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Sentenza

Sentenza n. 8644/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento del silenzio-inadempimento previa adozione di idonea misura cautelare e per la a declaratoria dell’obbligo di provvedere con un provvedimento espresso, con riferimento alla domanda di attivazione della procedura di rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato stagionale

Giustizia amministrativa202410604

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio del visto di ingresso per lavoro subordinato stagionale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero e ambasciata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., un'azione avverso il silenzio-inadempimento formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato stagionale. Nel corso del giudizio, dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il procedimento amministrativo. Il ricorrente chiedeva l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere con un provvedimento espresso, previa adozione di idonea misura cautelare.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento da parte della sede diplomatica abbia determinato l'avvenuta attivazione del procedimento per il rilascio del visto. È quindi venuto meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere. La decisione è stata adottata ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate, in considerazione dell'enorme numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto dalla legge per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    azione avverso il silenzio-inadempimento

    Consente di agire contro il silenzio dell'amministrazione per ottenere l'accertamento dell'obbligo di provvedere.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione

    Il ricorso è improcedibile quando, per effetto di un'attività sopravvenuta dell'amministrazione, viene meno l'interesse alla decisione.

  • art. 60 c.p.a.

    pronuncia in forma semplificata

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, sentite le parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo fa venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponga all'amministrazione di procedere, determinando l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La fissazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda di visto costituisce, nel caso esaminato, attivazione del procedimento amministrativo e non rende più necessaria una pronuncia giudiziale sull'obbligo dell'amministrazione di avviarlo.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando il giudizio avverso il silenzio divenga improcedibile per l'attivazione sopravvenuta del procedimento e risultino rilevanti il notevole carico di richieste gravante sull'amministrazione e la complessità dell'iter procedimentale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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