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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40715/2023 del 05/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Tribunale di Torino ha rimesso alla Corte di cassazione questioni circa la competenza territoriale relative ai capi di imputazione 2), 3), 4), 5), 12) e 13) nel procedimento a carico di numerosi imputati (tra cui Esposito, Muttoni, Alterio, Barbato, De Luca). Alcuni difensori (Esposito, Alterio, Muttoni, Barbato) avevano eccepito che per taluni reati dovesse essere dichiarata la competenza del Tribunale di Roma; il Tribunale di Torino ha ritenuto necessario il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis per chiarire la questione, estendendo la rimessione anche alla posizione di De Luca per connessione. La questione centrale era la determinazione del giudice territorialmente competente in presenza di delitti di corruzione e reati connessi, tenuto conto del criterio del "reato più grave commesso per primo" e della collocazione del momento consumativo (es.: accrediti su conto corrente in banca a Roma il 20/05/2010).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato la competenza territoriale del Tribunale di Roma con riferimento ai reati indicati nei capi d'imputazione 2), 3), 4), 5), 12) e 13), ritenendo che il delitto più grave (corruzione continuata, capo 2) ) sia stato consumato per la prima volta a Roma (accrediti su conto corrente romano il 20/05/2010) e che gli altri reati contestati siano connessi a quello in esecuzione di un medesimo disegno criminoso. La declaratoria di competenza di Roma è stata estesa anche alla posizione dell'imputato Roberto De Luca per effetto della connessione, nonostante il difensore avesse eccepito tardivamente. La Corte ha invece escluso la connessione tra tali reati e gli ulteriori circa ottanta capi per gli altri imputati: per questi ultimi resta la competenza del Tribunale di Torino. Conseguentemente è stato ordinato lo stralcio e la trasmissione degli atti relativi ai reati e agli imputati per i quali Roma è competente, e demandati al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino gli adempimenti di trasmissione.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Introduce la procedura di rimessione pregiudiziale alla Corte di cassazione per questioni di competenza territoriale; autorizza il giudice, d'ufficio o su eccezione di parte, a rimettere la decisione alla Cassazione prima della conclusione della fase preliminare del dibattimento. La Corte rileva che l'ordinanza di rimessione deve essere adeguatamente motivata e accompagnata dagli atti necessari per consentire una decisione con piena cognizione.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Stabilisce che, in caso di connessione, la competenza territoriale si determina in base al reato più grave commesso per primo: la Cassazione ha applicato questo criterio ritenendo Roma competente per il reato più grave (capo 2) ) consumato per primo.

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Richiamato unitamente all'art. 16 per i criteri di determinazione della competenza territoriale (indicazione del luogo di consumazione ai fini della competenza).

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Disciplina la connessione di reati: la Corte ha ritenuto applicabile la connessione (lett. a) e b)) tra i reati ascritti a più imputati quando realizzati in attuazione di un medesimo disegno criminoso, estendendo la competenza risultante al connesso coimputato (es. De Luca).

  • art. 491 cod. proc. pen.

    Norma sulla fase dedicata alle questioni preliminari nel dibattimento; il Tribunale ha esercitato la facoltà di rimessione ex art. 24-bis in tale fase, come consentito dalla disciplina.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo generale di motivazione degli atti giurisdizionali; la Corte sottolinea che l'ordinanza di rimessione deve contenere una motivazione adeguata e una completa esposizione dei dati fattuali e giuridici.

  • art. 21, comma 2 cod. proc. pen.

    Citato in relazione alla riproposizione dell'eccezione di competenza in dibattimento quando l'udienza preliminare non sia stata svolta; contribuisce a delimitare i casi in cui il giudice del dibattimento può rimettere la questione alla Cassazione.

  • artt. 22, comma 3 e 23, comma 1 cod. proc. pen.

    Riferimenti interpretativi rispetto ai limiti e alle modalità di determinazione della competenza territoriale richiamati dalla Corte in connessione con l'art. 24-bis.

  • art. 28 e ss. cod. proc. pen. (riferimento giurisprudenziale)

    Utilizzati come parametro analogico per l'obbligo motivazionale nel conflitto di competenza: il giudice che chiede risoluzione deve motivare la corrispondenza tra la situazione denunciata e la norma.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato per la ratio della norma (art. 24-bis): garantire l'efficienza del processo e la ragionevole durata del procedimento evitando la ripresa duplicata dei processi per rilievi tardivi di incompetenza.

Massime di principio

  • La competenza territoriale, in presenza di reati connessi, si determina in base al reato più grave commesso per primo (art. 16 cod. proc. pen.); se quel reato è risultato consumato in un luogo specifico, la competenza è di quel foro.
  • Quando la dazione di denaro avviene mediante accredito su conto corrente, ai fini della competenza territoriale rileva normalmente il luogo in cui la somma è stata percepita (es.: banca o sede ove è avvenuto l'accredito).
  • L'istituto della rimessione pregiudiziale ex art. 24-bis può essere attivato d'ufficio dal giudice di merito e anche al fine di sanare eccezioni non tempestive, purché ricorrano ragioni di connessione e 'questioni serie' che giustifichino l'intervento della Cassazione.
  • L'ordinanza di rimessione deve essere adeguatamente motivata e corredata degli atti necessari: una motivazione generica o una rimessione "esplorativa" non è conforme ai requisiti richiesti dalla Corte.
  • La declaratoria della Cassazione ha effetto preclusivo: evita che la incompetenza per territorio venga dichiarata successivamente e previene la duplicazione del processo (tutela della ragionevole durata).
  • La Cassazione, investita della questione rispetto ad alcuni imputati/reati, può accertare la competenza anche con riferimento ad altri imputati o reati connessi, estendendo la decisione oltre il perimetro formale delle eccezioni difensive iniziali.
  • In presenza di pluralità di capi e imputati, se non sussiste connessione, il giudice deve disporre lo stralcio e la trasmissione degli atti relativi ai reati per i quali è stata riconosciuta la competenza di altro tribunale, lasciando gli altri reati presso l'ufficio originario.

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