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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18422/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Palermo che, accogliendo in parte l'appello della Procura, le ha applicato cumulativamente l'obbligo di dimora nel comune di residenza e l'interdizione dall'esercizio di imprese/uffici direttivi per un anno (artt. 81, 512-bis, 110 c.p.). I motivi di ricorso per cassazione contestano: 1) l'ammissione dell'appello del Pubblico Ministero per aspecificità e genericità; 2) la violazione e la errata applicazione dell'art. 512-bis c.p. e la carenza motivazionale sulla sussistenza della provvista indiziaria, con critica alla valutazione delle fonti di provenienza delle risorse e al ruolo attribuito alla Nogara come prestanome; 3) la mancanza del dolo specifico richiesto per il reato di trasferimento fraudolento di valori; 4) la violazione dell'art. 274 c.p.p. per presunta carenza di valutazione dell'attualità del pericolo di reiterazione, sostenendo che non sussistono potenzialità di reiterazione stante il blocco dei beni riconducibili al dominus Stracuzzi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 alla cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto che: 1) il controllo di legittimità in materia di misure cautelari è limitato a violazioni di norme o a manifesta illogicità della motivazione, senza possibilità di riesaminare i fatti; 2) l'appello del Pubblico Ministero non era generico ma articolato su specifici elementi indiziari; 3) il Tribunale ha adeguatamente motivato la gravità indiziaria richiamando conversazioni intercettate e ricostruzione dei flussi patrimoniali, configurando la Nogara come prestanome concorsuale nello schema di intestazione fittizia per conto dello Stracuzzi; 4) in tema di art. 512-bis c.p. la Corte ha ribadito che la fattispecie richiede l'attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di beni, ma che chi assume la titolarità fittizia risponde a titolo di concorso se agisce consciamente e volontariamente o, secondo orientamento condiviso, anche se non possiede il dolo specifico purché sia consapevole che un altro concorrente agisca con tale dolo; 5) la valutazione sull'attualità del pericolo ex art. 274 c.p.p. è stata correttamente svolta in termini prognostici e non richiede la dimostrazione di una specifica occasione imminente di delinquere.

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen.

    Il reato è caratterizzato dall'attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità; la Corte conferma che la mera gestione occulta non equivale automaticamente al trasferimento fittizio, ma chi assume la titolarità fittizia può rispondere a titolo di concorso se agisce consciamente o è consapevole del dolo specifico di altro concorrente

  • art. 81 cod. pen.

    Principio di concorso di persone nel reato; applicato per qualificare la partecipazione della ricorrente quale concorso nella fattispecie

  • art. 110 cod. pen.

    Applicato per regolare il concorso di persone nel reato, richiamato nella imputazione e nella motivazione del Tribunale

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Norma sulla valutazione della provvista indiziaria; la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale abbia correttamente desunto la provvista da conversazioni intercettate e ricostruzione di flussi patrimoniali

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Regola il requisito dell'attualità del pericolo per le misure cautelari; interpretato come esigenza prognostica sulla possibilità di condotte reiterative, non come necessità di una specifica occasione imminente di delinquere

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama i limiti nella esposizione dei motivi in ricorso per cassazione; il ricorso si è attenuto ai limiti per la motivazione

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso misure cautelari personali è ammissibile solo per violazione di norme o manifesta illogicità della motivazione: non è luogo per rimettere in discussione la valutazione dei fatti fatta dal giudice di merito.
  • In tema di art. 512-bis c.p., non basta dimostrare la mera gestione effettiva di una società: è rilevante l'attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di beni. Tuttavia, chi assume la titolarità fittizia può essere ritenuto concorrente se agisce consciamente o è consapevole che un altro concorrente agisca con dolo specifico.
  • La mancanza di un dolo specifico personale non esclude la responsabilità per concorso, quando il soggetto interposto sia consapevole che altri agiscono con la finalità elusiva richiesta dalla norma.
  • La valutazione dell'attualità del pericolo per misure cautelari (art. 274 c.p.p.) è prognostica e non richiede la prova di una specifica opportunità imminente di delinquere; il giudice deve motivare tenendo conto della personalità, delle modalità della condotta e del contesto socio-ambientale.
  • Un appello del Pubblico Ministero non è automaticamente inammissibile per aspecificità: se nella memoria di impugnazione sono indicate allegazioni di elementi indiziari rilevanti, il motivo può essere ritenuto sufficientemente specifico.
  • Quando si affrontano questioni che riguardano flussi patrimoniali e intestazioni societarie, la prova indiziaria (intercettazioni, ricostruzione di flussi, relazioni parentali/affettive) può fondare la gravità indiziaria necessaria per misure cautelari, purché il giudice espliciti nel provvedimento la correlazione logica tra elementi acquisiti e conclusioni cautelari.

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