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Ordinanza

Ordinanza n. 235/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del Decreto PNA/ L/Q/2024/113107 emesso il 28 aprile 2025 e notificato in data 11 novembre 2025 con il quale lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Napoli ha revocato il nulla osta emesso a seguito della istanza di decreto flussi per lavoro subordinato in favore di DRIDI AYMEN, nato in Tunisia il 05.01.1998.

Giustizia amministrativa202507344

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato nell'ambito della procedura del decreto flussi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione di Napoli ha revocato il nulla osta emesso a seguito dell'istanza di decreto flussi per lavoro subordinato. In sede cautelare sono state dedotte censure relative alla violazione delle garanzie procedimentali, presumibilmente per l'irregolare comunicazione degli atti del procedimento, nonché contestazioni sulla carenza dei presupposti sostanziali della revoca. Il ricorrente ha inoltre invocato il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, prospettando una successiva proposta di assunzione.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto prima facie infondate le censure procedimentali, poiché la notificazione degli atti risultava effettuata all'indirizzo di posta elettronica del datore di lavoro indicato nella richiesta di rilascio del nulla osta. Ha inoltre rilevato che la revoca era motivata dalla carenza di documenti utili e necessari a valutare la capacità economica del datore di lavoro e che tali documenti non erano stati depositati neppure in giudizio. Il rilascio del permesso per attesa occupazione è stato ritenuto precluso dall'inesistenza del rapporto di lavoro e dalla mancanza originaria dei requisiti normativamente richiesti; una mera proposta di assunzione, peraltro successiva alla revoca del nulla osta, non è stata ritenuta idonea a modificare tale conclusione. La domanda cautelare è stata quindi respinta e le spese della fase sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare collegiale; il TAR ha valutato in via interinale la fondatezza delle censure e i presupposti per la sospensione dell'atto impugnato.

  • d.lgs. 286/1998

    Il giudice ha richiamato i requisiti normativamente richiesti per il rilascio del permesso per attesa occupazione, ritenendoli mancanti ab origine in ragione dell'inesistenza del rapporto di lavoro.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la censura di violazione delle garanzie procedimentali è prima facie infondata quando dagli atti risulta che le comunicazioni del procedimento sono state effettuate all'indirizzo di posta elettronica del datore di lavoro indicato nella domanda di nulla osta.
  • La revoca del nulla osta al lavoro subordinato è assistita da adeguato fumus di legittimità quando è motivata dalla carenza di documentazione necessaria a verificare la capacità economica del datore di lavoro e tale documentazione non viene prodotta neppure nel giudizio.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione non può essere rilasciato in assenza originaria del rapporto di lavoro e dei requisiti normativi necessari; una mera proposta di assunzione successiva alla revoca del nulla osta non è sufficiente a colmare tale mancanza.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivo

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