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Sentenza

Sentenza del 13/12/2023 n. 34946 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia impugnava la sentenza della C.T.R. Abruzzo che aveva rigettato l'appello dell'ufficio e riconosciuto alla resistente il rimborso degli oneri sostenuti per una polizza fideiussoria richiesta in relazione a rimborsi IVA per gli anni 2012-2014. L'Amministrazione deduceva la violazione dell'art. 8 L. 27 luglio 2000, n. 212 sostenendo che il rimborso delle spese di fideiussione sarebbe dovuto solo per polizze richieste nelle more dell'attività di accertamento (e non per garanzie prestate per ottenere il rimborso IVA) e che, peraltro, la normativa introdotta dalla legge europea 2017 (che ha previsto un ristoro forfetario a decorrere dalle richieste 2018) dimostrerebbe l'inapplicabilità della tutela per i periodi controversi.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia. Ha richiamato la giurisprudenza di legittimità che interpreta l'art. 8, comma 4, dello Statuto del contribuente in senso estensivo, riconoscendo il diritto al rimborso degli oneri fideiussori anche quando la garanzia è prestata per ottenere il rimborso del credito IVA. Ha altresì richiamato il principio di neutralità fiscale e la giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue che impone che il sistema di rimborso non faccia correre rischi finanziari al soggetto passivo. La Corte ha confermato che il diritto sorge quando l'amministrazione ha espressamente riconosciuto il credito o siano spirati i termini di accertamento. Ha condannato l'Agenzia al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente), art. 8, comma 4

    L'amministrazione finanziaria è tenuta a rimborsare il costo delle fideiussioni... Il rimborso va effettuato quando sia stato definitivamente accertato che l'imposta non era dovuta o era dovuta in misura minore rispetto a quella accertata

    Riconosciuto come norma che attribuisce un diritto soggettivo al contribuente in tutela dell'integrità patrimoniale; la locuzione "ha dovuto richiedere" comprende anche fideiussioni richieste per ottenere il rimborso del credito IVA e anche polizze antecedenti l'entrata in vigore della norma

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 30 e 38-bis

    Norme sui rimborsi IVA e sulle garanzie richieste per l'erogazione dei rimborsi

    Il combinato disposto originario era ritenuto troppo gravoso e fonte di rischio per il contribuente; modifiche legislative e giurisprudenza hanno limitato l'onere della garanzia e chiarito il diritto al ristoro degli oneri

  • Direttiva 2006/112/CE, art. 183, par. 1

    Principio di neutralità dell'IVA: gli Stati membri non possono adottare misure di rimborso che facciano gravare sul soggetto passivo il costo dell'imposta, né far correre rischi finanziari al contribuente che richiede il rimborso

  • Legge 20 novembre 2017, n. 167, art. 7 (legge europea 2017)

    Ha introdotto un ristoro forfetario (0,15% dell'importo garantito per anno) a favore dei contribuenti per le spese della garanzia: la disposizione si applica prospectivamente alle richieste presentate a partire dal 2018; tuttavia la sua introduzione non esclude il diritto riconosciuto dall'art. 8 dello Statuto del contribuente per periodi anteriori

  • D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, art. 13

    Ha generalizzato, riducendoli, i casi in cui il rimborso IVA può essere erogato senza prestazione di garanzia, come intervento in attuazione delle osservazioni europee sui tempi e oneri dei rimborsi

  • Cass. n. 16409/2015 e Cass. n. 20024/2023

    La Corte di Cassazione ha già affermato che l'art. 8, comma 4, dà diritto al rimborso degli oneri fideiussori anche per garanzie prestate per ottenere rimborsi IVA e che tale diritto sorge all'atto del riconoscimento del credito da parte dell'ufficio o alla scadenza dei termini di accertamento

Massime di principio

  • Il rimborso delle spese per fideiussione è riconosciuto in tutela dell'integrità patrimoniale del contribuente: si applica anche quando la garanzia è richiesta per ottenere il rimborso del credito IVA, non solo nelle fasi di accertamento ordinarie.
  • Il diritto al rimborso sorge quando l'amministrazione ha espressamente riconosciuto il credito o sono spirati i termini per l'accertamento; il contribuente deve documentare l'onere sostenuto per la garanzia.
  • L'introduzione di un ristoro forfetario nella normativa successiva (legge europea 2017) è efficace soltanto per le richieste a decorrere dalla data prevista dalla legge e non annulla i diritti riconosciuti a titolo di tutela costituzionale/statutaria per periodi anteriori.
  • La disciplina nazionale sui rimborsi IVA deve essere interpretata alla luce del principio di neutralità fiscale sancito dalla direttiva UE: non si possono adottare modalità che trasferiscano il rischio finanziario del rimborso sul contribuente.
  • In casi simili, il contribuente che ha dovuto prestare garanzia per ottenere un rimborso IVA può chiedere il rimborso degli oneri fideiussori anche se non è seguito un formale atto di accertamento; l'elemento decisivo è il riconoscimento del credito o l'esaurimento dei termini di verifica.
  • L'Amministrazione può impugnare una simile interpretazione, ma la giurisprudenza di legittimità è consolidata nel senso della tutela estensiva e la parte soccombente può essere condannata alle spese processuali.

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