Sentenza n. 840/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Rovigo, Sezione Lavoro, che aveva ordinato l’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, con accredito di 500 euro per l’anno scolastico 2022-2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precario)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza n. 221/2024 del Tribunale di Rovigo, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al Ministero il 17 settembre 2024. La sentenza aveva condannato il Ministero a costituire in suo favore la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, mediante accredito di 500 euro per l’anno scolastico 2022-2023. La domanda di ottemperanza è stata proposta poiché l’Amministrazione non aveva spontaneamente eseguito il giudicato. Il Ministero, benché ritualmente intimato, non si è costituito.
La decisione
Il TAR ha ritenuto soddisfatte le condizioni processuali per il giudizio di ottemperanza, rilevando che la sentenza azionata era passata in giudicato ed era stata notificata all’Amministrazione. Nel merito, ha accertato l’inadempimento non contestato del Ministero e ha accolto il ricorso, ordinando all’Amministrazione di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, mediante costituzione della Carta elettronica e accredito della somma di 500 euro. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale pro tempore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, autorizzandolo a subdelegare gli adempimenti a un altro direttore generale o dirigente del Ministero, da eseguire entro ulteriori 60 giorni. Non è stato previsto alcun compenso per il commissario, trattandosi di dipendente dell’Amministrazione debitrice. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 339 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l’esecuzione del giudicato, fissare un termine e nominare un commissario ad acta in caso di persistente inerzia.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
Richiamato quale presupposto per l’azione di ottemperanza relativa all’esecuzione di una sentenza passata in giudicato.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Richiamato tra le condizioni preliminari per procedere all’esecuzione coattiva della pronuncia nei confronti dell’Amministrazione.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Individua la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, oggetto dell’obbligo esecutivo posto a carico del Ministero.
artt. 2, 5, 6 e 8 d.p.c.m. 28 novembre 2016
Richiamati per le modalità e le funzionalità di costituzione e utilizzo della Carta elettronica per la formazione del docente.
Massime di principio
- Quando una sentenza passata in giudicato, regolarmente notificata all’Amministrazione, non viene spontaneamente eseguita, il beneficiario può promuovere il giudizio di ottemperanza per ottenere l’attuazione concreta del comando giudiziale.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare all’Amministrazione un termine per adempiere e, contestualmente, nominare un commissario ad acta incaricato di provvedere in caso di ulteriore inerzia.
- L’accertata mancata esecuzione di un comando giudiziale non contestata dall’Amministrazione giustifica l’accoglimento della domanda di ottemperanza e l’ordine di esecuzione conformato al contenuto del giudicato.
- Quando il commissario ad acta è individuato in un dipendente pubblico già appartenente alla struttura dell’Amministrazione inadempiente, il giudice può escludere la liquidazione di un compenso aggiuntivo per l’attività commissariale.
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