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Sentenza

Sentenza n. 898/2026 - Torino, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento del Prefetto di Torino, prot. nr. -OMISSIS-, con cui è stata respinta la domanda di emersione del lavoro irregolare presentata a favore del lavoratore straniero nonché di ogni altro atto o provvedimento presupposto o consequenziale a quello impugnato, ancorché non conosciuto;

Giustizia amministrativa202200686

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego prefettizio della domanda di emersione del lavoro irregolare presentata a favore di un lavoratore straniero

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento del Prefetto di Torino che aveva respinto la domanda di emersione del lavoro irregolare, deducendo la violazione dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286/1998 e l'eccesso di potere. In particolare, sostenevano che il diniego fosse fondato esclusivamente su un precedente penale del lavoratore straniero, peraltro risalente al 2019, senza un'adeguata valutazione della sua condotta complessiva. Nel corso del giudizio il TAR ha disposto istruttoria poiché il provvedimento impugnato richiamava per relationem un parere della Questura non inizialmente prodotto; tale documento è stato successivamente depositato dall'amministrazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendolo infondato. Ha richiamato la disciplina dell'emersione prevista dall'art. 103 del d.l. n. 34/2020, rilevando che la legge individua specifiche condanne e situazioni ostative all'ammissione alla procedura. Secondo il Collegio, in presenza di reati ostativi non è necessaria un'ulteriore valutazione complessiva della condotta dello straniero, poiché il legislatore ha predeterminato una soglia di gravità oltre la quale il comportamento criminale rende vincolato il diniego. Nel caso concreto, dagli atti risultavano due condanne definitive: una per lesioni personali e una per induzione alla prostituzione, rapina e lesioni personali. Tali condanne sono state ritenute sufficienti a giustificare il rigetto dell'istanza e a escludere i vizi dedotti. I ricorrenti sono stati condannati in solido alle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 103 d.l. n. 34/2020

    al fine di garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva ... e favorire l'emersione di rapporti di lavoro irregolari

    La disposizione disciplina la procedura straordinaria di emersione dei rapporti di lavoro irregolari e individua, nei commi 8 e 10, specifiche cause ostative riferite ai datori di lavoro e ai lavoratori stranieri.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998

    È richiamato dai ricorrenti quale parametro asseritamente violato, ma il TAR non ravvisa la violazione dedotta.

  • art. 103, comma 8, d.l. n. 34/2020

    Costituisce causa di inammissibilità delle istanze ... la condanna del datore di lavoro negli ultimi cinque anni

    Prevede cause di inammissibilità della domanda, limitatamente ai casi indicati dalla disposizione, in presenza di determinate condanne del datore di lavoro.

  • art. 103, comma 10, d.l. n. 34/2020

    non siano ammessi alla procedura di emersione ... coloro ... che risultino condannati ... per uno dei reati previsti dall'articolo 380 del codice di procedura penale ... o ... siano considerati una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato

    Individua cause ostative all'ammissione del lavoratore straniero alla procedura di emersione, comprese determinate condanne penali e la pericolosità per l'ordine pubblico o la sicurezza.

  • art. 380 c.p.p.

    È richiamato dall'art. 103, comma 10, d.l. n. 34/2020 quale parametro per individuare alcune condanne ostative alla procedura.

  • art. 381 c.p.p.

    È richiamato dall'art. 103, comma 10, d.l. n. 34/2020 ai fini della valutazione della pericolosità dello straniero.

  • art. 444 c.p.p.

    La disciplina richiamata considera anche le sentenze emesse a seguito di applicazione della pena su richiesta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Costituisce il fondamento del disposto oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato a tutela dei dati personali relativi a condanne penali e reati, ai fini dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nella procedura straordinaria di emersione del lavoro irregolare, le condanne rientranti nelle fattispecie ostative previste dalla legge possono giustificare il diniego senza che l'amministrazione debba svolgere un'ulteriore valutazione complessiva della condotta dell'interessato.
  • Quando il legislatore predetermina una soglia di gravità attraverso l'individuazione di specifici reati ostativi, l'amministrazione è vincolata a negare l'ammissione alla procedura in presenza dei relativi presupposti.
  • La presenza di più condanne definitive, tra cui una per induzione alla prostituzione e ulteriori reati contro la persona e il patrimonio, è idonea a giustificare il rigetto della domanda di emersione del lavoratore straniero.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiImmigrazione e cittadinanzaAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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