallimentare) - disposizioni in materia di reati fallimentari

    La decisione si fonda sui principi sostanziali relativi ai delitti di bancarotta: bancarotta semplice per omissione della domanda di fallimento qualora sussista colpa grave; bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale in relazione a distrazione di beni e falsificazione delle scritture.

  • Orientamenti della Corte di Cassazione (giurisprudenza richiamata: Sez. 5 n. 18108/2018; Sez. 5 n. 51715/2014; Sez. U n. 22474/2016, ecc.)

    Principi applicati: (i) la mancata tempestiva richiesta di fallimento è punibile se dovuta a colpa grave, desumibile da un'omissione consapevole e prolungata nonostante lo stato di dissesto; (ii) per la bancarotta fraudolenta patrimoniale è sufficiente il dolo generico, ossia la consapevolezza che le operazioni possano arrecare pregiudizio ai creditori; (iii) non è necessaria la prova di un nesso causale diretto tra distrazione e fallimento, ma l'esistenza del depauperamento dell'impresa.

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione i motivi devono essere specifici e puntuali: la mera ripetizione delle censure già svolte in appello o la semplice richiesta di diversa valutazione delle prove determina l'inammissibilità.
  • Per la bancarotta documentale la mancata consegna di documenti rilevanti e la falsificazione delle scritture (es. libro giornale) costituiscono elementi decisivi anche se il curatore ha compiuto accertamenti: la possibilità di ricostruzione non esclude responsabilità se mancano documenti chiave o sono stati alterati.
  • La bancarotta semplice per omissione di istanza di fallimento è rilevante quando ricorra colpa grave: va valutata la situazione patrimoniale concreta (esistenza di perdite gravi e debiti consistenti) e la condotta prolungata dell'amministratore/liquidatore che continua l'attività nonostante il dissesto.
  • Per la bancarotta fraudolenta patrimoniale l'elemento soggettivo è il dolo generico; è sufficiente la consapevolezza che le operazioni depauperatrici possano arrecare danno ai creditori, senza bisogno dell'intenzione specifica di arrecare tale danno.
  • Documenti o sentenze favorevoli in altri procedimenti (es. sentenze tributarie o assoluzioni per reati diversi) devono essere specificamente inseriti e collegati al tema decisivo del processo fallimentare per poter incidere; la mera menzione non è sufficiente.
  • La strategia difensiva in cassazione deve mirare a punti di diritto precisi e motivati; contestazioni generiche sulla valutazione della prova dai giudici di merito raramente superano il filtro di ammissibilità.

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