Sentenza n. 1658/2026 - Firenze, Sezione 1
per l’ottemperanza della Sentenza n. 425/2024 - RG n. 1025/2023 – pubblicata il 12/06/2024, emessa dal Tribunale di Siena, Sez. lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza n. 425/2024 del Tribunale di Siena, passata in giudicato, che aveva accertato il suo diritto all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti e condannato il Ministero al riconoscimento di euro 500,00 annui per ciascuno degli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, oltre interessi legali. La sentenza era stata notificata al Ministero il 30 luglio 2024 ai fini esecutivi. La ricorrente ha dedotto l’inesecuzione del giudicato e ha proposto il ricorso per ottemperanza il 29 novembre 2025, dopo il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996. Il Ministero, ritualmente intimato, non si è costituito.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che la sentenza del Tribunale di Siena era passata in giudicato, che era stato rispettato il termine dilatorio di centoventi giorni per l’avvio dell’esecuzione nei confronti dell’amministrazione e che non risultava intervenuta l’esecuzione spontanea. Ha ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di dare immediata e integrale esecuzione al giudicato entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, mediante accredito sulla Carta del docente di euro 500,00 per ciascuno dei tre anni scolastici indicati, oltre interessi legali. Per l’eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, o un funzionario delegato, attribuendogli sessanta giorni per provvedere. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario della ricorrente.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado
La disposizione costituisce il fondamento della Carta del docente, oggetto del diritto riconosciuto dal giudicato da eseguire.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996
termine dilatorio di centoventi giorni
Il termine dilatorio per l’avvio dell’esecuzione nei confronti dell’amministrazione risultava rispettato, poiché il ricorso per ottemperanza era stato notificato oltre centoventi giorni dalla notificazione della sentenza ai fini esecutivi.
Massime di principio
- Il giudice amministrativo può accogliere l’azione di ottemperanza quando il provvedimento giurisdizionale da eseguire è passato in giudicato, è stato ritualmente notificato all’amministrazione e quest’ultima non ha dato spontanea esecuzione agli obblighi conformativi o patrimoniali stabiliti.
- Nei confronti di un’amministrazione debitrice deve essere rispettato il termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996 prima dell’avvio dell’esecuzione; verificato il suo decorso, il giudizio di ottemperanza può essere proposto per l’inadempimento dell’amministrazione.
- In caso di persistente inottemperanza all’ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell’ottemperanza può nominare un commissario ad acta, fissandogli un termine per provvedere in sostituzione dell’amministrazione e consentendogli la delega nei limiti indicati nella sentenza.
- Le spese del giudizio di ottemperanza seguono la soccombenza dell’amministrazione inadempiente; nella loro liquidazione il giudice può considerare il carattere seriale e la non elevata complessità della controversia.
Come è indicizzato
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