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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39137/2023 del 26/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che confermava la loro responsabilità, in concorso, per il reato di lesioni personali (artt.110, 582 c.p.). Le doglianze principali riguardano: vizio di motivazione e valutazione probatoria (contraddizioni tra testi e persona offesa; asserita rilevanza di testi revocati); illegittimità delle modalità di assunzione/ revoca della prova testimoniale; eccezioni di nullità per mancata notifica dell'avviso d'udienza (assenza/irreperibilità); errata qualificazione del fatto (si sostiene la rissa anziché lesioni personali) e infine la maturazione della prescrizione del reato (calcolo del termine estintivo avendo riguardo alla data del fatto del 30/08/2014). Inoltre è stata prospettata l'illegalità della pena alla luce della riforma (c.d. riforma Cartabia) che ha rideterminato la procedibilità e le pene per talune lesioni personali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati agli effetti penali: ha rilevato la maturazione della prescrizione del reato (termini calcolati a partire dal 30/08/2014) e ha altresì evidenziato l'illegalità sopravvenuta della pena a seguito della riforma (applicazione di sanzioni più miti previste per i reati di competenza del giudice di pace). Non essendo presenti elementi per una immediata assoluzione ai sensi dell'art.129 c.p.p., la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione e ha annullato, senza rinvio, la sentenza impugnata in ordine agli effetti penali. I motivi di doglianza relativi agli effetti civili sono stati rigettati: le statuizioni civili della sentenza di merito sono state confermate e i ricorrenti sono condannati a rifondere le spese di rappresentanza e difesa della parte civile liquidate in euro 2.500 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; utilizzata per inquadrare le censure di vizio di legge, di motivazione e di contraddittorietà.

  • artt. 24 e 111 Cost.

    Rinvio ai principi costituzionali del giusto processo e del diritto di difesa invocati dai ricorrenti per censurare la motivazione e la regolarità del procedimento.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Regola la pronuncia di non luogo a procedere o di assoluzione quando ricorrono cause di non imputabilità o di estinzione del reato; la Corte ha richiamato il limite per pronunciare un'assoluzione di accertamento immediato e ha disposto invece la declaratoria di estinzione per prescrizione.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sulla prescrizione del reato: la Corte ha applicato i criteri di computo del termine di prescrizione a partire dalla data del fatto (30/08/2014) con conseguente maturazione del termine estintivo.

  • art. 161 cod. pen.

    Richiamato nel combinato con l'art.157 per il calcolo dei termini massimi di prescrizione rilevanti nel caso.

  • artt. 110, 582, 583 cod. pen.

    Norme sostanziali in relazione al reato di lesioni personali ed alle aggravanti; la qualificazione del fatto come lesioni (non rissa o aggravata) è stata confermata in sede di merito e richiamata dalla Corte.

  • art. 495, comma 4, cod. proc. pen.

    Disciplina la revoca della prova testimoniale già ammessa; la Corte ha confermato che la revoca può avvenire con ordinanza motivata quando la testimonianza risulta superflua o non reperibile, compatibilmente con il principio di ragionevole durata.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (riforma Cartabia) e successive disposizioni di coordinamento

    La riforma ha modificato la procedibilità e la competenza per alcune lesioni personali e introdotto pene più miti applicabili per talune ipotesi; la Corte ha ritenuto applicabile la lex mitior e ha rilevato l'illegalità sopravvenuta della pena detentiva inflitta.

  • art. 2, comma 4 c.p.

    Principio di applicazione della norma più favorevole nel tempo (lex mitior), invocato per estendere gli effetti della riforma anche ai fatti commessi anteriormente.

  • Sez. U. giurisprudenza (es. Miraglia, n. 38809/2022)

    Richiami giurisprudenziali delle Sezioni Unite che autorizzano la Corte di cassazione a rilevare d'ufficio l'illegalità della pena e ad applicare la lex mitior anche in presenza di ricorso non manifestamente fondato.

Massime di principio

  • La prescrizione va calcolata con cura in relazione alla data di consumazione del reato; se matura prima della pronuncia definitiva la Corte di cassazione può dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione anche ove non sia possibile pronunciare immediata assoluzione.
  • La lex mitior si applica anche se sopravvenuta dopo la sentenza di merito: la Corte di cassazione può rilevare d'ufficio l'illegalità della pena e disporre l'annullamento sul punto quando la riforma prevede sanzioni più miti.
  • La revoca di testimoni già ammessi è legittima purché sia motivata (art.495 c.p.p.): il giudice può ritenere una testimonianza superflua, o impossibile da escutere, soprattutto in considerazione della ragionevole durata del processo; tuttavia la parte deve indicare concretamente perché la prova sarebbe stata decisiva.
  • La Corte di cassazione non rivede valutazioni di merito (credibilità dei testi, dinamica dei fatti) salvo vizi di motivazione logico-giuridica o violazioni di legge: le censure meramente ricostruttive dei fatti spesso sono inammissibili.
  • La nullità o irregolarità della notificazione può essere superata dalla prova che l'imputato era comunque a conoscenza del procedimento (es. nomina di difensore), ma ogni contestazione va provata con documenti specifici.
  • L'estinzione del reato per prescrizione non determina automaticamente l'annullamento delle statuizioni civili: la responsabilità civile può sopravvivere al processo penale e le parti civili possono ottenere la rifusione delle spese processuali anche in Cassazione.

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