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Sentenza

Sentenza n. 2237/2026 - Catania, Sezione 2

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Messina - Sezione Lavoro - n. 2336/2023 del 6 dicembre 2023;

Giustizia amministrativa202600746

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Messina – Sezione Lavoro n. 2336/2023, che aveva riconosciuto il diritto al beneficio della Carta elettronica del Docente per gli anni scolastici 2020/21, 2021/22 e 2022/23

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Messina – Sezione Lavoro n. 2336/2023, notificata al Ministero il 7 dicembre 2023, con la quale era stato riconosciuto il diritto al beneficio economico complessivo di euro 1.500,00 tramite la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del personale docente, oltre interessi legali, ed era stata pronunciata la condanna del Ministero all’accredito della somma. Il ricorrente ha dedotto la persistente inottemperanza dell’Amministrazione. Il TAR ha preliminarmente verificato il rispetto del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, rilevando che il ricorso era stato notificato il 1° aprile 2026, oltre due anni dopo la notificazione della sentenza. Inizialmente mancava l’attestazione di passaggio in giudicato del titolo; a seguito dell’ordinanza istruttoria del TAR, il ricorrente ha depositato l’attestazione di segreteria del 30 gennaio 2026, comprovando il passaggio in giudicato della sentenza civile.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo comprovati sia il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione sia il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Messina. Ha quindi ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di adempiere, mediante accredito sulla Carta elettronica del Docente, all’obbligo di corrispondere euro 1.500,00, oltre interessi legali dalla maturazione del diritto fino al soddisfo, entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato un commissario ad acta, individuato nel responsabile della Direzione Generale competente del Ministero, con facoltà di delega a un funzionario apicale, assegnandogli ulteriori 60 giorni per provvedere. Il Ministero è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 552,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 669/1996

    termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione

    Il termine dilatorio deve essere rispettato prima dell’attivazione del giudizio di ottemperanza nei confronti dell’amministrazione; nel caso concreto risultava ampiamente decorso.

  • art. 1 l. 107/2015

    beneficio economico tramite la “Carta elettronica” per l’aggiornamento e la formazione del personale docente

    Costituisce il fondamento normativo del beneficio economico riconosciuto dal titolo giudiziale posto in esecuzione.

  • art. 22, comma 36, l. 724/1994

    interessi legali dalla maturazione del diritto al soddisfo

    È stato applicato quale fondamento della corresponsione degli interessi legali sulla somma dovuta.

  • art. 26, comma 1, c.p.a.

    Richiamato, unitamente all’art. 93 c.p.c., per la regolazione delle spese del giudizio di ottemperanza.

  • art. 93, comma 1, c.p.c.

    Richiamato quale base per la distrazione delle spese in favore dei difensori che hanno dichiarato di aver anticipato le spese e di non aver riscosso i compensi.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza a una sentenza non appartenente alla giurisdizione amministrativa presuppone la prova del passaggio in giudicato del titolo giudiziale; la mera richiesta di rilascio dell’attestazione di passaggio in giudicato non è sufficiente, ma la relativa carenza documentale può essere regolarizzata mediante deposito dell’attestazione su ordine istruttorio del giudice.
  • Il giudizio di ottemperanza nei confronti di una pubblica amministrazione è proponibile solo dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo previsto dall’art. 14 d.l. 669/1996; il termine è rispettato quando tra la notificazione del titolo e la notificazione del ricorso siano trascorsi più di 120 giorni.
  • Accertata l’inottemperanza a un giudicato che impone il pagamento di una somma o l’accredito di un beneficio, il giudice dell’ottemperanza può ordinare all’amministrazione di adempiere entro un termine determinato e nominare preventivamente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia, fissando un termine ulteriore per l’esecuzione sostitutiva.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l’amministrazione soccombente può essere condannata alla rifusione delle spese processuali, con distrazione in favore dei difensori della parte vittoriosa che abbiano dichiarato di aver anticipato le spese e di non aver riscosso i compensi.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolasticoSpese di lite
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaTermini del procedimentoEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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