Sentenza n. 3410/2026 - Napoli, Sezione 5
per l'annullamento della disposizione dirigenziale del 16.10.2025 avente ad oggetto “Dichiarazione di inefficacia della SCIA n. -OMISSIS-del 23.6.2017 relativa all'esercizio di attività di vicinato non alimentare in locale commerciale sito in Napoli-OMISSIS- e per il conseguente divieto di prosecuzione delle suddette attività ai sensi dell'art. 19, comma 4, della legge n. 241/90 e s.m.i.”, di tutti gli atti presupposti, ivi compresa la comunicazione di avvio del procedimento del 14.10.2025, nonché delle note della Questura di Napoli del 6.10.2025 e 10.10.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: dichiarazione di inefficacia della SCIA relativa all'esercizio di attività commerciale e conseguente divieto di prosecuzione dell'attività
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha impugnato la disposizione dirigenziale del 16 ottobre 2025 con cui il Comune di Napoli aveva dichiarato inefficace la SCIA presentata nel 2017 per l'esercizio di attività di vicinato non alimentare, disponendo il divieto di prosecuzione dell'attività ai sensi dell'art. 19, comma 4, l. 241/1990. Sono stati impugnati anche gli atti presupposti, la comunicazione di avvio del procedimento e le note della Questura di Napoli. Nel corso dell'udienza pubblica il difensore della parte ricorrente ha dichiarato che era venuto meno l'interesse alla decisione del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a. Il giudice ha ritenuto vincolante, in applicazione del principio dispositivo, la dichiarazione del difensore circa la sopravvenuta carenza di interesse, escludendo la possibilità di decidere comunque il merito. Le spese sono state poste a carico della parte ricorrente secondo il criterio della soccombenza virtuale, desunta dall'esito della fase cautelare, nella quale erano state respinte sia la domanda cautelare in primo grado sia quella proposta in appello. Le spese sono state liquidate in complessivi 2.000 euro, oltre accessori, in parti uguali tra Comune e Questura.
Norme richiamate
art. 19, comma 4, l. 241/1990
Richiamato quale fondamento del divieto di prosecuzione dell'attività conseguente alla dichiarazione di inefficacia della SCIA; il merito della legittimità dell'atto non è stato esaminato per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale norma processuale applicabile alla declaratoria di improcedibilità.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- La dichiarazione del difensore, resa in modo espresso e riferita alla sopravvenuta carenza di interesse della parte, impone al giudice amministrativo di dichiarare l'improcedibilità del ricorso, in applicazione del principio dispositivo, senza procedere alla decisione del merito.
- Quando il giudizio diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, le spese devono essere regolate, salvo compensazione, secondo il criterio della soccombenza virtuale, mediante una sommaria valutazione dell'esito che il processo avrebbe avuto se fosse stato deciso nel merito.
- L'esito della fase cautelare, comprese le eventuali decisioni cautelari rese in appello, può costituire elemento per determinare la soccombenza virtuale ai fini della liquidazione delle spese nel giudizio dichiarato improcedibile.
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