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Sentenza

Sentenza n. 841/2026 - Venezia, Sezione 2

per l'annullamento - per quanto di ragione, del prospetto di liquidazione del trattamento di fine servizio elaborato dall'I.N.P.S., filiale di Viterbo, (atto nr. -OMISSIS-del -OMISSIS-) nella parte in cui non attribuisce al ricorrente -OMISSIS- i 6 scatti stipendiali ex art. 6 bis del D.l. 387/1987 e dell'art. 21 della legge n. 232/1990; - ove occorra e per quanto di ragione, del prospetto di liquidazione del trattamento di fine servizio elaborato dall'I.N.P.S., filiale di Chieti, (atto nr. -OMISSIS- del -OMISSIS-) nella parte in cui non attribuisce al ricorrente -OMISSIS- i 6 scatti stipendiali ex art. 6 bis del D.l. 387/1987 e dell'art. 21 della legge n. 232/1990; - ove occorra e per quanto di ragione, del prospetto di liquidazione del trattamento di fine servizio elaborato dall'I.N.P.S., filiale di Viterbo, (atto nr. -OMISSIS- del -OMISSIS-) nella parte in cui non attribuisce al ricorrente -OMISSIS- i 6 scatti stipendiali ex art. 6 bis del D.l. 387/1987 e dell'art. 21 della legge n. 232/1990; - ove occorra e per quanto di ragione, del prospetto di liquidazione del trattamento di fine servizio elaborato dall'I.N.P.S., filiale di Viterbo, (atto nr. -OMISSIS- del -OMISSIS-) nella parte in cui non attribuisce al ricorrente -OMISSIS- i 6 scatti stipendiali ex art. 6 bis del D.l. 387/1987 e dell'art. 21 della legge n. 232/1990; nonche' per l'accertamento -del diritto dei ricorrenti ad ottenere il ricalcolo del trattamento di fine servizio con inclusione dei 6 scatti stipendiali ex art. 6 bis del D.l. 387/1987 e dell'art. 21 della legge n. 232/1990, oltre interessi e rivalutazione sul dovuto sino all'effettivo soddisfo;

Giustizia amministrativa202400185

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: prospetti di liquidazione del trattamento di fine servizio che non riconoscevano i sei scatti stipendiali previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ex appartenenti forze di polizia)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti, già appartenenti rispettivamente all'Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza, erano stati collocati in congedo a domanda dopo avere compiuto 55 anni e maturato oltre 35 anni di servizio utile contributivo. Hanno impugnato i prospetti INPS di liquidazione del trattamento di fine servizio, chiedendo l'accertamento del diritto al ricalcolo della buonuscita mediante inclusione dei sei scatti stipendiali previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e dall'art. 21 della legge n. 232/1990, oltre interessi e rivalutazione. L'INPS ha eccepito, tra l'altro, la propria carenza di legittimazione passiva e la decadenza dal beneficio per mancata presentazione della domanda di collocamento a riposo entro il 30 giugno dell'anno di maturazione dei requisiti. Nel merito ha contestato il riconoscimento del beneficio, prospettando anche ulteriori obiezioni concernenti la base normativa, la copertura finanziaria e la compatibilità costituzionale della disciplina.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto l'INPS l'unico legittimato passivo, in quanto ente obbligato alla corresponsione dell'indennità di buonuscita. Ha escluso che il termine del 30 giugno previsto dall'art. 6-bis abbia natura decadenziale: esso costituisce un onere riferito alla tempistica del collocamento a riposo e la sua inosservanza non impedisce il riconoscimento del beneficio quando ricorrano i requisiti anagrafici e contributivi. Nel merito, il Collegio ha interpretato il comma 2 dell'art. 6-bis come fattispecie aggiuntiva e concorrente rispetto a quelle del comma 1, riconoscendo i sei scatti anche al personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile o militare cessato volontariamente dal servizio, purché abbia compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile. Ha quindi accertato il diritto dei ricorrenti all'integrazione dell'indennità di buonuscita e condannato l'INPS al pagamento delle somme dovute, con interessi legali dal maturato al saldo, senza cumulo con la rivalutazione monetaria. Ha respinto anche le obiezioni fondate sugli artt. 3 e 81 Cost., richiamando la giurisprudenza del Consiglio di Stato secondo cui il beneficio trova una specifica base normativa e la differenziazione legislativa non è manifestamente irragionevole. L'INPS è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 2.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. n. 387/1987

    le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche al personale che chieda di essere collocato in quiescenza a condizione che abbia compiuto i 55 anni di età e trentacinque anni di servizio utile

    Il comma 2 configura una fattispecie aggiuntiva e concorrente che consente il riconoscimento dei sei scatti al personale collocato a domanda, quando siano maturati i requisiti di età e servizio; il termine del 30 giugno non è decadenziale.

  • art. 21 legge n. 232/1990

    Richiamato quale base normativa del diritto alla computabilità dei sei scatti stipendiali ai fini della liquidazione del trattamento di fine servizio.

  • art. 4 d.lgs. n. 165/1997

    Richiamato per il beneficio dei sei scatti nel trattamento pensionistico del personale militare, nel quadro normativo complessivo considerato dal giudice.

  • art. 16, comma 6, legge n. 412/1991

    Gli interessi legali sulle somme dovute sono riconosciuti secondo la disciplina richiamata, senza cumulo con la rivalutazione monetaria.

  • art. 22, comma 36, legge n. 724/1994

    Concorre a disciplinare il riconoscimento degli interessi legali senza cumulo con la rivalutazione monetaria.

  • art. 3 Cost.

    La disciplina dei sei scatti non determina una manifesta irragionevole disparità di trattamento, poiché riguarda categorie assimilabili a determinati fini e mantiene distinte le situazioni nella loro globalità.

  • art. 81 Cost.

    Il richiamo ai principi di bilancio non esclude il beneficio, previsto da una specifica normativa, né dimostra di per sé la violazione costituzionale.

Massime di principio

  • Il beneficio dei sei scatti stipendiali previsto dall'art. 6-bis, comma 2, del d.l. n. 387/1987 spetta anche al personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile o militare collocato a riposo a domanda, quando abbia compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile.
  • Il termine del 30 giugno previsto per la presentazione della domanda di collocamento a riposo non ha natura decadenziale; la sua inosservanza incide sulla tempistica del collocamento in quiescenza, ma non preclude il beneficio dei sei scatti se risultano integrati i requisiti anagrafici e contributivi.
  • L'art. 6-bis, comma 2, del d.l. n. 387/1987 introduce una fattispecie aggiuntiva e concorrente rispetto a quelle previste dal comma 1, sicché il beneficio non è limitato ai casi di cessazione per raggiungimento del limite ordinamentale o per inabilità permanente o decesso.
  • L'INPS è il legittimato passivo nelle controversie relative alla quantificazione e corresponsione dell'indennità di buonuscita, quale ente obbligato al pagamento della prestazione.
  • Sulle somme dovute a titolo di integrazione dell'indennità di buonuscita spettano gli interessi legali secondo la disciplina applicabile, senza cumulo con la rivalutazione monetaria.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenzialeStato giuridico e avanzamento
RamiForze armate e forze di poliziaPubblico impiego e concorsi
IstitutiRiparto di giurisdizionePrincipio di legalità e tipicità

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